Dire, fare, leggere, emozionarsi: il gioco dei verbi per attività di Italiano L2 a distanza

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [NNR54S92] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [7PJG3VY6] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [XQWHFRBH] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:21:string '-3' (length=2)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:22:int -3

Dire, fare, leggere, emozionarsi: il gioco dei verbi per attività di Italiano L2 a distanza

Audioracconti dalla quarantena, cucina, letture ad alta voce... L’esperienza didattica di potenziamento linguistico con un gruppo di ragazzi. Di Paola Lutzu

articolo lutzu 1

Il nostro laboratorio linguistico di Italiano L2 (progetto europeo Fami-Impact,UE-USR) è al diciannovesimo incontro, quando le attività scolastiche vengono sospese per l'emergenza Covid-19.

Venti ragazze e ragazzi della secondaria di primo grado, dell’IC di Montebelluna 2, provenienti da molti Paesi, che rappresentano quattro continenti su cinque, interrompono il loro percorso di potenziamento linguistico e il racconto reciproco. 

Un gruppo Whatsapp per creare ponti

Noi insegnanti non ci siamo rassegnati al fatto che il progetto fosse archiviato e non si potesse immaginarne un futuro, seppur a distanza. Abbiamo pensato che la tecnologia potesse creare ponti tra le nostre abitazioni, in cui l’emergenza ci aveva costretti. Ponti di parole per continuare a incontrarci e raccontarci. Quest’idea si poteva concretizzare, coinvolgendo i genitori dei nostri ragazzi, per creare un gruppo Whatsapp. E così abbiamo fatto.

La scelta di un gruppo Whatsapp non è stata casuale. In molti casi il cellulare è l’unico mezzo tecnologico presente in casa, è di utilizzo immediato, spesso filtrato dai genitori, che vengono così coinvolti nelle attività dei loro figli.

Per convolgere tutti

Pur nelle fatiche linguistiche, questa modalità di comunicazione a distanza permette di sviluppare un intervento educativo, in cui insegnare ai ragazzi come usare diversamente uno strumento, scoprendone valenza altra ad ampio potenziale, formandoli quindi all’utilizzo della chat.

Nella situazione che stiamo vivendo è importante coinvolgere tutti e tener conto delle peculiarità di ciascuno: abilità linguistiche, mezzi tecnologici a disposizione, sensibilità e tempi di risposta differenti, così come accadeva nelle attività frontali.

Un verbo ogni settimana 

Settimanalmente, con messaggio scritto o vocale, viene proposta un’attività che riguarda la loro vita quotidiana, per vivere esperienze di “lingua autentica”. Ad ogni attività è collegato un verbo.

Con “fare” i ragazzi si sono raccontati. Chi cucina, chi dipinge, chi gioca con il cane, chi disegna, chi suona. Sono tutti tasselli e frammenti di vita che ci raggiungono grazie alla tecnologia. Nessuno di loro ha cercato lo straordinario, ma il reale e l’autentico. I messaggi vocali, le immagini, i disegni sono bellissimi e carichi di emozioni e di concretezza, perché arrivano direttamente dalla loro quotidianità, inesauribile laboratorio di lingua autentica.

Con “leggere” abbiamo condiviso “Giufà e la luna”. Giufà è la personificazione dello sciocco, dai cui racconti emergono le verità più banali. I ragazzi hanno letto ad alta voce ed hanno disegnato la storia. Immagini e letture sono state unite in un “video animato”, ricco di talento ed emozionante!
Giufà ci parla della necessità comune di dare un significato efficace alla vita, perché risponde a domande di senso. Allo stesso modo, con le nostre attività dobbiamo dare senso all’esperienza dei nostri ragazzi!

Con “ascoltare le emozioni”, sono stati sollecitati a costruire audio racconti. Questi piccoli contributi autobiografici, testimoniano che “resto a casa, ma non resto isolato”, continuo a tessere relazioni ricche e positive, raccontandomi e ascoltando. 
#restoacasa, per noi del gruppo Fami-Impact diventa #miraccontodacasa! 

Per alcuni, un’occasione di sblocco 

La condivisione, per gli adolescenti isolati nelle loro abitazioni, è un modo per allontanarsi dalla solitudine imposta e non accettata. Condividono emozioni, progetti, preoccupazioni, sapendo di essere ascoltati. Non sono soli perché anche le parole a distanza in questo momento possono fare molto!

Le parole sono strumento di riflessione e mai come in questo momento la riflessione è importante per il presente, per capire cosa sta accadendo e per il futuro, per dare spessore all’esperienza che rimarrà a memoria.

Alcune dinamiche relazionali delle ragazze e dei ragazzi, in questa esperienza a distanza si sono modificate.
Alcuni di loro, molto timidi e sfuggenti nelle attività frontali, con queste attività si sono sperimentati in magnifiche produzioni, anche audio. La loro voce si fa più certa e sicura e i loro sentimenti prendono forma, senza la paura di doversi confrontare direttamente con i compagni, di cui spesso temono il giudizio. 

Il “filtro emotivo” in questa modalità si abbassa, permettendo il fiorire della comunicazione e dell’espressività.

19 Maggio 2020 Dalle scuole

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola