Italiano L2… da casa. Tre attenzioni e alcune proposte

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Italiano L2… da casa. Tre attenzioni e alcune proposte

Tre “mattoni” su cui costruire la didattica a distanza: autonomia, dialogo con i genitori, dimensione orale. E alcune proposte per combinare attività linguistiche e motorie. Di Stefania Ferrari

Bambini gruppo

Quest’ultimo mese ha portato la scuola, gli insegnanti, le famiglie e gli studenti a mettersi in gioco in modo diverso con l’apprendimento. Gli edifici scolastici sono chiusi, gli insegnanti fanno lezione sperimentando nuovi canali comunicativi, i genitori accompagnano i bambini nello studio, con interessanti cambiamenti di ruolo e di prospettiva. Come ogni novità, anche questo periodo porta a riflettere sul nostro fare scuola, ognuno di noi si ritrova a rivedere le proprie abitudini didattiche e rinnovare ciò che faceva, cercando di andare all’essenziale: ciò che serve e ciò che è importante.

Compiti da fare da soli 

Molte delle parole chiave legate alle buone pratiche diventano i mattoni su cui costruire gli interventi didattici a distanza, tra casa e scuola. Uno degli elementi che acquisisce maggior spazio è il dialogo con le famiglie: i genitori insieme ai bambini diventano i nostri primi interlocutori, se non veri e propri mediatori delle attività che proponiamo. Dunque ci troviamo di fronte all’occasione di ascoltare meglio i loro bisogni e le loro proposte, anche a partire da strategie di interazione più intime e personali, quali ad esempio le mail o whatsapp. Le nostre proposte didattiche vanno ad adattarsi ai bisogni della famiglia, ai tempi del lavoro, della cura dei figli o della casa, o delle possibilità tecnologiche di ciascuno. Un altro elemento che viene posto al centro è l’autonomia, fare scuola da casa significa innanzitutto mettere i bambini nella condizione di fare il più possibile da soli. Le attività che suggeriamo in questo periodo non sono svolte a grande gruppo o con il nostro accompagnamento: abbiamo l’occasione di scendere realmente dalla cattedra e acquisire un attivo ruolo di facilitatori. Un ulteriore aspetto che acquisisce valore è la dimensione orale, una componente della competenza comunicativa spesso trascurata a scuola, dove l’attenzione è maggiormente concentrata sulla lingua scritta. La distanza ci porta a mandare messaggi audio e video alle famiglie e ai bambini, a raccontarci, a invitare a raccontare e parlare maggiormente. 

Proposte di attività linguistiche e motorie 

Ecco che superate le difficoltà del momento iniziale, possiamo permetterci di dar spazio a un fare scuola diverso, in cui sfruttiamo come vantaggiose le condizioni in cui ci troviamo ad operare. D’altronde nulla di ciò è nuovo per chi insegna, noi docenti siamo abituati a costruire la nostra azione sulla base del contesto e delle classi o dei gruppi con cui operiamo.
Sulla scia di queste riflessioni, come Glottonaute, abbiamo costruite un blog “Quarantena glottonautica”, uno spazio in cui condividiamo con i docenti alcune proposte didattiche inclusive. Lo sviluppo delle competenze linguistiche è come sempre il punto di attenzione principale, ma a differenza di ciò che avviene in altri materiali da noi proposti, le famiglie, i bambini e l’integrazione tra attività linguistica e attività motoria sono ingredienti impiegati con maggior abbondanza. Ogni proposta prende il via da uno stesso materiale, ad esempio un racconto, una lettera o uno spazio domestico, la sfida è utilizzarlo in modo motivante in diverse fasce d’età, dai 3 ai 6 anni, dai 7 agli 11 anni e dagli 11 in su. Gli insegnanti possono trarre ispirazione dalle nostre attività per instaurare un dialogo educativo tra bambini e famiglie, coinvolgendo tutta la classe.
Vi invito a curiosare e sperimentare www.glottonaute.it

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