Genitori e bambini: fare festa insieme

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Un progetto di scambio tra genitori e bambini di qui e di altri Paesi, per scoprire somiglianze e differenze. Di Laura Sidoti

multicultura grafica

Spesso i genitori stranieri non conoscono l’italiano come i loro figli e anche le feste e tradizioni più sentite del nostro Paese sono qualcosa di poco familiare che li tocca solo marginalmente. Sui banchi di scuola, invece, le vite delle nuove generazioni di italiani e di stranieri sono annodate e condivise. Per tutti, l’apprendimento della lingua va di pari passo con quello della cultura italiana.

Coinvolgere i genitori 

L’anno scorso mi aveva colpito il fatto che alcuni dei miei bambini stranieri di prima non sapessero che Natale per i cristiani è la festa che celebra la nascita di Gesù e che cade sempre il 25 dicembre. Facendo qualche domanda, avevo colto grande curiosità e piacere nello scoprire quale fosse il significato di quei simboli usati come decorazioni nei luoghi pubblici da loro frequentati quotidianamente, dalla cometa, alla calza della Befana, al presepe, per non parlare dell’albero. Avevamo anche osservato che Natale si festeggia proprio a ridosso dell’inizio dell’inverno, nel periodo più buio dell’anno, e che questo è il motivo per cui illuminiamo case e strade con luci colorate. Grande era stato il loro interesse.
Quest’anno abbiano allargato il discorso a tutte le altre festività, religiose e non, che si susseguono in questo periodo. Riflettendo con i genitori volontari su quanto sia paradossale questo divario di conoscenze fra gli adulti che hanno scelto l’Italia come nuova casa e i loro figli educati nelle nostre scuole, è nata l’idea di dare modo ai bambini di divertirsi e condividere con le proprie mamme e papà ciò che hanno imparato riguardo alle nostre festività natalizie, avvicinando inoltre adulti che in molti casi si conoscono a malapena di vista. I genitori hanno accolto con l’entusiasmo l’idea di mettersi in gioco e di passare dalla platea al palco.

I genitori raccontano

Nella prima parte dell’incontro i protagonisti sono stati i genitori, uno per ciascuna delle undici nazionalità presenti in classe. A turno, intervistati dai bambini, i grandi hanno condiviso i propri ricordi legati alle festività più importanti del paese di provenienza. Lo hanno fatto aiutandosi anche con foto precedentemente inviate a noi maestri, che proiettavamo sullo schermo dell’auditorium. Non sono mancate le sorprese. Il pubblico e i piccoli intervistatori hanno scoperto che nelle Filippine, nonostante il clima tropicale, decorazioni ed addobbi natalizi fanno la loro comparsa già dalla prima settimana di settembre, così come l’usanza di regalare denaro ai bambini in occasione della festività più importante accomuna i cinesi quanto gli egiziani.

Una sfida tra genitori e bambini

Lo spettacolo è proseguito con il Quizzone di Natale, una sfida fra bambini e i rispettivi genitori per dimostrare la propria conoscenza delle festività natalizie. Non sono mancati momenti di ilarità e di pura gioia degli alunni per la loro vittoria schiacciante: 20 domande corrette a 3! La nostra classe multietnica ha così dato prova di saper navigare con disinvoltura fra i simboli di due o più culture. Stranieri solo sulla carta: dall’usanza di mangiare lenticchie e di indossare mutande rosse a Capodanno, al nome dei santi festeggiati il 26 e il 31 dicembre, agli animali tradizionalmente raffigurati nella natività di Gesù, i bambini della nostra classe seconda hanno sorpreso i genitori con le loro conoscenze!

Ogni famiglia è un piccolo mondo

Nel nostro piccolo, scoprendo le diversità delle espressioni culturali – religiose e non – delle altre famiglie abbiamo fatto un piccolo passo per favorire la conoscenza, fonte di arricchimento per tutti e presupposto per il rispetto reciproco. I cattolici presenti hanno visto come le comunità cristiane nel mondo abbiano riti e tradizioni diverse da quelle familiari a noi italiani, e qualcosa di analogo è accaduto fra musulmani di paesi diversi come il Bangladesh e il Marocco.
In un mondo globale dove popoli diversi si mischiano, il rischio di fare di tutta l’erba un fascio, uniformando genti e famiglie assai diverse fra loro, è sempre dietro l’angolo. Come non esistono due famiglie italiane uguali in tutto e per tutto, allo stesso modo ogni famiglia straniera è diversa dalle altre, nonostante la comune nazionalità.


 

  

 

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