Topolini di biblioteca con occhiali plurilingui

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La traduzione di libri dalla lingua araba all’italiano diventa un’occasione di riflessione sulla lingua in una classe con un’alta percentuale di alunni di origine straniera. Di Silvia Sordella

Sordella biblioteca arabo

L’allestimento di una “piccola biblioteca in lingua araba” ha dato l’avvio ad attività di lettura e di traduzione che valorizzano le competenze plurilingue degli alunni, nel passaggio da una lingua all’altra di aspetti cognitivi e metalinguistici (Cummins 2005). Cercheremo di concretizzare questi aspetti facendoci guidare dai nostri piccoli traduttori. (queste riflessioni sono basate su un’intervista condotta dalla scrivente e dall’insegnante Anna Maria Mazzucco nella classe V D della scuola “De Amicis” di Torino - I.C. “Regio Parco”).


Che cosa si trasferisce da una lingua all’altra?

Elementi concettuali: secondo Ahmed, bisogna innanzitutto capire il significato di ciò che si vuole tradurre, che passa da una lingua all’altra mediante parole diverse.
 

Strategie metacognitive e metalinguistiche: a partire una difficoltà sopraggiunta, Noussaiba spiega la differenza tra due parole di significato simile, con sfumature di significato diverse. Ibrahim spiega invece che per imparare come si dice “cammello” in arabo basta pensare al “Balun” (uno storico mercato di Torino), mettere prima “ja” e poi cambiare la “b” con una “m”: si ottiene così “jamalun”.
 

Aspetti pragmatici legati all’uso del linguaggio: Ibrahim richiama l’importanza del contesto per disambiguare il significato di due parole, “aglio” e “voi” che, all’orecchio di un parlante marocchino si possono confondere. Spiega che, se la sua mamma usa quella parola chiedendo “vai a prenderlo!”, allora lui va a prendere l’aglio e non potrebbe, invece, andare a prendere “voi”.
 

Specifici elementi linguistici: alcuni termini specifici non trovano un corrispondente nell’altra lingua e bisogna inserirli così come sono, usando più parole per spiegarne il significato: come quando Esra prova a dire alla mamma la lezione di storia.
 

Aspetti di consapevolezza fonologica: Amal fa notare dei “segnetti” sulle parole in arabo che aiutano chi legge a trovare la pronuncia giusta. Anche in italiano, secondo Madalina ci sono dei piccoli segni grafici come l’apostrofo, che però non si legge proprio; per Julian, leggendo il trigramma “gli”, la “g” non si sente affatto e ci sono più segni grafici per un solo suono.

 

Una piccola lezione di linguistica

È quella impartita da bambini che, con la traduzione dei libri, hanno trovato “pane per i loro denti”.


Per saperne di più

Piccole biblioteche in lingua araba su Sesamo 

• Cummins, J. (2005). Teaching for Cross-Language Transfer in Dual Language Education: Possibilities and Pitfalls. In TESOL Symposium on dual language education: Teaching and learning two languages in the EFL setting (p. 47). Istanbul, Turkey: TESOL, 2005. 

 

  

 

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