Buon compleanno, Costituzione!

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La Costituzione non è carta ferma, immobile, ma da riempire quotidianamente di contenuti e azioni, anche a scuola. Di Della Passarelli.

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sinnos lorenzo e librone

Riprendo a scrivere qui in questo 2018: un anno importante perché è il 70° anniversario della nostra Costituzione. Quest’anno se ne parlerà di più, usciranno nuovi libri e nuovi modi per dirla. Anche in Sinnos stiamo lavorando ad un nuovo progetto, dopo 22 anni dal primo volume della collana Nomos: Lorenzo e la Costituzione. Libro ancora vivo e vitale, da utilizzare in classe e a casa, per conoscere e approfondire quella che è la madre delle nostre leggi, che regola il nostro vivere comune
Il nuovo lavoro, che vedrà luce in maggio, è un punto di vista e un modo concreto di lavorare e ragionare sulle parole della Costituzione. Uno strumento nato grazie all’ascolto, durante una formazione, di due magistrate, Valeria Cigliola ed Elisabetta Morosini, all’interno del progetto BILL (che vi consiglio di andare a guardare, oltre a diversi appuntamenti di formazione, c’è una bella bibliografia). Un libro che vogliamo sia capace di mantenere vivo lo spirito e i valori che animano la nostra Carta e che sono stati messi nero su bianco da persone che hanno saputo fare un passo indietro rispetto alle loro singole individualità e schieramenti, per dare alla nascente Repubblica un timone, una bussola, che per quanto possibile evitasse che potessero riprendere forme fasciste pericolose, violente, autoritarie.
La Costituzione è più presente nelle scuole italiane rispetto a quel 1996 quando nacque Lorenzo. In questo momento della nostra Storia è un bene poterne parlare e discutere ancor di più, anche partendo dalla scuola primaria. Giocando con le parole, ad esempio, come hanno fatto le nostre magistrate: cercate negli articoli, anche nei primissimi, i più “semplici”, quelle un po’ nascoste, meno evidenziate e provare a ragionarci con i vostri studenti chiedendo perché proprio quella parola, quell’aggettivo, in quella frase.
Oggi più che mai perché tra poco si andrà a votare. E bambini e bambine ascolteranno i discorsi degli adulti. Tanto si parla della difficoltà di scegliere, di votare. Tanta la sfiducia nei confronti della politica e delle istituzioni.
Ebbene quella Costituzione scritta 70 anni fa ci ricorda che la democrazia non è un gioco banale, ma complessità di regole che prevedono necessariamente una partecipazione curata, attenta, impegnativa.


Leggete quello che diceva Piero Calamandrei il 26 gennaio del 1955 ad un gruppo di studenti universitari e medi a proposito della Costituzione e facendo riferimento (già allora!!!) a un certo sentire che ”La politica è una brutta cosa”:
«[…] la nostra costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno di lavoro da compiere. Quanto lavoro avete da compiere! Quanto lavoro vi sta dinanzi! [..] Quindi, voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come cosa vostra, metterci dentro il senso civico, la coscienza civica, rendersi conto - questa è una delle gioie della vita - rendersi conto che ognuno di noi nel mondo non è solo, che siamo in più, che siamo parte di un tutto, nei limiti dell’Italia e nel mondo».
Ecco, il lavoro con bambini e bambine, ragazzi e ragazze può iniziare proprio da questo: la Costituzione non è carta ferma, immobile, ma è carta da riempire quotidianamente di contenuti e azioni.
Tra i documenti che lascio in questo mio post ci sono anche le due introduzioni, di Stefano Rodotà e Giovanni Conso, che accompagnano il nostro Lorenzo da più di vent’anni. Un pezzetto di storia.


 

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