"Ti regalo una storia": narrazioni a distanza

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In questo periodo di isolamento e di didattica a distanza, una proposta per promuovere la narrazione. E la raccolta di storie anche plurilingui. Di Silvia Sordella

mano biglietto cuore

Dopo aver familiarizzato con le tecnologie per la didattica in rete, ci è capitato di scoprire che non tutte le case sono provviste di connessione wifi, che non tutti hanno un computer o un tablet e che in alcune famiglie solo il papà ha il cellulare, e lo porta con sé al lavoro (sto pensando a bambini che conosco direttamente). In questa nuova modalità di insegnamento, ci rendiamo conto che non è solo una questione di media con cui veicolare i contenuti, ma la mancanza di interazione faccia a faccia ci porta a ripensare ai contenuti stessi. Ci chiediamo allora: che cosa è davvero essenziale?

Raccontare la quotidianità

Siamo partiti da una proposta minima: una telefonata ogni tanto per far sentire la nostra vicinanza e per farci raccontare dai bambini che cosa stanno facendo, ricordandoci che le abilità relative al resoconto orale fanno parte dei nostri obiettivi didattici. Quando invece intravediamo una certa apertura e delle condizioni di fattibilità, possiamo proporre attività più complesse, sempre facendo leva sulla realtà quotidiana che i bambini e le loro famiglie stanno vivendo.

Farsi raccontare una storia da condividere

In questo tempo trascorso in casa, la convivenza obbligata potrebbe favorire la creazione di spazi di narrazione. Possiamo proporre ai nostri alunni di farsi raccontare una storia, per condividerla poi con i compagni; i postini – attenti supervisori – saranno naturalmente gli insegnanti.


I bambini potranno raccogliere queste storie semplicemente chiedendo ai loro genitori di registrare un audio tramite il cellulare, inviandolo poi all’insegnante. Si può poi proporre ai bambini di trascrivere e illustrare la narrazione facendosi inviare, via email o via cellulare, le fotografie dei testi e dei disegni. Per semplificare il lavoro di scrittura, che per alcuni alunni può essere ancora troppo difficile, i fumetti potrebbero rappresentare uno strumento efficace di transcodifica dall’orale allo scritto.

Creare una storia bilingue

Quando la lingua in cui solitamente si raccontano le storie non è l’italiano, si può suggerire ai bambini un’attività di traduzione per realizzare una narrazione bilingue in cui, sequenza dopo sequenza, si alterneranno la “lingua di casa” e la lingua italiana. Anche questo lavoro si può fare mediante un’audio-registrazione, mediante fotografie di testi e immagini, oppure filmando i disegni che passano via via mentre a turno si racconta e si traduce.

La metafora da suggerire è di un regalo da fare ai compagni: la propria storia preferita, magari con i suoni cari e famigliari della lingua di origine che si svela a tutti mediante parole, testi scritti e immagini. Le competenze messe in gioco sono molteplici e ampiamente rappresentate nelle programmazioni curricolari come nelle Indicazioni Nazionali.
 

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