L'insegnante di sostegno e il valore dell’inclusione

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [FDQ9JXV7] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [BDKINK6B] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [X1ZNQ4MY] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:21:string '-3' (length=2)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:22:int -3

L'insegnante di sostegno e il valore dell’inclusione

Una riflessione su cosa significhi assumere il ruolo dell'insegnante di sostegno all’interno di una sezione. L'importanza di mettersi in relazione con il bambino e con tutti quelli che sono partecipi al suo percorso di crescita. Di Federica Catanzano

bambini assieme alla maestra

La normativa dice chiaramente che l’insegnante di sostegno è contitolare della classe in cui è inserito il bambino con disabilità; questo però non si concretizza sempre e questa figura è vista come l’insegnante di un certo bambino. Questa deresponsabilizzazione che talvolta si verifica da parte degli insegnanti curricolari ha vari risvolti negativi. Prima di tutto, rende impossibile realizzare un efficace processo inclusivo poiché i bisogni del bambino con disabilità vengono tutti conosciuti e affrontati solo da una persona, così come le giuste strategie vengono applicate solo quando l’insegnante di sostegno è presente. Ma c’è anche un altro aspetto da considerare: l’eccessiva e ingiustificata responsabilità data ad una sola persona e il conseguente stress che può essere raggiunto, sicuramente non va ad influire positivamente sui bambini e sul clima della classe. Questo pensiero se da una parte fa arrabbiare e demotivare, dall’altra deve spingere a lavorare ancor di più affinché tutti capiscano il valore dell’inclusione.

L’inclusione per tutti

Quello dell’inclusione è un concetto importante perché non deve essere riferito solo ai soggetti con disabilità ma a tutti coloro a cui ci rivolgiamo. Ogni bambino ha un suo stile, ha delle capacità e delle difficoltà, saperle riconoscere e rifletterci sopra vuol dire saper trovare le strategie didattiche più giuste per far emergere la sua positività. Inoltre, l’insegnante di sostegno deve aiutare i bambini, prima di tutto chi ha disabilità ma non solo, ad essere accolti nel gruppo e ad essere accettati per quello che sono. Deve agire per far si che i bambini costruiscano la loro identità, e questo vuol dire proporre strategie didattiche adatte a tutti gli stili di apprendimento. Pensiamo che quando adottiamo delle strategie particolarmente adatte ad un bambino facciamo qualcosa adatto a tutti. Questo, secondo me, dovrebbe essere il pensiero che deve accompagnare l’insegnante di sostegno anche nei momenti di maggior difficoltà.

Dalle competenze all’uso della didattica speciale

Alla scuola dell’infanzia essere insegnanti di sostegno vuol dire anche essere ben consapevoli dell’importanza della precocità degli interventi educativi e didattici. Naturalmente per fare tutto ciò c’è bisogno di avere alle spalle un bagaglio formativo per poi usare strategie e strumenti in modo efficace. Prima di tutto, è importante mettere i bambini in condizione, anche in situazioni di grave disabilità, di comunicare. Non riuscire a comunicare può portare ad avere reazioni di disagio nel bambino, di rabbia, aggressività o chiusura, che possono andare ad incidere sia sull’apprendimento che sulla relazione con gli altri. Ecco perché l’insegnante di sostegno aiuta a individuare e proporre un sistema di comunicazione per tutti. Potrà essere utile il ricorso alle immagini, ma non solo: altri possono essere i linguaggi da usare, per esempio la LIS, in relazione ai bisogni che saranno stati individuati.

Infine, consideriamo che la scuola è solo una delle agenzie che interagiscono con il bambino e la famiglia, quindi creiamo una rete fattiva di collaborazione anche con le agenzie sanitarie ed extrascolastiche. Tutto sempre con un unico obiettivo: il benessere e la crescita dei bambini.

Per saperne di più

Stella G. (2013). Pappagallo Lallo. Identificazione precoce di difficoltà fonologiche e laboratori per lo sviluppo linguistico. Con CD-rom. Firenze: Giunti EDU

Passolunghi M.C., Costa H.M., Zoratto M. (2014). Delfino Otto. Potenziamento delle abilità matematiche di base. Firenze: Giunti EDU

Passolunghi M.C., Costa H.M. (2014). Elefante Memo. Potenziamento delle abilità di memoria. Firenze: Giunti EDU

Pezzica S., Caracciolo S., Perticone G. (2019). Scimmietta Attentina. Strategie e attività per potenziare l’attenzione in tutti i campi di esperienza. Firenze: Giunti EDU

 

 

Conosci le riviste Giunti Scuola? Apri questo collegamento e scopri le offerte dedicate a La Vita Scolastica, Scuola dell'Infanzia, Nidi d'Infanzia e Psicologia e Scuola, oltre alla nostra Webtv!

Federica Catanzano: 22 Febbraio 2019 Articoli

Condividi

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola