L’uso del dizionario: suggerimenti didattici per l’apprendimento linguistico

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L’uso del dizionario: suggerimenti didattici per l’apprendimento linguistico

Il dizionario è uno strumento oggi poco presente sui banchi di scuola. Eppure offre straordinarie possibilità e la sua mancanza penalizza in modo particolare gli alunni di origine straniera. Di M. Cristina Peccianti

Libro

Con la messa in mora del metodo grammaticale-traduttivo, nel quali il dizionario bilingue e l’abilità del suo uso era fondamentale, il dizionario, anche quello monolingue, è un po’ scomparso dai banchi di scuola ed è uno strumento quasi sconosciuto a molti alunni o comunque poco familiare a tutti.

Lo si vede bene dai risultati delle prove Invalsi, sempre molto scarsi quando si tratta di rispondere a quesiti sul dizionario, introdotti anche in classe quinta a partire dal 2010-2011. Eppure si tratta di quesiti semplici, che dovrebbero essere affrontati senza troppa difficoltà dagli alunni italiani e anche da quelli stranieri, purché abituati a sfogliare un dizionario e ad usarlo per risolvere dubbi linguistici o soddisfare naturali curiosità.

Dati Invalsi

Ma basta considerare uno dei quesiti di dizionario (C9, V primaria 2017-2018) e i suoi risultati per constatare quanto questo strumento sia estraneo alla maggioranza degli alunni. Per risolvere il quesito era sufficiente leggere una voce, semplice, breve, e relativa a un oggetto familiare ai bambini, e riconoscere alcuni tipi di informazione che vengono comunemente date dal dizionario.

 

La voce del dizionario da leggere era questa:

biblioteca (bi-blio-tè-ca) s.f. (pl. -che) 1 luogo dove sono raccolti e conservati in ordine i libri: ho preso in prestito il libro alla biblioteca del nostro quartiere; 2. raccolta di libri: in casa sua ha una ricca biblioteca di autori classici

Il quesito chiedeva poi di abbinare alcune parti della voce del dizionario, riportate in una colonna 1, con il tipo di informazione dato da ciascuna parte e riportato in una colonna 2. Si avvertivano gli alunni che nella colonna 2 c’era un’informazione in più.

Le parti riportate in colonna 1 erano:
1. (bi-blio-tè-ca);
2, sf;
3. (pl. –che);
4. luogo dove sono raccolti e conservati in ordine i libri;
5. in casa sua ha una ricca biblioteca di autori classici.

Le informazioni riportate nella colonna 2 erano:
A. spiega il significato;
B. dà un esempio;
C. indica la divisione in sillabe;
D. dà un sinonimo;
E. indica la parte del discorso e il genere;
F. indica la forma del plurale.

 

I risultati sono stati davvero molto scarsi. Solo il 48,1% dei bambini italiani, il 37,8% degli stranieri di seconda generazione e il 29,0% degli stranieri di prima generazione hanno risposto correttamente e tale esito non può essere imputato che a un mancato insegnamento e motivazione all’uso del dizionario da parte della scuola.

E questa mancanza è particolarmente penalizzante per gli alunni di origine straniera, che vengono così privati delle straordinarie possibilità di supporto linguistico offerte da un dizionario. Si tratta infatti di uno strumento ricco di tutta una serie di informazioni le quali vanno oltre il significato, come la divisione in sillabe, le caratteristiche dei verbi (transitivi o intransitivi, pronominali ecc.) le forme particolari di alcuni plurali o quelle dei verbi irregolari.

 

Suggerimenti didattici

Per far famigliarizzare con il dizionario e motivare i bambini ad usarlo, sarebbe opportuno che ci fosse sempre un dizionario sulla cattedra dell’insegnante e i bambini vedessero, fin da piccoli, l’insegnante che lo usa. Mettiamo poi a disposizione dei bambini uno o più dizionari di quelli piccoli, adatti alla loro età. Già in classe terza, spieghiamo brevemente a cosa serve un dizionario, come sono ordinate le parole, quali informazioni vengono date per ciascuna di esse e che cosa significano le abbreviazioni principali, ma soprattutto non trascuriamo di fare ricorso al dizionario tutte le volte che se ne presenta l’occasione. Lavoriamo prima di tutto sull’ordine alfabetico e facciamo poi degli esercizi collettivi, invitando i bambini, ogni volta che sorge un dubbio, a prendere a turno il dizionario e a cercarvi la risposta. Guidiamoli nella ricerca, in modo che sperimentino l’utilità dello strumento (e anche i suoi limiti) e il piacere della scoperta.

Nelle classi successive cerchiamo di fare in modo che ci sia un dizionario disponibile per ciascun bambino del gruppo e facciamo fare attività individuali molto graduali, tenendo conto sia degli aspetti semantici che grammaticali, ma concentrandosi su una parte alla volta Lavoriamo prima solo sui nomi concreti, poi su alcuni verbi regolari di uso comune, poi su alcuni nomi astratti ecc.; prima sulla suddivisione in sillabe e accento tonico, poi sull’indicazione della parte del discorso e relative specificazioni, poi sul significato principale, poi sugli esempi, i sinonimi ecc.

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