Giochi con le carte narrative

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Le carte narrative sono un materiale molto interessante per giocare con parole e discorsi. Vediamo quali possono essere alcuni itinerari ludici prima di arrivare ad inventare una storia. Di Antonio Di Pietro

di pietro carte narrative1

Nominare, descrivere e narrare in modo spontaneo

Predispongo quattro tavoli, ognuno con quattro sedie. Per garantire contenimento e attenzione, metto su ogni tavolo circa dieci carte selezionate da un diverso mazzo. I criteri di selezione sono quattro:

  • carte che rimandano a parole di uso quotidiano;
     
  • carte suddivise per campo semantico (piante, mezzi di trasporto...);
     
  • carte con illustrazioni di cose, animali, persone, che i bambini sanno nominare;
     
  • carte particolarmente interessanti dal punto di vista grafico.

Dico ai bambini: «Scegliete dove andare a giocare. Ci sono quattro sedie per ogni tavolo: uno, due, tre... Se le sedie sono occupate cercate una libera. Quando volete, potete cambiare tranquillamente di posto».

Mi sposto da un piccolo gruppo all'altro per invitare i bambini a nominare e descrivere le illustrazioni.
 

Qualcuno inizia a inventare storie spontanee facendo interagire la propria carta con quella del compagno accanto.


 

Passeggiando fra le storie

A un gruppo chiedo di pescare delle carte e con queste, stando attento a nominare e descrivere le diverse illustrazioni, invento una storia. Ai bambini brillano gli occhi nel vedermi impegnato in questo mettermi in gioco.

Chiedo a ogni bambino di prendere una carta e tenerla scoperta. Inizio a inventare una storia chiedendo: «Ditemi se quello che racconto è nella vostra carta».

Un bambino con la propria carta viene invitato a iniziare una storia («C'era una volta...») ed io la continuo pescando alcune carte dal mazzo a disposizione sul tavolo. Poi, ogni carta pescata la offro a un bambino. Al termine chiedo di ripetere la storia, ognuno rispetto alla propria carta.

Prendo carta e penna e raggiungo il tavolo accanto dove è stata inventata una storia spontanea: «Mi ridite la vostra storia, che la scrivo?». I bambini mi raccontano la loro storia entrando anche nei particolari. Non è la prima volta che quando utilizzo la tecnica “tu detti, io scrivo” i bambini innalzano il loro livello linguistico, come se fossero loro a scrivere. Sapere che l'adulto è seriamente interessato alle loro idee risulta essere una forte motivazione.

Dopo che i bambini hanno sperimentato autonomamente l'utilizzo di questo materiale, inizio a sostenerli nell'inventare una storia a piccoli gruppi. Ognuno contribuisce come può, c'è chi nomina l'immagine nella carta, chi descrive i particolari dell'illustrazione e chi racconta all'interno di una sequenza narrativa.

Scelgo quattro carte e insieme inventiamo una storia seguendo questa struttura:

  •  “c'era una volta...” (per iniziare)
     
  •  “dove” (per descrivere il luogo)
     
  • “però” (un piccolo imprevisto ci vuole sempre)
     
  •  “allora” (per concludere)
     

Con un altro gruppo, una carta la prendo anch'io da utilizzare come “jolly” all'inizio, alla fine o nel bel mezzo del gioco, all'interno di questa struttura:

  •  inizio
     
  • svolgimento
     
  •  imprevisto
     
  • soluzione dell'imprevisto
     
  •  conclusione.
     

Quando ormai siamo entrati in un positivo clima narrativo, inizio a chiedere a ogni bambino seduto a un tavolo di scegliere una carta che piace. Insieme iniziamo a inventare una storia. Ma, loro preferiscono averne due di carte.
 

Arrivati all'ultima carta, Aisha mi dice: «E ora la scrivi?».
 

Questa esperienza si è svolta all'interno del progetto “Conoscersi... per stare bene insieme” del Comune di Prato.

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