Guardasole e acchiappasole: osservare, registrare e costruire per capire i movimenti del cielo

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Guardasole e acchiappasole: osservare, registrare e costruire per capire i movimenti del cielo

Da tanti anni sperimentiamo con i bambini strumenti e costruzioni per ragionare sulla geometria ed osservare in cielo i movimenti di sole, luna e stelle. Ecco un "guardasole" (canne piantate a terra, spago, soli dipinti) e un "pavone acchiappasole", che è esposto alla Triennale design museo. Di Franco Lorenzoni.  

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Tutti sappiamo che il sole gira attorno a noi, dal nostro punto di vista, perché sale la mattina, è alto a mezzogiorno e poi scende il pomeriggio fino a tramontare.
Ma a quanti gradi all’ora va il Sole?
Per rispondere a questa domanda lo scorso anno abbiamo dedicato un’intera giornata all’osservazione della nostra stella.
Ecco come hanno ricostruito quell’esperienza le bambine e bambine della terza elementare di Giove.

Abbiamo costruito un guardasole

Diego: Il secondo giorno a Cenci ci siamo alzati alle 6 ed era la prima volta che vedevo l’alba.
Seriana: Per vedere dov’era il sole quando stava sorgendo, abbiamo messo un occhiello su un bastone.
Lorenzo: Abbiamo costruito un mirino, un guardasole, un punto di partenza.
Elisa: Un punto di vista.
Tommaso: Ogni ora guardavamo nell’occhiello e mettevamo un bastone nella direzione del sole.
Michele: Tra l’occhiello e il bastone abbiamo messo uno spago che indicava la linea invisibile che c’era tra noi e il sole.
Seriana: Ogni ora il sole saliva sempre più su e andava a destra.
Manuel: Verso sud.
Chiara: Io non c’ero, ma dalla costruzione vedo che il sole sale fino a mezzogiorno, che è la metà del giorno, cioè la metà del cammino del sole. Poi scende.

 

Contemporaneamente a questa grande costruzione, fatta con delle canne piantate a terra, ne abbiamo fatta un’altra più piccola, con dei legni avvitati a una semicirconferenza di legno larga un metro, per poterla poi trasportare e riportare con noi a Giove.
In cima alle canne e ai legnetti abbiamo attaccato dei soli dipinti, per rendere evidente che le nostre costruzioni registravano e raccontavano il percorso del sole nel cielo. La costruzione più piccola Seriana l’ha poi chiamata pavone e da allora, per tutti noi, è diventata il pavone. Un pavone acchiappasole.

Tommaso: Le tracce del sole che abbiamo segnato con il filo formano degli angoli dove sta il punto di vista.
David: Abbiamo misurato questi angoli e ci siamo accorti che sono tutti di 15 gradi. Dall’alba a mezzogiorno, a marzo, sono 6 ore e fa 90 gradi.
Elisa: Abbiamo scoperto che il sole va a 15 gradi all’ora. Chissà a che velocità vanno la luna, le stelle…
Seriana: Però le nuvole vanno a velocità diverse, perché si muovono con il vento.
Diego: In verità non è il cielo che si muove, ma siamo noi e la terra che ruotiamo su noi stessi e facciamo un giro completo in 24 ore.
Michele: Allora è la terra che gira a 15 gradi all’ora, ma a noi che ci abitiamo sopra sembra che gira il cielo.

Quando Monica Guerra, professoressa all’Università della Bicocca di Milano, mi ha chiesto se avevo costruzioni realizzate con i bambini a scuola da proporre per un’esposizione di materiali didattici, me ne sono venute in mente molte, perché da tanti anni a scuola e a Cenci sperimentiamo strumenti e costruzioni per ragionare sulla geometria ed osservare in cielo i movimenti di sole, luna e stelle (1).

  

Il nostro pavone acchiappasole alla Triennale di Milano

Adesso che il nostro pavone acchiappasole è partito per Milano, mi emoziona l’idea che un oggetto realizzato dai bambini di Giove, dal 31 marzo sia esposta alla Triennale design museo. L’esposizione di quest’anno è infatti dedicata al design e l’infanzia e ospita una sezione di materiali didattici legati all’educazione, curata da Monica Guerra e Franca Zuccoli.
Per me vedere la nostra piccola costruzione astronomica accanto agli storici materiali ideati da Maria Montessori è davvero un grande onore.
L’idea di mettere degli spaghi in direzione del sole per registrarne la posizione fu di Nicoletta Lanciano (2), un’amica astronoma con cui, dai primi anni Ottanta, insieme a Marina Spadaro e Sista Bramini, ci inventammo i primi campi scuola dedicati all’astronomia, che cominciammo allora ad organizzare nella campagna umbra, dove si trova la Casa laboratorio di Cenci.
Nicoletta prosegue ancora quella ricerca animando il Gruppo della pedagogia del cielo nel Movimento di Cooperazione Educativa.
Sono certo che quell’idea ci venne ripensando agli spaghi ed elastici che aveva sempre tra le mani Emma Castelnuovo, straordinaria didatta della matematica e nostra comune maestra. Ci è venuta forse anche dal modo di guardare lo spazio che portò in quegli anni nella nostra casa-laboratorio Jean Sauvy, un geniale educatore francese appassionato di geometria proiettiva.
Ogni oggetto ha la sua storia e la sua generazione è spesso frutto di molteplici relazione. Così mi piace l’idea che l’esito di una lunga ricerca per cercare i modi più efficaci di registrare e rappresentare nello spazio lo scorrere del tempo, sia ora approdata addirittura in un museo, che dovrebbe essere il tempio della bellezza, come dovrebbe esserlo in verità ogni scuola degna di questo nome.

  

Il sole salta nel cielo come un coniglio, ma in modo geometrico

“Il nostro è un mestiere artigiano in cui costantemente dobbiamo apparecchiare spazi e costruire strumenti che rendano appassionanti anche le conoscenze più complesse”. Questa la frase scelta dalle curatrici, tra le tante che avevo mandato per presentare quest’oggetto. Ma la battuta più bella, nata osservando il nostro strumento, che insieme a molti altri abbiamo preparato per una esposizione fatta a Giove nell’autunno di quest’anno, dal titolo “Dove si nasconde la matematica?”, la devo a un dialogo tra Manuel ed Emilia.
Manuel, ripensando a quella giornata di osservazioni iniziata all’alba, ha detto: “Il sole è come un coniglio che saltella in cielo”. “Sì, ma saltella in modo geometrico”, ha commentato Emilia.

  

(1) Alcuni di questi strumenti e percorsi sono illustrati in “Con il cielo negli occhi” di Franco Lorenzoni, edizioni La Meridiana.
(2) Nicoletta Lanciano ha raccolto una grande quantità di strumenti per l’osservazione astronomica in parte storici, in parte reinventati nel corso delle ricerche che anima, nel volume “Strumenti per i giardini del cielo”, di cui è uscita una nuova edizione per la Junior, nella collana curata dal MCE.

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