Facciamo “sculture” di cartone

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Un'attività semplice ma ispirata ai 'Plurimi' di Emilio Vedova: uno dei maggiori pittori astratti del secondo dopoguerra. Di Anna Lisa Di Giacinto

plurimi bambini

Frequentemente i bambini mentre giocano si trovano a risolvere problemi di equilibrio, fanno esperienza della tridimensionalità. Bilanciamento dei pesi, devono trovare un modo per far rimanere “in piedi” la loro “costruzione”. Fanno prove, applicare strategie, cercare punti di appoggio…foto scultura di libri

Sculture di cartone riciclato

“I miei lavori sono pieni di strutture, queste strutture sono strutture della mia coscienza. Vivere nella coscienza significa vivere nella tensione, per toccare sprazzi, attimi di verità”. Emilio Vedova. Nel laboratorio di arte realizziamo sculture con il cartone riciclato, ispirandoci ai "Plurimi" di Vedova  strutture che l’artista realizza negli anni 1961-64. Sono il superamento dell’opera concepita come supporto bidimensionale, aprono a possibili osmosi tra scultura, pittura, architettura e installazione ambientale, sono svincolate da un orientamento unico e fisso nello spazio. https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=541128503172376&sfnsn=scwspwa&extid=RHUrU20MR9VMcGkV&d=w&vh=e

Il corpo e le forme

Prima però abbiamo giocato con il corpo - il corpo è la prima scultura, la più importante - provando a scoprire quante innumerevoli-infinite forme esso può assumere: la plasticità del corpo, un esempio di creatività. I bambini bloccano il movimento (“fermo immagine”), diventano statue, danno un nome alla loro forma. Io sono: la rabbia, il mare, la nuvola… È un gioco che abitua all’autocontrollo, passare dalla mobilità all’immobilità ed imparare a rimanere fermi è un esercizio importante per l’ascolto.

Dalla bidimensionalità alla tridimensionalità. Facciamo sculture con le costruzioni in altezza e in larghezza: incastri, blocchi logici, legnetti; intitoliamole, facciamo il disegno dal vero.

  

  

 

I plurimi. Prepariamo forme geometriche regolari e irregolari con il cartone (riuso), facciamole inventare anche dai bambini, con le forbici pratichiamo tagli di 3 cm su uno o più lati per poterle assemblare. I bambini scelgono i pezzi, osservano e descrivono, costruiscono la scultura come vogliono, smontiamo e rimontiamo, incastriamo bene nelle parti incise. Acqua e vinavil per fermare gli incastri se vogliamo appenderli come addobbi. Dipingono usando i colori primari, il bianco e il nero. Non tralasciamo di colorare neanche un pezzettino: sopra e sotto, i bambini scoprono che c’è un davanti e anche un dietro da colorare! La scultura: girare intorno alla costruzione, esplorare le cose da ogni angolazione. Possiamo dare un orientamento variabile, poggiarle in diversi modi, l’importante è trovare una posizione di equilibrio.

  

Per saperne di più

“Dipingevo con le dita, stendendo… mi agitavo, sporcavo, segnavo forte”. E. Vedova. Una pittura senza immagini, senza forme, sostituite dal segno-gesto-materia, sulla tela sono rimasti solo il colore e qualche segno. Dove i segni sono sagome formate dal colore stesso, un colore denso e stratificato, materia pittorica più che tono, timbro o tinta, o matasse e grovigli. In un mio corso di Formazione Arte autunno scorso, ho sperimentato con le corsiste l’energia dinamica del segno di Vedova.  Un gesto sanguigno, potente, la fisicità di Vedova nell’affrontare le tele e nel dipingere, una pittura gestuale. Le pennellate si rincorrono, assalti di neri, incendi di rossi, colpi di frusta di bianchi, sibili di blu, cateratta dei gialli… La tensione dinamica tra il bianco e il nero, a rappresentare luce e tenebre, il bene e il male. Nel loro urtarsi aprono spiragli. Sotto l’urto dei colori si insinua lo splendore alto della luce. Questo tipo di approccio si può affrontare con i bambini con un’esperienza di altro tipo. Su grosse lenzuola. Immergere uno spazzolone nel secchio e lanciare il colore sulla tela. Da una macchia, uno scarabocchio, creare.  Nel mio corso sono venute fuori proposte interessanti. Arricchire l’esperienza mantenendo fisso lo schema d’azione: sfruttare la piegatura, utilizzare-creare forme tridimensionali (il cilindro), tagliuzzamento delle forme, non usare i tagli ma legare poggiando sugli incavi, fare buchi.

 

Documentario “Emilio Vedova. Dalla parte del naufragio” proiettato il 4 settembre 2019 alla Mostra del Cinema di Venezia, ora trasmesso su Sky Arte https://youtu.be/2JFdRclUpks,  travolgente racconto della vita e dell’opera di Vedova con video d’archivio inediti. Voce prestata da Toni Servillo che legge alcune sue “Pagine di Diario”, pubblicato nel 1960, veste grafica elaborata dal Maestro, il volume è stato ristampato da Marsilio in occasione del centenario.

Si è conclusa il 9 febbraio 2020 a Palazzo Reale Milano la Mostra Emilio Vedova a cura di Germano Celant,  https://youtu.be/_gJRMHigx2I;

Pagina Facebook Fondazione Emilio e Annabianca Vedova

Celant, Emilio Vedova, Marsilio editori, Venezia, 2019

A.Masi, E. Vedova 1935-1950 Gli anni giovanili Edimond, Città di Castello, 2007

Emilio Vedova nelle collezioni bresciane classici del contemporaneo 5, edizioni AAB (mostra a cura di A. C. Pellegrini ed E. Pontiggia), Brescia, 2003

Rivista Dada, La scultura, n. 6 Artebambini, Artebambini 2007

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