Un'esperienza di scultura a scuola: Keith Haring

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I bambini incontrano gli "omini" colorati del grande artista newyorkese. Di Anna Lisa Di Giacinto

keith haring di giacinto

I nostri pomeriggi a discorrere di arte, a “fare” arte. Come dice Bruno Munari, per i bambini non è interessante capire cosa è l’arte (questa è una preoccupazione - inutile - dell’adulto) ma come si fa a farla. Sperimentare tecniche, conoscere strumenti e materiali per cercare nuove vie di espressione. Con il maestro M. Fuoco realizziamo una scultura su compensato.

Alla scoperta di  Keith Haring

Keith Haring: la scoperta di un artista mi appassiona. Rivoluzionario protagonista della controcultura newyorkese anni ’80 (graffitismo, street art), la sua iconografia è apparentemente infantile. Nonostante i dipinti dai colori squillanti, i soggetti derivati dalle fiabe e dai fumetti, sarebbe errato etichettarlo come un pittore per bambini. Amava la loro compagnia, eseguì pitture murali per i bambini e in collaborazione con loro, promosse progetti a favore dell’infanzia. I “bambini carponi” divennero la sua tag: “La ragione per cui il ‘bebè’ è diventato il mio logo o la mia firma è che si tratta dell’esperienza più pura e positiva dell’esistenza umana”.
Haring sfrutta l’elemento della riconoscibilità per colpire l’osservatore. Essenzialità dei mezzi impiegati, motivi semplici interpretabili con una rapida occhiata, un’arte di grande immediatezza.

   

I bambini al lavoro

I bambini rimangono impressionati positivamente dagli omini. Osserviamo i dipinti per apprendere un nuovo modo di disegnare. Elementi diversi al posto della testa (un pesce, la tv, la macchina), colorare le regioni all’interno degli omini a righe, a pois, a due colori come nell’opera We the youth, 1985. Innovazione da parte dei bambini, nuova contestualizzazione! L’uomo elettrico con i tratti frastagliati, lo smiley con tre occhi e l’ampio sorriso, il cane con il muso squadrato… Gli stimoli ricevuti producono nella mente dei bambini percorsi diversi. L’arte ci porta ad allargare la nostra visuale della vita, le dà spessore.

 

 

La scultura

Ci siamo ispirati a Dog and Acrobats,1985. Quante nuove idee ci suggerisce l’arte? La nostra opera vuole tradurre il concetto di collaborazione. Due grandi figure sedute una sulle spalle dell’altra (la piramide umana è uno schema ripreso dalle coreografie dei balletti di electric boogie) e due piccoli (il radiant baby circonciso di luce che trasmette a ciò che colpisce una forza intensa) a significare il mutuo soccorso, l’aiuto reciproco. È un’opera aperta, può continuare… nuovi elementi da aggiungere.
Dipingiamo una sagoma di arancione e l’altra di blu, i piccoli omini di verde e giallo. La palette cromatica dell’artista è ridotta: il rosso il blu il giallo e il verde. Applicati in maniera pura i colori producono un effetto vivace tipo segnaletica, senza riflessi di luce e di ombra. I bambini ripassano la linea di contorno nera, marcata, spessa.

      

   


La dimensione affettiva è sottolineata dai cuori dipinti sul petto. Haring tematizzava l’amore e la felicità, ma anche la violenza e l’oppressione. Realizziamo il cuore con carta scottex imbevuta nell’acqua e nel vinavil. L’arte capace di trasformare il mondo, Haring le attribuiva un’influenza positiva sugli uomini.

 

Per saperne di più

Fino al 10 novembre 2019 a Liverpool, la personale dedicata a Keith Haring propone in oltre 85 opere una full immersion nella creatività dell’artista statunitense:  
Keith Haring, Diari, Mondadori, Milano, 2001;
Keith Haring (G. Iacobaci trad.), Voglio stare sempre sveglio! Mondadori, Milano, 2011;
A. Kolossa, Haring, Taschen, Colonia, 2005;
Rivista DADA Keith Haring Artebambini n. 27;
Rivista DADA La scultura Artebambini n. 6;
L’arte, luogo dell’immaginazione: “L’arte dovrebbe essere qualcosa che libera la tua anima, provoca l’immaginazione ed incoraggia le persone ad andare oltre” (K: Haring) 

https://www.frizzifrizzi.it/2018/07/30/che-capolavoro-unintervista-a-riccardo-guasco/ 

 

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