Pronto si gioca? Diamo voce ai bambini

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Possiamo motivare parole e discorsi per nominare, descrivere e narrare la vita quotidiana a partire da uno stimolo che può venire da noi, dai bambini, dai genitori. E, ancor di più, non lasciare soli i bambini come se nulla fosse. Facciamolo con leggerezza. Di Antonio Di Pietro

giocattoli personali di pietro

Se dovessi mandarvi un “vocale” per sintetizzare quanto segue, vi direi...

         Ce la stiamo mettendo tutta: noi insegnanti, genitori, bambini.

         Ricerchiamo possibili variabili a una medesima idea da condividere con le famiglie... per non escludere nessuno.

         Valorizziamo la vita quotidiana a casa.

         Facciamo un passo laterale e mettiamoci accanto alle famiglie.

         I bambini hanno bisogno di dare, non solo di avere.

         Ricomincio da... me

         Sarà capitato anche a voi durante una video-chiamata o un'intervista Skype in televisione, di guardare con attenzione cosa c'è dietro la persona che parla, com'è fatto quello scorcio di casa e immaginare tutto il resto. Sarà capitato anche ai bambini, se abbiamo inviato un video, di guardare dove abitiamo. A volte, i bambini pensano che le maestre vivono a scuola... e in un certo senso non hanno tutti i torti!     Allora, facciamo vedere un po' di casa nostra... e un po' di casa loro. Ai bambini piace andare a trovare gli amici, anche per vedere dove vivono. Un po' tutti, seppur a distanza, abbiamo bisogno di raccontarci, incontrarci... e sorridere insieme.

         Con i bambini

         Invitiamo i bambini (ovviamente con il contributo dei genitori) a fare una foto e un audio o un brevissimo video ai giocattoli preferiti, presentandoli, descrivendoli e, volendo, raccontando se sono stati regalati, che giochi vengono fatti, dove, con chi...

         Oltre ai giocattoli i temi potrebbero essere altri, come ad esempio: la tavola apparecchiata (cosa c'è, com'è fatto, cosa ricorda...), la piantina seminata e germogliata (il nome, com'è fatta, come viene coltivata...), un piatto preparato con i genitori (gli ingredienti, com'è stato fatto...), un libro...

         Raccogliamo i diversi contributi dando un minimo di cornice (ci sono molte app per scrivere il nome della scuola, il nome dei bambini e dei genitori) nell'ottica di dare un segnale di cura e di riconoscenza alle famiglie. Poi, così come quando allestiamo la documentazione, facciamo in modo di farli arrivare a tutti.

         Il principio di base è quello di motivare parole e discorsi per nominare, descrivere e narrare la vita quotidiana a partire da uno stimolo che può venire da noi, dai bambini, dai genitori. E, ancor di più, non lasciare soli i bambini come se nulla fosse. Diamo voce al loro modo di affrontare questo periodo. Facciamolo con leggerezza.

         Racconti di casa

         Se abbiamo una sezione con poco più di venti bambini e se in un mese ogni famiglia invia un solo “contributo ludobiografico”, ogni giorno ciascuno ne riceverà uno.

         Procedere con calma permette di connettersi con tutti, con chi ha bisogno di una traduzione in italiano, con la diffusione di storie bilingue.

         Sappiamo che in ogni storia personale ciascuno può rispecchiarsi. E possiamo iniziare noi, facendo foto e audio o un video su un oggetto che permette di raccontare storie di vita che di solito non fanno notizia. I bambini vogliono avere notizie da noi insegnanti, anche come persone. Più cerchiamo di narrare il quotidiano senza ricercare l'effetto speciale, più veicoliamo il messaggio che ogni nostra giornata in casa non è tempo perso e più saremo incoraggianti.

 

         Frammenti di vita quotidiana

         Invitare i bambini a raccontarsi è un modo per mantenere sottili relazioni fra noi ed i bambini, fra bambini, fra genitori, fra genitori e noi.  Se mettiamo insieme le loro storie e le restituiamo anche attraverso una mostra virtuale di fine anno, faremo un un servizio alla persona, alla famiglia e, forse alla società intera. La scuola può prendersi il “compito” di sollecitare e documentare momenti di vita in un periodo epocale come questo. Non possiamo non tenere conto che stiamo vivendo un'esperienza che passerà alla storia. Dobbiamo garantire il diritto a essere bambini,  valorizzando il loro sguardo ludico sul mondo.

 

Questa esperienza, in termini di apprendimento linguistico, attiva prevalentemente la “funzione personale”, ovvero una motivazione ad utilizzare parole e frasi per parlare di sé.

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