Le mani rac-contano

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Una storia (ricca di suspense) da raccontare con le mani facendo un conto alla rovescia. Di Antonio Di Pietro

Antonio Di Pietro Pulcinella

Seduto in cerchio con i bambini, inizio a muovere le mie mani chiuse a pugno. Poi, le apro e lentamente muovo un dito alla volta. Le mie mani s'incontrano e le dita s'intrecciano. Continuo questa “danza” fin quando sento alta l'attenzione dei bambini.

Dieci pulcinella

Porto delicatamente le mani sulle mie gambe, distendo tutte le dita e sussurro: «Adesso vi racconto una storia».

 

Dieci Pulcinella stanno in casa perché piove

Uno esce fuori e rimangono in nove.

Piego il mignolo della mano destra sotto il palmo.

 

Nove Pulcinella mangiano il risotto

Uno ne mangia troppo e rimangono in otto.

Piego l'anulare della mano destra sotto il palmo.

 

Otto Pulcinella su otto biciclette

Uno non sa curvare e rimangono in sette.

Piego il medio della mano destra sotto il palmo.

 

Sette Pulcinella sui Monti Pirenei

Uno incontra l’orso e rimangono in sei.

Piego l'indice della mano destra sotto il palmo.

 

Sei Pulcinella fanno gli scioglilingue

Uno si annoda troppo e rimangono in cinque.

Piego il pollice della mano destra sotto il palmo.

 

Cinque Pulcinella appendono un ritratto

Uno lascia il martello e rimangono in quattro.

Piego il pollice della mano sinistra sotto il palmo.

 

Quattro Pulcinella bevono il caffè

Uno è troppo bollente e rimangono in tre.

Piego l'indice della mano sinistra sotto il palmo.

 

Tre Pulcinella cavalcano un bue

Uno casca di sotto e rimangono in due.

Piego il medio della mano sinistra sotto il palmo.

 

Due Pulcinella stanno a digiuno

Uno ha troppa fame e ne rimane uno.

Piego l'anulare della mano sinistra sotto il palmo.

 

Un Pulcinella si sposa in Perù

Fa dieci Pulcinella...

Distendo tutte le dita delle mani.

 

...e non ritorna più!

Chiudo, d'un colpo, le mani a pugno e le porto dietro la schiena.

Ancora dieci, forse cento

Invito i bambini a partecipare alla narrazione, ognuno a modo proprio. C'è chi dice solamente i numeri, chi ripete la rima, chi commenta. Qualcuno ascolta e osserva in silenzio.

Il mio intento è offrire a ciascuno un'opportunità individualizzata per sentirsi partecipe del racconto. Poi, inizio a sostenere i bambini a dire i numeri e a contare.

Qualche giorno dopo noto che alcuni si stanno raccontando (a modo loro) la storia dei dieci pulcinella. Colgo l'occasione per raccontarla di nuovo a tutto il gruppo, enfatizzando le parole in rima.

Questa storia (ricca di suspense) piace molto e ho la sensazione che dovrò raccontarla chissà quante volte ancora. Intanto penso a cosa altro potrei inventarmi per favorire l'apprendimento della lingua italiana: mi accerto di avere alcune immagini da mostrare per meglio far comprendere il testo (come le biciclette, l'orso, il caffè...). Potrei teatralizzarla.

Poi, mi viene in mente di quando da bambino mia madre, con un fazzoletto annodato a un dito creava un “Pulcinella” e inventava storie in napoletano.

Questa esperienza si è svolta all'interno del progetto “Conoscersi... per stare bene insieme” del Comune di Prato.

 

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