Giochi di gruppo: insieme per essere più forti

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I bambini capiscono che mettersi insieme consente di superare ostacoli o difendere altri che sono in pericolo. Di Gianfranco Staccioli 

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I primi giochi dei bambini piccoli sono a carattere individuale. Poi, quando diventano più grandi, cominciano a giocare con altri bambini e scoprono quanto sia divertente e utile fare insieme le stesse cose, correre tenendosi per mano, provare in due o tre a costruire qualcosa accordandosi… Nascono i giochi di gruppo di tipo collaborativo, con regole più o meno esplicite. I bambini capiscono che mettersi insieme diventa una forza e consente di superare ostacoli o difendere altri che sono in pericolo. 

La palla nascosta

Lo scopo di questo gioco è quello di individuare chi sta nascondendo un oggetto.
Possiamo utilizzare come oggetto da nascondere una palla (non troppo piccola come una palla da tennis, né troppo grande come un pallone). I bambini si sistemano in cerchio (seduti sulle sedie, seduti per terra o anche in cerchio in piedi). Un giocatore si allontana dal gruppo e si posiziona in modo da non vedere. Tutti gli altri cominciano a far girare la palla dandola al compagno accanto. Questi fa lo stesso. Dopo un po’ di passaggi il giocatore che sta all’esterno grida: “Fermi tutti!”.
A quel punto i giocatori cercano di nascondere la palla, mentre il bambino che ha fermato il gioco conta, senza voltarsi, fino al numero stabilito (per esempio 5 o 10). A quel punto si gira e torna verso il cerchio, cercando di individuare chi ha nascosto la palla.

Le prime volte il bambino che si trova in possesso della palla al momento del “Fermi tutti!”, cerca di nasconderla con il proprio corpo (sotto i vestiti per esempio), ma ripetendo il gioco tutti si rendono conto che se ci si aiuta con uno dei compagni di fianco, è più facile nascondere l’oggetto. Se poi i compagni sono due (quello di destra e quello di sinistra) è ancora più facile far scomparire la palla attorno a tre corpi. Se poi tutti i giocatori che non hanno la palla fingono di nasconderne una immaginaria, allora è ancora più difficile. Se poi anche loro si uniscono ai compagni che hanno di fianco… Insomma un gioco nel quale la collaborazione consente di eliminare il pericolo che la palla sia trovata. A volte diventa così difficile trovare l’oggetto nascosto che i cercatori possono essere designati – fino dall’inizio del gioco - due bambini che si aiutano a vicenda.

 

Una ricerca di equilibrio

I giochi sono divertenti quando le difficoltà ci sono, ma possono essere superate, anche con sforzo. Un gioco di regole come quello della Palla nascosta ha bisogno di trovare un equilibrio. Se la palla è troppo piccola diventa introvabile per il povero giocatore esterno, se non c’è abbastanza tempo per nasconderla diventa impossibile farla sparire, se… La ricerca dell’equilibrio delle forze in campo è una regola classica dei giochi contemporanei. Nel nostro esempio c’è però un elemento in più: la ricerca di un equilibrio collaborativo. Se ci si aiuta – che si vinca o si perda – c’è più serenità, ricerca, piacere di condividere, scambio, conoscenza reciproca… Può bastare per un solo gioco? 

Per saperne di più

Dal 14 al 17 febbraio sulle colline del Chianti i CEMEA propongono una immersione ludica, con un corso residenziale dal titolo: “Giocare a scuola”. Giochi espressivi, motori, musicali, di tavoliere, e tanto altro ancora, per sperimentare e riflettere sulle tante potenzialità dei giochi e del giocare con i bambini.

A Prato (presso il Centro Righi) da gennaio a maggio ciclo di incontri con genitori ed educatori dal tema: Ascoltare l’infanzia. Fra gli altri: “Sporcarsi le mani nel gioco coi bambini” (17 gennaio), “Gioco, regole e libertà” (28 febbraio). Il programma a questo link. 


 

 

 

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