Ritorno tra i banchi

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Settembre segna il ritorno a scuola per insegnanti e bambini. Quest’anno ci dovremo misurare anche con gli eventi tragici di quest’estate. E non è semplice parlarne. Di Angela Maltoni.
 

angela maltoni fortunatamente

Quest’anno, purtroppo, non sarà per tutti un rientro sereno. Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, con tante vittime provenienti da diverse località italiane, sarà sicuramente necessario affrontare l’argomento un po’ ovunque. Cosa assolutamente non semplice e molto delicata per la sua portata tragica. Per i bambini genovesi – soprattutto per quelli del ponente cittadino e della Valpolcevera – sarà ancor più complicato perché ognuno di loro ha già avuto modo di rendersi conto visivamente della mancanza di una parte del cosiddetto “ponte di Brooklyn”, che con la sua maestosità faceva parte del paesaggio abituale. Inoltre, proprio perché i bambini non sono esenti dalle “violenze” mediatiche della conta dei morti e delle modalità di ricerca e recupero dei dispersi, è necessario affrontare l’argomento insieme. Non è sicuramente facile parlare di un ponte che si sgretola, perché nell’immaginario collettivo – anche in quello dei più piccoli – solitamente i ponti uniscono. Senza contare che molti di loro, almeno una volta, sono transitati su quella strada che ha causato la morte di numerosi bambini e “oggi non c’è più”. Per questo penso sia utile predisporre un percorso di comune accordo con le famiglie, in modo da trovare le modalità più idonee e le “parole giuste” per stemperare l’angoscia e rimarginare piano piano eventuali ferite.
A questo scopo per i più grandi un libro interessante è quello suggerito da Antonella Capetti nel suo blog APEdario, Una capra sul tetto di Anne Fleming per Mondadori, così come il bellissimo Fortunatamente, di Remy Charlip per Orecchio Acerbo, che in qualche modo riprende la storia del libro precedente e può aiutare a lavorare sulle fortune, a volte casuali, e sulle sfortune della vita. L’ho utilizzato lo scorso anno in quinta per parlare di migrazione, dono dell’educatrice dei migranti con cui corrispondevo a Ravenna. La lettura è stata graditissima e ogni bambino, immedesimandosi un po’ nel protagonista, ha espresso i suoi sentimenti e le sue “fortune” o “sfortune”.

  

Tra naufragi e guerre

Non mancheranno poi gli argomenti di discussione sui naufragi di quest’estate e sul pugno di ferro verso gli sbarchi, così come sui tanti luoghi dove continuano a cadere bombe. Anche in questo caso non è semplice affrontare il tema e – come faccio sempre – mi affido alle parole degli altri per “sbrogliare i sentimenti”. A questo scopo alcuni libri che ho già utilizzato sono validi per bambini di qualunque età: Di qua e di là dal mare. Filastrocche migranti, di Carlo Marconi, con tavole di famosi illustratori, edito dal Gruppo Abele, è un abbecedario in cui ogni lettera parla di partenze, fughe e approdi, di incontri, ospitalità, angoscia e speranza e Sole e mare, di Fuad Aziz per Matilda Editrice, con protagonista una bambina di un paese dove c’è la guerra che trova riscatto e speranza proprio attraverso la scuola.
 

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