Spazi di accoglienza

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Ispirandosi al valore dell’ospitalità dobbiamo chiederci se gli spazi nella nostra scuola dell’infanzia siano realmente accoglienti, stimolanti e “pensati” per i bambini e i genitori che vi entreranno. Di Antonella Sada

cartelllone benvenuti antonella  sada

Riaprire le aule dopo i due mesi di pausa estiva può essere un momento prezioso per rivedere aspetti della vita scolastica con occhi nuovi e magari un po' più critici di quanto la frequentazione quotidiana ci consente di fare. Nei primi giorni di programmazione collegiale è bene quindi rianalizzare in primis il curricolo implicito in tutte le sue parti, considerandolo come sfondo imprescindibile di ogni proposta didattica prima ancora di soffermarsi a decidere i progetti che si vorranno attuare e i contenuti curricolari.
La prima immagine che si presenta a noi educatori, ma anche a chi entra per la prima volta nella scuola, è proprio l’ambiente. Ispirandosi al valore dell’ospitalità dobbiamo chiederci se gli spazi nella nostra scuola dell’infanzia siano realmente accoglienti, stimolanti e “pensati” per i bambini e i genitori che vi entreranno.

Osservare l’aula da una prospettiva diversa

Proprio l’abitudine di abitare a lungo uno spazio può essere nemica della sua organizzazione. Spesso si tende a preservare uno stato di cose senza interrogarsi sulla sua funzionalità. Un piccolo espediente, che può aiutare a vedere con maggiore obiettività, può essere la fotografia. Osservare le immagini della propria classe aiuta ad assumere maggior distacco e stimola la formulazione di ipotesi per il suo miglioramento, specie quando la riflessione è condivisa con i colleghi. Spazi troppo pieni possono generare confusione: è tempo di fare ordine e riservare angoli vuoti nella sezione, che si riempiranno su proposta dei bambini.
Sentirsi a casa
Lo spazio fisico, il modo in cui è organizzato e arredato, deve trasmettere già dal primo impatto un senso di familiarità, di rassicurazione, di benessere perché possa essere vissuto gradualmente come luogo sicuro anche dal punto di vista emotivo. Uno spazio accogliente è anche curato dal punto di vista estetico: alcuni dettagli possono aiutare, come piccole piante o immagini alle pareti. Particolare attenzione dovrà essere dedicata all’ ambiente dove avviene la separazione al mattino e l’incontro del pomeriggio. E’ il luogo della comunicazione ed è bene che vi siano avvisi ben leggibili e spazio per esporre la documentazione delle attività. Proprio come in una casa, l’ambiente della scuola racconta di chi lo abita: il bambino deve poter lasciare tracce di sé e della propria storia attraverso fotografie ed elaborati. Ritornare dopo la pausa estiva e ritrovare impronte del percorso compiuto l’anno precedente, aiuta a percepire un senso di continuità con l’ esperienza vissuta e ad affrontare con maggior serenità la ripresa dei ritmi scolastici.

 

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