Piano triennale dell’offerta formativa: “suggerimenti” ministeriali

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Piano triennale dell’offerta formativa: “suggerimenti” ministeriali

Elaborazione del PTOF, Piano triennale dell’offerta formativa. Ecco le principali indicazioni fornite dal MIUR.

PTOF

Come è noto, la legge 107/2015 ha stabilito che la definizione del piano dell’offerta formativa, già introdotto dal DPR 275/1999, abbia, dall’anno scolastico 2016-2017, una cadenza triennale e non più annuale, con un’adozione deliberata entro il mese di ottobre dell’anno scolastico precedente.

Il momento di entrata in vigore della legge 107, molto a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico 2015-2016, ha indotto il MIUR a spostare il termine utile per l’approvazione del primo piano triennale (PTOF, data l’ormai invalsa abitudine di ridurre tutto a sigle) al 15 gennaio 2016. Malgrado il piano costituisca l’espressione più rilevante dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, il Ministero ha voluto comunque – pur precisando di non voler “ingabbiare” in un rigido “format” la predisposizione del documento ponendo limiti all’autonoma progettualità delle scuole – fornire, come dice la nota prot. 2805 dell’11 dicembre 2015, "indicazioni e orientamenti per sottolineare alcuni aspetti ineludibili sui quali richiamare l’attenzione delle scuole stesse". Certo risulterà difficile che le istituzioni scolastiche orientino le loro scelte in termini che si discostino sostanzialmente da aspetti che l’Amministrazione centrale definisce “ineludibili”. Vediamo comunque quali sono le principali indicazioni che vengono fornite dalla nota ministeriale.

Coerenza col piano di autovalutazione

In primo luogo, afferma il MIUR, l’elaborazione del piano dell’offerta formativa "dovrà essere fondata su una puntuale ricerca della coerenza tra il POF stesso, il rapporto di autovalutazione e il piano di miglioramento". E ribadisce che già con la nota prot. 7904 del 1° settembre 2015 erano stati esplicitati "significativi orientamenti per la predisposizione dei piano di miglioramento, individuando alcuni punti ineludibili che saranno poi oggetto di monitoraggio dal prossimo anno scolastico". Anche qui viene ribadita l’ineludibilità dei punti individuati dal Ministero, che ne verificherà l’attuazione nel 2016-2017.

Il ruolo del dirigente scolastico

Viene ribadita una delle direttive principali della legge 107: il dirigente scolastico - che dovrà tenere conto di proposte e pareri formulati da organismi e associazioni di genitori e studenti – riveste un ruolo strategico, dovendo esercitare le "attività di indirizzo, di gestione e di impulso alle innovazioni" previste dalla legge. In proposito si deve ricordare che questo è uno dei punti più controversi del testo. Il comma 4, infatti, stabilisce che il piano triennale sia elaborato dal collegio dei docenti e quindi approvato dal consiglio d'istituto "sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico". Ma il TU 297 prevede ancora che le competenze di indirizzo appartengano al Consiglio di istituto, e questo fatto è stato forse sottovalutato, con il rischio di creare un conflitto di competenze che in qualche modo altererebbe i rapporti tra due organi delle istituzioni scolastiche.

La flessibilità

È un richiamo forse superfluo, tenendo conto di quanto già abbondantemente previsto dal DPR 275/1999, ma ancora una volta appare la parola “ineludibile” riferita all’utilizzazione delle forme di flessibilità. Pur richiamando ancora una volta il "pieno rispetto delle scelte delle istituzioni scolastiche autonome e della libertà di insegnamento", la nota ministeriale ribadisce che certe scelte difficilmente potranno essere ignorate nelle definizione del piano dell’offerta formativa.

Il curriculo di scuola

Pur riferita essenzialmente al ciclo secondario, questa indirizzo sulla piena realizzazione coinvolge anche la scuola primaria, che viene chiamata a puntare sullo sviluppo della competenze nelle lingue straniere e della competenza interculturale, in particolare con la piena applicazione dell’insegnamento delle discipline attraverso la metodologia CLIL.
Un'indicazione abbastanza perentoria viene data in ordine all’attuazione, all’interno del PTOF, del Piano nazionale per la scuola digitale, recentemente definito dal MIUR, finalizzato a creare ambienti di apprendimento innovativi che possano consentire una maggiore attenzione alla centralità dello studente. Centralità che deve risultare anche dall’esplicitazione, nel curricolo di scuola, degli strumenti, dei metodi, dei criteri e delle tipologie di valutazione degli apprendimenti.

L'organico dell'autonomia

Un’indicazione importante: l’organico dell’autonomia "andrà gestito in modo unitario, in modo da valorizzare le professionalità di tutti i docenti e senza una rigida separazione tra posti comuni e posti di potenziamento, che dovranno gradualmente integrarsi". Certamente la legge 107 ha introdotto una modalità totalmente innovativa di gestione degli organici, che dovrà essere – come preannunciato anche dalla nota ministeriale – esplicitata in provvedimenti che forniranno indicazioni operative. Ma le modalità di formazione dell’organico dell’autonomia, che vedrà una forte competenza del dirigente scolastico, chiamato a conferire incarichi di durata triennale per completare le risorse a disposizione della scuola, introducono forti elementi di perplessità che hanno già sollevato forti critiche in quanto, a parere di alcuni, viene lasciato un eccessivo spazio di discrezionalità al dirigente in ordine alla eventuale conferma dell’incarico.

Reti di scuole e collaborazioni esterne - Il piano di formazione del personale

La legge 107 stabilisce che il MIUR debba favorire la costituzione di reti di scuole (già previste dall’articolo 7 del DPR 275/1999) per rendere possibile a realizzazione di progetti o iniziative didattiche, educative, sportive e culturali di interesse territoriale, che coinvolgano anche soggetti pubblici e privati con la finalità di condividere le risorse disponibili a tale livello. Un ruolo importante che la legge affida alle reti di scuole riguarda i piani di formazione del personale scolastico, che dovranno essere organicamente inseriti nel piano triennale dell’offerta formativa. In proposito la nota preannuncia che in vista dell’adozione del Piano nazionale di formazione (previsto dal comma 124) il MIUR emanerà una nota di approfondimento specificamente dedicata alle attività di formazione.

Una direttiva attenuata

La nota 2805, in conclusione, si pone come una “direttiva attenuata” da parte del MIUR: da un lato si afferma il pieno rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, ma dall’altro si individuano percorsi per la strutturazione del PTOF che in vari punti sono definiti “ineludibili”: un sottile invito a procedere tenendo conto delle esigenze locali ma tenendo ampiamente conto delle indicazioni e orientamenti forniti dal Ministero.

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