“Custodi di integrazione” Il sogno di Labian

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Questo mese vi presento un breve frammento della storia di Labian, ragazzino kosovaro con la passione per il calcio, molti sogni nel cassetto e tanta voglia di riscatto. Una scuola pronta ad accoglierlo, un custode per amico e compagni di classe collaborativi sono di grande sostegno al suo cammino di integrazione.

Calcio in strada (statoquotidiano, archivio igorsalomone.net)

Quando accanto alla scuola c'è un campo sportivo

Labian arriva in Italia poco prima dell’avvio del nuovo anno scolastico, appena in tempo per frequentare un laboratorio di italiano L2 che la scuola attiva da molti anni per rispondere ai bisogni linguistici degli alunni neo-arrivati. Qui Labian conosce alcuni futuri compagni, tra cui una ragazzina kosovara che nei primi giorni fa da interprete, e partecipa ai momenti di gioco previsti durante l’attività di laboratorio.

Labian viene inserito nella classe IV, composta da 25 alunni di cui 11 di nazionalità straniera. Grazie alle sue abilità nei giochi gli riesce facile stringere relazioni positive con i compagni (in palestra, a ricreazione, ecc.). Le sue doti nel gioco, la sua passione per il calcio e per la squadra del Milan facilitano l’apprendimento della nuova lingua. Come?

Adiacente alla scuola c’è un campo sportivo: per tutta la prima parte dell’anno, con l’intera classe, le insegnanti privilegiano lo svolgimento di attività in quello spazio; le prime parole pronunciate in lingua italiana da Labian sono porta, portiere, calcio di rigore, calcio d’angolo, parata, ecc. “Tutto ciò" scrivono le insegnanti “ha motivato Labian e ha accelerato l’apprendimento della lingua, dei concetti geometrici, della misurazione…”. E inoltre: a scuola il ragazzo ha un amico “più grande”, un collaboratore scolastico con cui egli ha in comune qualcosa di importante: la passione per la medesima squadra di calcio. Tutte le mattine, prima dell’avvio delle lezioni, Labian si confronta con il custode, discute e commenta le partite, i risultati, la formazione.

Progetti per il futuro

Il clima di classe è molto buono, sottolineano le insegnanti, e Labian si sente a proprio agio con i compagni, tanto da riuscire a parlare della sua vita recente in Kosovo e del padre scomparso improvvisamente. Alla domanda (rivolta ad ogni alunno): "Che progetti hai per il tuo futuro?", per esempio, risponde: “Per il mio futuro mi piacerebbe avere una fidanzata bellissima, avere dei figli, avere una casa grande con una piscina. Vorrei essere un grande calciatore, avere tanti soldi. Vorrei essere un grande padre non come il mio che mi ha lasciato a 9 anni”.

“Dopo aver risposto per iscritto, e da solo, a questa domanda," raccontano le insegnanti “Labian ha voluto leggerla ai compagni di classe, i quali, dopo un primo momento di totale silenzio, hanno applaudito emozionati”.

“Farmi una famiglia”, “costruire la mia famiglia”, “sposarsi e avere una casa tutta nostra”, “lavorare e avere figli”, “far stare in forma la mia famiglia”… è il desiderio ricorrente nelle parole dei bambini e ragazzi stranieri che ho incontrato e intervistato in questi anni; sono soprattutto i maschi, rispetto alle femmine, a proiettare sul futuro un passato fatto di sradicamento, di relazioni affettive familiari “spezzate”, a lungo ricercate. Di perdite improvvise e dolorose, come nel caso di Labian.

Libri da leggere

Il breve frammento della storia di inserimento scolastico di Labian ci ricorda quale formidabile ruolo può rappresentare per i cammini di integrazione la passione sportiva e spesso per i ragazzi, il calcio, come linguaggio comune (e tra ragazzi e adulti).

La passione e le abilità nel gioco del calcio, quali fattori significativi per il riconoscimento del singolo e il rafforzamento del gruppo dei pari, sono presenti nei libri (con protagonisti giovani di origine straniera) dello scrittore italo-congolese Paul Bakolo Ngoi (Un tiro in porta per lo stregone, 1994 e il best-seller Colpo di testa, Fabbri, 2003), nonché nei romanzi del giornalista e scrittore Luigi Garlando (vedi, ad esempio, Un gol non ha colori, Il Battello a Vapore, 2012) e di Alessandro Berello e Andrea Marelli (Un sogno in fuorigioco, Einaudi, 2012). Tutte letture dagli 8-9 anni in su. 

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