Come un albero: un percorso per conoscersi e confrontarsi

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Come un albero: un percorso per conoscersi e confrontarsi

Tante attività che possono essere fatte in classe per stimolare la consapevolezza delle proprie caratteristiche e condividere emozioni. Di Antonella Sada

albero

L’albero costituisce un’immagine universale e archetipica, che richiama la figura umana non solo per la sua posizione eretta ma anche per la sua naturale spinta a vivere, crescere, nello spazio e nel tempo e ad assumere varie forme.
Con bambini di nazionalità e provenienze diverse, la similitudine con l’albero può diventare occasione per confrontarsi e parlare di sé, stimolare la consapevolezza delle proprie caratteristiche, e condividere emozioni e stati d’animo.
Le attività che vengono di seguito illustrate sono una selezione tra le tante proposte che possono essere fatte al gruppo-classe e che rendono la programmazione sul tema dell’albero un percorso ricco e stimolante che può durare da un mese o un anno. Il tutto si può completare con il contributo delle famiglie intorno al tema delle piante nel mondo… ma di questo parleremo più avanti.

Parole per descrivere

Occorre innanzitutto che ogni bambino sappia denominare e descrivere le parti del proprio corpo e quelle dell’albero: per questo può venirci in aiuto una semplice canzoncina di Giorgio Minardi, da ripetere e ballare insieme.
 

Rit. Io sono come un albero
sto con i piedi per terra
Cerco la luce del sole
e così cresco di più
Io sono come un albero
sto con i piedi per terra
Cerco la luce del sole
e così cresco di più
I piedi – radici!
Le gambe – il tronco!
Le braccia – i rami!
I capelli – le foglie!
La pelle – corteccia!
Il sangue – la linfa!
Il cuore della Terra batte dentro la mia pancia

 

Per favorire l’immedesimazione prepariamo un semplice travestimento, tingendo una maglietta con tempera marrone, ritagliando delle foglie di cartoncino e truccando il viso con appositi pastelli.

 

Osserviamo e confrontiamo le caratteristiche di alberi diversi. Se la scuola è situata vicino a un bosco o a un giardino potremo fare un’osservazione dal vivo, in caso contrario useremo delle immagini: cominciamo dalla tinta della corteccia e delle foglie e facciamo un parallelo tra le varie sfumature di colore della pelle e dei capelli dei vari bambini.
Chiediamo ai bambini: “Tu che albero vorresti essere?” e invitiamoli a rappresentarlo. Ci saranno alberi grandi e maestosi che occupano gran parte del foglio e altri piccoli e con rami corti e spogli: la forma, le dimensioni e altre caratteristiche del disegno ci forniranno indicazioni su come il bambino si percepisce, in termini di sicurezza e autostima, elementi molto utili per comprendere lo stato emotivo, soprattutto nei bambini che faticano ad esprimersi verbalmente.

   

Dal seme alla pianta

Proponiamo semplici sperimentazioni di colture, piantando semi e osservandone la germinazione. Sono esperienze che non solo contribuiscono ad arricchire il vocabolario di termini scientifici, ma permettono di riflettere sui fattori che influenzano la crescita delle piante, imparando così a formulare ipotesi, discuterne in gruppo e verificarne la correttezza. “… E noi di cosa abbiamo bisogno per crescere?”: stimoliamo conversazioni intorno al tema della crescita personale, riflettendo sugli aspetti fisici ma anche su quelli relazionali. Possiamo cogliere l’occasione per ricostruire la storia di ogni bambino nelle sue tappe principali, con fotografie e racconti dei genitori, oppure limitarci a riflettere sul presente: cosa mi serve per stare bene e cosa non mi piace.

Un albero per parlare di emozioni

Provare a identificarsi in un albero che resiste al variare delle stagioni può diventare un’occasione per parlare delle proprie emozioni: “Come si sentirà un albero quando scoppia il temporale o quando soffia un forte vento?”. Proponiamo ai bambini l’ascolto di una musica evocativa della pioggia o la registrazione di suoni raccolti in natura e guidiamoli verbalmente in gioco mimico-teatrale che li aiuti a immedesimarsi nelle situazioni proposte.

   

 Proponiamo una conversazione sugli stati d’animo emersi, aiutando i bambini a denominare correttamente le emozioni: paura, gioia, spavento, tristezza. Diamo la possibilità di parlare a nome dell’albero, per superare le resistenze e favorire l’empatia. Raccogliamo le verbalizzazioni e, seguendo le indicazioni del poeta Kenneth Koch, creiamo una poesia collettiva:

Io albero ho paura del temporale perché era tutto rosso (Vicky);
io albero ho paura del temporale quando era altissimo e cadeva velocissimo sulla mia testa (Daniel); io albero ho paura della pioggia perché la sentivo piccolissima che cadeva sulla mia testa (Luca);
io albero ho paura di diventare un albero piccolo piccolo perché il vento mi faceva cadere (Malik);
io albero ho paura di prendere uno spavento per la tempesta (Abril);
io albero ho paura della pioggia perché mi faceva paura che la mamma andava a lavorare, il papà tornava veloce a casa e vedeva il piccolo albero che piangeva (Laura);
io albero ho paura di… no invece io albero sono felice! (Mariel)

Non vi è gioia più grande che riascoltare insieme il prodotto finale e vedere lo stupore dei bambini quando sentono che le loro poche parole, messe insieme, hanno formato un qualcosa di così bello.


 

  

 

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