Matematica nella scuola dell'infanzia

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Matematica nella scuola dell'infanzia

Intervista a Bruno D'Amore

Nella scuola dell'infanzia le discipline scientifiche sono fortemente educative: i risultati di un convegno. Il parere di un esperto.

Uno scatto dal sito  R.S.D.D.M.  GRUPPO di RICERCA e SPERIMENTAZIONE in DIDATTICA e DIVULGAZIONE  della MATEMATICA

La ventiseesima edizione del convegno "Incontri con la matematica" s'è svolta a San Pietro Terme in ottobre, con la direzione scientifica di Bruno D'Amore, Martha I. Fandino Pinilla e Silvia Sbaragli.

Il convegno ha presentato sguardi nuovi e nuove pratiche nell'ambito della matematica. E non pochi momenti hanno avuto come protagonista la scuola dell'infanzia. Abbiamo incontrato il prof. Bruno D'Amore per avere un sunto delle novità e delle proposte più interessanti.

Matematica e scuola dell'infanzia: il convegno ha dato ampio spazio a questo rapporto. Perché?

Prima di tutto perché io sono sempre stato e sempre sarò un fanatico sostenitore della scuola dell'infanzia come scuola. E poi perché le mie ricerche di varie decine di anni hanno mostrato che nella scuola dell'infanzia le discipline scientifiche sono fortemente educative non solo intrinsecamente, ma anche in generale, in moto trasversale.

Inoltre, nel panorama italiano ed internazionale, non sono molte le occasioni dedicate alla matematica nella scuola dell'infanzia e, talvolta, sono false. Così, almeno nel nostro convegno, dedichiamo sempre spazi opportuni alla scuola del'infanzia, con grandissimo successo di pubblico. Gli insegnanti ci capiscono e accolgono favorevolmente questa proposta.

Quali proposte, novità, conferme sono emerse dalle relazioni e dai seminari?

La grande conferma è che vale la pena pensare ad una matematica specifica per la scuola dell'infanzia; le novità sono le particolari proposte, sempre diverse, che giungono da tutta Italia, insegnanti che si mettono in gioco, ricercatori che raccontano le proprie esperienze scientifiche ma in modo utilizzabile.

Si tratta di un momento magico, fortemente attrattivo. L'insistenza è sul fatto che nella scuola dell'infanzia si può fare matematica, e come. Certo, adatta al livello, all'età, ma in modo intelligente e significativo. Il bambino entra in un mondo che lo affascina, a fare attività che lo portano in modo magico e fluido nella scuola elementare. Impara a parlare, a gestire il proprio linguaggio, a descrivere, ad ipotizzare.

In che modo le sembra che il pubblico abbia reagito?

Come ti dicevo prima, in modo completo; l'insegnante capisce che questa è un'occasione irripetibile nel corso dell'anno, che qui ci mettiamo tutti al servizio della scuola, che chi fa le relazioni lo fa con passione, in modo generoso.

Ha già idee per il prossimo convegno e le sezioni dedicate alla scuola dell'infanzia? Ce ne potrebbe regalare una piccola anticipazione?

Certo, abbiamo già tutto programmato, ci vuole un anno a fare le cose bene. Abbiamo già relatrici formidabili, due universitarie assai note al pubblico italiano, tra le più amate. E poi, dopo anni e anni di silenzio, mi rifarò vivo in prima persona; voglio tenere una conferenza dopo tanto tempo, per raccontare questi anni di ricerca e di riflessione.

Stiamo poi raccogliendo sollecitazioni e inviti per dare voce anche agli insegnanti, i veri protagonisti di questo convegno. Quando gli insegnanti di scuola dell'infanzia leggeranno il programma, non potranno resistere al richiamo, verranno numerosissimi. E noi saremo lì, pronti ad accoglierli.

Per saperne di più

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