Cinque regole per stare bene a scuola

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La scrittura delle regole della classe diventa l’occasione per discutere, condividere, parlare di sé. Un percorso in cinque tappe. Di Anna Maria Latrofa 

Cartellone albero parlante

Ero alla ricerca di un modo diverso per presentare la riflessione annuale sulle regole della classe. Volevo rompere con gli schemi già utilizzati negli anni precedenti e soprattutto volevo presentarle abbandonando il solito modello assertivo del “devo, non bisogna…”. Cercavo un linguaggio nuovo per dire cose importanti per stare bene insieme. Lo spunto l’ho trovato nel libro inglese di Andy Cope, Gavin Oattes e Will Hussey, Diary of a brilliant kid, una guida vivace per aiutare i ragazzi a conoscersi e a stare bene con gli altri. Da questa guida ho selezionato le 5 regole che mi sembravano importanti per vivere in modo sereno le relazioni a scuola. Le ho presentate ai bambini che le hanno accolte con curiosità. Mi sono, però, subito accorta che non bastava una discussione generale per poterle fare nostre, c’era bisogno di soffermarsi, e così è nato questo percorso che si è rivelato ricco di riflessioni, non solo per i bambini, ma anche per noi insegnanti di classe.

1. Be grateful → Sii grato

I bambini sono stati guidati a riconoscere gli aspetti della vita di cui essere grati. All’inizio sembrava difficile farlo perché poco allenati a vedere ciò che la vita ci offre. Con un po’ di esercizio tutti gli alunni hanno individuato i numerosi doni presenti nella propria vita. Siamo partiti da “I doni di oggi”: Al prescuola ho giocato a dama con un compagno. Grazie Marco; Oggi doveva esserci la pioggia ma poi è uscito il sole per illuminare la nostra giornata. Grazie sole!
Abbiamo arricchito di ulteriori significati questa regola leggendo la sua definizione poetica dal libro di Cristina Núñez Pereira, Emozionario (Nord-Sud). Poi, ogni bambino ha rivolto il suo grazie alla vita disegnando e colorando un cartoncino che è diventato parte del puzzle che racconta il sentimento di gratitudine dell’intera classe. Per dare ritmo a questo sentimento abbiamo anche imparato la canzone dello Zecchino d’oro Una Parola magica.

2. Be Kind → Sii gentile

Per questa regola siamo partiti dalla visione del video d’animazione Colour your world with kindness (vedi Contro l’odio, per una classe gentile). I bambini sono stati rapiti dalla bellezza del filmato e hanno compreso il suo messaggio. Ognuno di loro ha spiegato per iscritto le sensazioni e gli insegnamenti che il film voleva darci: Questo cartone mi ha insegnato che se fai dei gesti di gentilezza questi si possono moltiplicare e diventare come una catena di gentilezza che colora tutto il mondo (Loriana); Il film mi è piaciuto tanto, mi ha fatto capire che se qualcuno ha un bisogno non si deve essere indifferenti, ma gentili (Ting Ting).
La lettura del libro La forza della gazzella di Vázquez Vigo Carmen ci ha fatto cogliere altri aspetti importanti della gentilezza. Alla fine delle discussioni e delle riflessioni i bambini sono stati in grado di realizzare ciascuno il proprio manifesto sulla gentilezza.

 

3. There are no mistakes, only lesson → Non ci sono errori, solo lezioni

L’analisi personale di questa regola ha messo in evidenza come sia importante soffermarsi a riflettere sull’errore con gli alunni e su come sia necessario adottare una pratica che porti il bambino a non sentire solo frustrazione o ansia quando sbaglia, ma che l’aiuti a cogliere la carica di cambiamento in esso racchiuso. Ogni alunno ha risposto per iscritto alle domande relative all’errore per poi leggerle ad alta voce ai compagni.
- Che cosa significa sbagliare, per te?
- Come ti senti, quando sbagli?
- Cosa significa la regola “Non ci sono errori, solo lezioni"?
Abbiamo discusso delle ansie, delle paure causate da un modo di vedere l’errore solo come disvalore e insieme abbiamo formulato un piccolo prontuario di cui avvalersi per non considerare l’errore elemento negativo della nostra esperienza. Per rafforzare la dimensione positiva dell’errore abbiamo letto il racconto Il paese senza errori di Gianni Rodari. Il racconto ci ha fornito la chiave per vedere nella correzione una risoluzione alla portata di tutti. Ci siamo detti che è inutile cercare una cosa, una persona che non abbia errori, perché tutti sbagliamo e nessuno è perfetto. Conviene invece, sempre correggere gli errori fatti. Poi, ogni bambino ha scritto un breve testo autobiografico in cui narrava di un’esperienza di errore e degli apprendimenti che ne erano derivati. Infine abbiamo sperimentato la dimensione creativa dell’errore facendo dei disegni a partire da una macchia di colore, un esercizio efficace per rinforzare l’elemento positivo dello sbaglio e le novità che può introdurre nella quotidianità.

     

4. Work Hard → Lavora con impegno

Come per le altre, anche in questo caso ogni bambino ha esplicitato il significato di questa regola partendo dalla propria esperienza: Cosa significa per te lavorare con impegno? Da tutti i significati espressi abbiamo ricavato una mappa. E, ancora una volta, ogni alunno ha rievocato un vissuto personale e ha scritto un breve testo autobiografico sulla sua esperienza di resilienza.

L’anno scorso, durante le vacanze, quando ho avuto il libro delle vacanze di terza, ho iniziato a guardarlo e ho visto che le pagine del libro erano tantissime. Ho iniziato a vederlo e per me era tutto difficile. Dopo con gli aiuti, sono riuscito a fare tante pagine. Sentivo che non potevo farle tutte, mi sentivo stufo, ma ogni giorno mi sono impegnato con tutte le mie forze. È arrivato settembre, ed ero riuscito a fare tutti i compiti. La maestra ha preso tutti i libri per correggerli. Quando la maestra mi ha ridato il libro delle vacanze, l’ho aperto e all’ultima pagina ho visto che c’era scritto: - Sei stato molto bravo a finire questo libro. In quel momento mi sono sentito molto felice e molto orgoglioso di me. (Ricky)

Abbiamo concluso con l’ultima regola del nostro cartellone.

5. What you make of your life is up of you → Ciò che fai della tua vita dipende da te

Che cosa significa questa regola? E un bambino ha scritto: Per me, significa che quando vuoi fare un’azione nella tua vita, spetta a te scegliere se la vuoi fare bella o brutta. Per esempio: se tu ti vuoi comportare bene o male lo decidi tu. Decidi tu, se vuoi essere uno che si comporta in modo sbagliato o in modo giusto. (Redis)

 

  

 

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11 Dicembre 2019 Dalle scuole

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