Segnali di miglioramento dalla scuola italiana

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Segnali di miglioramento dalla scuola italiana

L'indagine OCSE-PISA 2012

I dati dell'indagine OCSE-PISA 2012 fanno registrare un miglioramento rispetto alla rilevazione del 2003, nonostante le forti differenze regionali. La scuola italiana rimane uno strumento fondamentale per la mobilità sociale.

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da www.anffasticino

È stato presentato a Roma, presso il Miur, il Rapporto OCSE PISA 2012, che rileva le competenze degli studenti quindicenni nella comprensione della Lettura, nella Matematica e nelle Scienze. Hanno partecipato all’indagine 65 Paesi, per un totale di 510.000 studenti, di cui 38.142 italiani. L’Italia anche questa volta ha conseguito risultati inferiori alla media OCSE, ma sono emersi segnali di miglioramento (20 punti) rispetto alla rilevazione del 2003. Il maggior progresso, superiore a quello conseguito dagli altri Paesi, è stato osservato in matematica. Sempre in matematica, si rileva il maggior gap di genere (i ragazzi superano di 18 punti le ragazze, a fronte di una media OCSE di 11 punti), mentre in Lettura le studentesse superano i loro compagni di ben 39 punti (38 è la media OCSE) e in Scienze i risultati tra i due generi si equivalgono.

Come si evince dalla tabella scaricabile qui, l’indagine OCSE PISA evidenzia ampie differenze regionali, con le regioni del Nord Ovest (Valle D’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia) e del Nord Est (Province Autonome di Bolzano e Trento, Veneto, Frriuli Venezia Giulia, Emilia Romagna), che raggiungono risultati significantemente superiori alla media OCSE e le regioni del Centro (Toscana, Umbria, Marche, Lazio), del Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia) e del Sud Isole (Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) con risultati progressivamente decrescenti e comunque inferiori alla media OCSE. Ai due estremi Trento, Friuli, Veneto e Lombardia, con i risultati migliori, e la Calabria, con i risultati peggiori.Per quanto riguarda le risorse destinate all’istruzione, occorre rilevare che tra il 2001 e il 2010 la spesa per studente è aumentata nella maggior parte dei Paesi dell’OCSE, mentre in Italia è diminuita dell’8%, pur mantenendosi tuttora superiore alla media OCSE (84.416 USD rispetto ai 83.382 USD della media OCSE).

Altra significativa osservazione che emerge dai dati raccolti riguarda la frequenza per più di un anno del ciclo preprimario, che risulta decisiva per i livelli di apprendimento raggiunti nel percorso scolastico successivo.

Come ha fatto rilevare il ministro Carrozza nel suo intervento introduttivo, “l’Italia ha migliorato i suoi risultati senza rinunciare al principio di equità nel sistema di istruzione”, superando, in relazione a questa specifica variabile, la media OCSE. In buona sostanza, la scuola italiana rimane uno strumento fondamentale per la mobilità sociale e, pertanto, come ha aggiunto il ministro, è necessario “guardare il nostro sistema educativo non come una spesa, ma come un investimento”.

Maria Pia Bucchioni: 11 Dicembre 2013 Cultura e pedagogia

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