Creatività: giochiamo con Mondrian

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Lavoriamo con i colori e le forme: lanciamo stimoli ai bambini, facciamo arte per “essere liberi”, esprimersi in modo personale. Di Anna Lisa Di Giacinto

disegni A4 (2)

Creatività, una parola un po’ abusata, carica di luoghi comuni. Da applicare solo all’arte, comunemente si pensa, invece no, anche alle scienze, alla tecnologia… Quello che qui mi preme è dire in che modo i bambini sono creativi, come mettono in atto la creatività. Per loro è più semplice, portare la novità è naturale, ci sono dentro, fa parte del loro modo di essere.

Vi offro il racconto di alcune attività svolte con obiettivi diversi ma la finalità, la grande finalità è quella: diventare persone creative, perché la creatività serve al mondo, potente come una ruota che fa girare tutto e ci immette su nuove piste.

La mia guida infallibile e preziosa sono i bambini, il mio filo rosso. Sono loro a dare vigore al mio lavoro di riflessione, di ripensamento delle esperienze, che altrimenti rimarrebbe infruttuoso, si tradurrebbe in una cronaca spenta di definizioni o discorsi già ripetuti e già letti da qualche altra parte. Nuova linfa nelle attività, andare oltre le previsioni, fanno emergere cosa è importante nel rapporto con l’arte e con la realtà.  

Arte per stimolare l’inventività ed accrescere la fiducia nelle proprie capacità comunicative. Abbiamo ricostruito un quadro di Mondrian (Composizione in rosso, giallo, blu e nero, 1921) con il compensato realizzando blocchi di forme contornate di nero che si ricompongono in un puzzle. Foto Assorbiamo i moduli di cui si sostanzia il linguaggio di Mondrian e su foglio a 4 realizziamo un quadro ex novo. I bambini riutilizzano i segni appresi per decorare e variare l’uso delle forme in Mondrian rispettando le regole del suo linguaggio (quadrati e rettangoli; colori primari, bianco e nero). La creatività è l’Arte di combinare in modo nuovo elementi già esistenti, arricchire con la fantasia personale.

Operiamo una trasformazione del quadro Composizione in blu, 1917, a partire da uno schema fisso uguale per tutti dove mancano alcuni elementi rispetto all’originale. La realtà ci fa solo da supporto, l’arte fa emergere fantasie, pensieri nascosti che dormono dentro di noi. Dietro i segni di un quadro si affacciano ipotesi di narrazioni, i bambini inventano, prorompono in una cascata di figure e parole. Percorsi della mente e dello spirito, nell’arte troviamo uno spazio di interiorità.

 

  

 

Con il rosso giallo blu e nero, i bambini fanno disegni liberi. Quando disegnano stanno lavorando nella loro testa a tutti gli stimoli che abbiamo lanciato loro. Non ci sono scomparti, matematica, musica, arte, italiano, tutto si riunisce, confluisce (dalla mente alla ricezione) in quel segno che riassume le idee, le trasporta, si fa veicolo di apprendimento.

 

Scegliamo la via della creatività, in apparenza la più tortuosa, difficile da percorrere eppure accessibile, la più produttiva, lungimirante. Creare è fare quello che non c’era, aprire una strada per quello che ci sarà. Diamo risonanza alle idee dei bambini, non le nostre. Sono la possibilità di sganciarsi dalle cose già dette, già pensate, già fatte. Il futuro, il nuovo.

Per saperne di più:

Munari, Fantasia, Laterza, Bari, 2010; lezioni universitarie di Munari https://youtu.be/yZqE8h3hPPk;

Un libro cardine che ci invita a riflettere su quanto la creatività ci renda uomini LIBERI: G. Rodari, Grammatica della fantasia, Einaudi ragazzi, Torino, Edizioni EL, Trieste, 2010;

Smith, Come diventare un esploratore del mondo, Corraini, Mantova, 2011;

Vygotskij, Immaginazione e creatività nell’età infantile, Editori Riuniti University Press, Roma, 2010;

Rivista Dada n. 52, Creatività, Artebambini, Bologna, 2018;

Blog “Nuovo e Utile” di Annamaria Testa https://nuovoeutile.it/tag/creativita/

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