Tutti a scuola: piccoli riti per iniziare e attività di benvenuto

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Tutti a scuola: piccoli riti per iniziare e attività di benvenuto

Saluti in tante lingue, fiori di carta di benvenuto... Per organizzare al meglio l’accoglienza e i primi giorni di scuola serve attenzione e preparazione. Di Angela Maltoni
 

Maltoni accoglienza benvenuti a scuola

Come ogni anno, settembre annuncia il ritorno sui banchi e noi insegnanti siamo chiamati a organizzare al meglio l’accoglienza e i primi giorni di scuola.
Ogni cosa che inizia, tanto più se si tratta di un anno scolastico, è sempre un momento delicato che richiede attenzione e preparazione.

Piccoli riti per iniziare

Diciamo intanto che l’approccio può essere molto diverso: mentre in prima l’obiettivo è riuscire a formare il gruppo classe, nelle tappe successive diventa quello di ricostituire quel clima positivo e di collaborazione lasciato a giugno. Al riguardo ritengo utili una serie di piccoli “riti” per cementare nuove conoscenze e ristabilire quelle perse o affievolite. Non servono grandi cose: un modo per salutarsi a inizio mattinata, ad esempio, in tante lingue diverse o che preveda una “parola chiave” per contraddistinguere il gruppo e far crescere la sua identità di nucleo formato non da singoli ma da un insieme di elementi tutti preziosi; oppure un piccolo dono lasciato sui banchi, qualche pupazzo sparso qua e là per l’aula o semplicemente alcuni addobbi in grado di attirare l’attenzione dei bambini e farli subito sentire bene.

Attività di benvenuto

Lo scorso anno, in prima, abbiamo iniziato con una mattinata dedicata contemporaneamente a genitori e bambini. Per una semplice attività che potesse coinvolgere entrambi sono stati preparati tanti fiori rossi a forma di quadrifoglio con su un lato scritta la parola “benvenuto” in diverse lingue. Arrivati in classe, dopo le presentazioni i bambini sono stati invitati a scrivere come erano capaci il loro nome; i genitori invece sono stati invitati a pensare una parola per loro significativa. Per facilitare il lavoro – e coinvolgere “tutti e ognuno” – è stato chiesto alle mamme e ai papà di scrivere nella loro lingua madre, o comunque in quella che più desideravano. Ricordo che alcuni hanno scelto di formulare anche una breve frase di buon auspicio per i loro bambini.
In seconda e nelle classi successive, quando tornare a scuola diventa ritrovarsi, è bello invece ricostituire il gruppo attraverso una serie di giochi che partono dal proprio nome. Nelle mie classi questa tipo di attività si svolge nell’angolo morbido, disponendoci in cerchio in modo che tutti ci si possa sedere comodamente e guardare negli occhi. A seguire, le prime attività sono poi dedicate alle vacanze estive e ai racconti dei viaggi e della permanenza in città.

La scuola nel mondo

In quinta, qualche anno fa, ho dedicato le prime settimane a una ricerca sui diversi sistemi scolastici nel mondo. Ogni bambino, a seconda della provenienza geografica e della sua origine, ha raccolto materiali e tutti insieme abbiamo creato un libro dove sono state raccolte le informazioni.

È stato curioso scoprire che “nel mondo di sotto” – così i bambini erano soliti definire l’emisfero australe, probabilmente influenzati dalla lettura del bellissimo “Quelli di sopra e quelli di sotto” di Paloma Valdivia per Kalandraka – l’anno scolastico inizia tra gennaio e aprile e le vacanze “estive” si fanno da settembre a dicembre. In questo lavoro sono stati utili diversi libri, tra cui – per l’Albania – l’interessante “Raccontando l’Albania” della collana Fiabilandia edito da Sinnos. Un testo davvero prezioso perché raccoglie racconti e disegni realizzati da bambini della scuola primaria e secondaria di primo grado della provincia di Bari. Parallelamente sono state poi effettuate ricerche in rete e interviste ricerche in rete e interviste a genitori e mediatori interculturali.

 

 

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