Le difficoltà del problem solving

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Le autrici presentano un intervento di autoregolazione e un training di potenziamento delle abilità di problem solving, utili per insegnare le procedure di risoluzione dei problemi matematici ad alunni con difficoltà di apprendimento.

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Immagine tratta dal sito Riccardoandreatta

Anche a distanza di molti anni dalla conclusione degli studi, alcune persone associano ricordi poco piacevoli alla famigerata ora di matematica.

Le ragioni possono essere in parte ricondotte alla complessità della disciplina, che richiede non poche conoscenze e abilità per essere compresa. Tuttavia, mentre per alcuni studenti la matematica si limita ad essere una delle materie più temute, per altri costituisce un ostacolo insuperabile.

È il caso degli studenti con disturbo specifico d’apprendimento nel calcolo e nella soluzione dei problemi, un vero e proprio deficit riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’American Psychiatric Association. Accade però frequentemente che questo disturbo non venga individuato o sia sottovalutato da genitori e insegnanti, nonostante rappresenti un problema diffuso e invalidante tra la popolazione in età scolare (con un’incidenza tra il 5% e l’8%; Geary e Hoard, 2005).

Va comunque sottolineata la distinzione tra i disturbi d’apprendimento (in inglese learning disabilities) e le difficoltà d’apprendimento. Nel primo caso si tratta di deficit severi e duraturi che dipendono dalle caratteristiche cognitive dell’individuo, mentre nel secondo si tratta di difficoltà temporanee e reversibili che tutti gli studenti possono prima o poi incontrare durante il corso di studi (Cornoldi, 1999).

Un certo numero di persone ritiene che un deficit dell’apprendimento, in particolar modo per quanto riguarda la matematica, sia attribuibile a uno scarso livello intellettivo. In realtà, numerosi studi dimostrano che gli alunni con disturbi di questo tipo hanno generalmente un’intelligenza nella norma, se non addirittura nettamente superiore (Alloway, 2009; Cornoldi, 1999).

Quali sono allora le caratteristiche specifiche dei bambini che presentano il rischio di sviluppare un disturbo in questo ambito? All’inizio della scolarità, pur presentando un livello intellettivo adeguato, questi bambini possono incontrare notevoli difficoltà in un semplice compito di conteggio entro la decina, nel comprendere la corrispondenza tra numero e quantità o nell’interpretare e confrontare grandezze e numerosità di un numero limitato di elementi.

Solo a partire dalla terza classe della scuola primaria possiamo però parlare di un vero e proprio disturbo d’apprendimento, che include per esempio l’incapacità di riconoscere simboli aritmetici e segni matematici, la mancanza di comprensione di alcuni concetti base e l’impossibilità di applicarli nonché l’incapacità di risolvere anche un semplice problema matematico. 

 

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Elisa Cargnelutti, Maria Chiara Passolunghi (Università di Trieste): 18 Aprile 2016 Disturbi, Intervento

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