“Perché non mi ricordo?”: sapere, imparare e ricordare

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“Perché non mi ricordo?”: sapere, imparare e ricordare

Per superare lo scarto tra riconoscere e sapere è necessaria un’attività di elaborazione e memorizzazione consapevole che non sempre i bambini della primaria sono disposti a svolgere. Di Adriana Molin
post it memoria

“Perché non mi ricordo?” si chiede Viola, sette anni, stupita di non ricordare una tabellina che era certa di sapere. Perché non riesce a recuperarla? Un vuoto di memoria improvviso? No, più semplicemente Viola sta scoprendo come funziona la memoria che assicura ricordi stabili non solo a conoscenze e abilità ma anche a strategie per recuperare velocemente. È stata una sgradevole sorpresa, per lei, accorgersi di non ricordare, anche se grazie a questa défaillance ha potuto cogliere la differenza tra riconoscere e recuperare una conoscenza. Per superare lo scarto tra riconoscere e sapere, avvertito così dolorosamente dalla piccola Viola, è necessaria un’attività di elaborazione e memorizzazione consapevole che non sempre i bambini della primaria sono disposti a svolgere. Non è neppure sfiorata dall’idea che certe conoscenze per essere recuperate rapidamente e con sicurezza devono essere elaborate, rielaborate ed esercitate in modo tale da consentirne una rapida e corretta attivazione.
La memoria è un sistema altamente complesso, in cui giocano ruoli rilevanti strutture, funzioni e strategie. I termini “riconoscere” e “ricordare” che appartengono al nostro lessico quotidiano indicano differenze. Il primo è legato all’esperienza di familiarità con cui valutiamo un elemento come già visto o sentito. Il secondo attiva una conoscenza nella sua complessità. Per esempio, osservando una nostra foto, affiorano alla memoria ricordi ed emozioni, tra cui anche chi l’ha scattata, quando, perché... Leggere, scrivere, calcolare e le conoscenze fattuali, che sono state esercitate a lungo e in modo variegato, operano in centesimi di secondo e sono sufficienti minimi indizi per recuperare in modo efficace e sicuro.

Aiutiamo i bambini a scoprire le strategie migliori


Molti bambini privilegiano strategie mnestiche di tipo semantico e non comprendono l’utilità di impegnarsi in attività specifiche per ricordare meglio. Alcuni poi si ribellano quando devono imparare a memoria qualcosa! Invece, le mnemotecniche (strategie per ricordare informazioni singole), se opportunamente insegnate, possono aiutare in aspetti rilevanti dell’apprendimento: dall’imparare una poesia alle date di storia, alla toponomastica o coniugazioni di verbi irregolari di lingue straniere, ecc. Aiutare i bambini a scoprire modi per imparare a memoria tenendo presenti le proprie preferenze potrebbe diventare un’attività accolta di buon grado dagli alunni, purché si accorgano della differenza tra ripetere svogliatamente e ripetere usando una strategia funzionale al proprio stile di apprendimento. Si tratterebbe di rendere i bambini consapevoli che la memoria può essere aiutata e migliorata e, per farlo, è necessario trovare le strategie più funzionali al sé, esercitandosi fino a farle diventare automatiche nell’uso. È ciò che accade regolarmente nei videogiochi, quando un gesto è ripetuto infinite volte finché diventa così fluido e immediato da far passare al livello successivo. E, in quest’ultimo caso, nessun bambino si lamenta.  

 

 

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