Riprendere la parola

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L'importanza della relazione, del "C'era una volta", del dialogo tra adulti e bambini. Di Sonia Iozzelli, pedagogista

Parla con lui, parla con lei, parla con tuo figlio: questo è l'appello che Rita Valentino Merletti, autorevole studiosa di letteratura per l'infanzia, rivolge ai genitori dei bambini di oggi, definiti 'i nativi digitali'.
In effetti il tempo presente vede grandi e piccini immersi in uno scenario di vita che trabocca di schermi di ogni tipo, perennemente accesi.
Televisione, computer, internet , tablet consentono con un semplice tocco di mano l'accesso a momenti di svago e divertimento, colgono con immediatezza lo sguardo dei bambini e riescono a conservarlo per lunghi tempi, creano insomma una consuetudine che piace e attrae ma che spesso alimenta stili di vita di passiva inerzia.
Lo stesso cellulare è diventato per i bambini, anche molto piccoli, il compagno che è a portata di mano, che non rifiuta il cartone animato preferito, che consola nei momenti di noia o di tristezza. Le piccole mani di un bambino si muovono con agilità e perizia sullo schermo e riescono a svolgere diverse attività: giocare, ascoltare musica, partecipare allo svolgimento di una storia...

 

Risposte veloci e tempo lento


Il presente è fatto di comunicazioni che della velocità fanno il loro valore. In effetti la prontezza nel corrispondere fa delle nuove tecnologie un oggetto gradito che accompagna la vita quotidiana di ognuno di noi, ma ci dobbiamo ricordare cosa il bambino ci chiede :"Vorrei un tempo lento lento lento... per una vita tutta intera intera intera ..." potrebbe essere questo un leit motiv che incoraggia la nostra riflessione di adulti impegnati nella responsabilità di crescere un bambino.
Ma ... c'è un ma a tutto questo scenario di 'accompagnamento' affettivo e cognitivo, perché le nuove tecnologie non consentono RELAZIONE , non consentono quel contatto con l'altro che invece attraverso emozioni, legami, vissuti 'faccia a faccia' apre alle amicizie. agli scambi, insomma apre alla parola, al corrispondere, al sentirsi insieme.
Ecco perché ci sembra utile richiamare l'attenzione dei genitori a riprendere tempo e spazio per stare accanto, stare in relazione con il proprio bambino.

Un libro, la voce, l'immaginazione


Riprendere il dialogo, riscoprire la propria voce che racconta, tessere il filo del "C'era una volta"  sono esperienze che creano momenti di 'magico incanto' dal punto di vista educativo.
Guardare e riguardare le immagini di un libro, sentire la voce che racconta, ripercorrere insieme apre il cuore e la mente verso altri mondi, dove l'immaginazione riprende il suo spazio e consente al bambino di scoprire e conoscere, di vedere altro per nutrirsi di esperienze che lo vedono agire e interagire con le sue energie, le sue risorse, le sue attitudini.
Da qui un invito a lasciare da parte, almeno per un momento ogni giorno, la frenesia dell'attimo per l'attimo in modo da poter riscoprire il piacere di assaporare la parola che ci consente di parlare per comprendersi e riconoscersi negli affetti, nelle emozioni, nelle fantasie.
 

Sonia Iozzelli: 02 Aprile 2019

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