Dal macro al micro(bo)

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Piccolissimi, i microbi hanno un ruolo importante nel ciclo naturale: lavorano instancabili e in questo modo trasformano silenziosamente le cose. Perché e come affrontare a scuola il tema del macro e del micro, dell'invisibile che agisce e riporta effetti visibili sul mondo? Ecco qualche proposta di Antonio Di Pietro.

Mini

Piccoli e buoni

Siamo circondati da esseri invisibili, onnipresenti, multiformi. Sono i microbi: una delle famiglie di animali più numerose tra quelle che vivono sulla terra. Non lasciamoci impressionare, resistiamo al prurito che ci può venire sapendo che mentre leggiamo la parola “microbi” ci sono miliardi di minuscoli organismi che agiscono intorno a noi. Non tutti i microbi sono nocivi, anzi la maggior parte ci aiuta a vivere meglio.

Moltissimi sono i “microbi buoni” anche da mangiare. Ci sono quelli per fare i formaggi e lo yogurt, ma anche per fare pane, birra, vino... Poi, ci sono microbi che fanno bene, molti dei quali stanno nel nostro corpo, per questo vanno alimentati mangiando cereali, legumi, verdure e frutta. E ci sono i microbi che trasformano gli scarti di cucina e quelli del giardino in... un ottimo terriccio concimante: il compost.

Nell’orto morbido

Allora, non ci resta che utilizzare questi microbi buoni per avere un orto rigoglioso a scuola. Prepariamo il “compost”: una miscela di scarti organici “lavorati” da diversi tipi di microrganismi.
Per prima cosa occorre avere una compostiera che si può acquistare (nei negozi di giardinaggio e di ferramenta) o auto-costruire. Trattasi di una cassetta dove mettere i residui organici in modo che siano protetti ed areati.
In rete ci sono molti video per costruirsi una compostiera. Per farlo, si possono coinvolgere genitori e nonni, in modo da cementare alleanze fra scuola e famiglia.

Fatta la compostiera occorre raccogliere gli scarti organici. Praticamente, quando facciamo la raccolta differenziata a scuola, quasi tutto quello che viene buttato nel cestino dell'organico può andare bene.
Per fare un ottimo compost alla base della compostiera mettiamo uno strato di legnetti, foglie e terra. Poi, raccogliamo bucce, fondi di caffè, verdure avanzate, frutta marcia... (evitiamo la carne) e andiamo a metterla nella compostiera. Alterniamo uno strato di residui del mangiare con quelli del giardino. L’importante è garantire questa proporzione: due parti di scarti umidi (i rifiuti organici) e una di residui asciutti (terra, legnetti, foglie...). Le due parti vanno calcolate in base al peso (utilizzando due secchi).
Una volta alla settimana, con una paletta o un bastone mescoliamo quanto abbiamo raccolto nella compostiera.
Dopo alcuni mesi di assiduo lavoro da parte dei microbi possiamo avere del terriccio fertilizzante per l’orto scolastico. Tra l’altro il compost rende più soffice il terreno, così anche i bambini possono lavorarlo.

L’invisibile al lavoro

In un ambiente come quello che creiamo nella compostiera i microbi si moltiplicano a dismisura. Non li vediamo anche se sono miliardi e miliardi, ma possiamo osservare la fatica del loro duro lavoro. Torsoli di mela, bucce dell'uovo, foglie secche, rami... diventano terra morbida e dal buon odore.
Durante l'immissione di residui nella compostiera, stimoliamo le ipotesi dei bambini facendo domande del tipo: Se mettiamo insieme residui del giardino e della cucina, cosa verrà fuori?.
Quando apriremo la compostiera, ragioniamo con i bambini sul perché di questa trasformazione. Poniamo domande, ascoltiamo l'elaborazione dei loro pensieri.
Introduciamo il tema dei microbi leggendo insieme Mini - Il mondo invisibile dei microbi” e sosteniamo i commenti dei bambini.
Poi, ritorniamo a fare ipotesi su quanto può avvenire nella compostiera. Chiediamo di spiegarsi non solo a parole, ma anche attraverso i disegni. Proponiamo dei “crono disegni”, ovvero una serie di disegni che illustrano l'ipotetica sequenza delle fasi di lavoro dei microbi.

Soffermiamoci sull'invisibile, su quanto di solito non si vede, sul rapporto micro-macro e macro-micro(bo). Utilizzare una compostiera non è “solamente” un’occasione per avere uno sguardo diverso dal solito nei confronti di chi (nel nostro caso i microbi) viene solitamente visto in modo negativo. Non è “solamente” un'opportunità per sensibilizzare una coscienza ecologica. Coltivare microbi (buoni) a scuola è una lezione di vita, soprattutto se ci prendiamo del tempo per scambiare pensieri intorno al compost. Possiamo riflettere con i bambini sugli stili alimentari mentre mangiamo gli spinaci, sul ciclo della vita mentre sbucciamo una pera di stagione, sulla raccolta differenziata quando buttiamo via gli scarti. Ovviamente, cogliendo le occasioni giuste per intavolare una discussione, facendoci trovare pronti, ma evitando forzature. Possiamo riflettere su come produrre meno rifiuti possibili, sul fatto che basta poco per far sì che un residuo diventi salutare per tutti. Possiamo diventare sempre più consapevoli che ogni nostra singola azione può avere effetti negativi e positivi.

Una scuola piena di microbi

A partire dai microbi è possibile attivare privilegiate occasioni per raccogliere pensieri, immagini e foto (scattate durante le attività connesse al compost), se sperimentiamo e riflettiamo sulle connessioni fra il micro e il macro, sul legame che ognuno di noi ha con gli altri e con la natura. Attività come queste aiuteranno i bambini a crescere come cittadini critici e consapevoli. Così, noi insegnanti possiamo comunicare con fierezza ai genitori che “la nostra scuola è piena di microbi... naturalmente buoni!”.

Antonio Di Pietro: 15 Settembre 2016 Articoli

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