Come riaprire le scuole e i servizi educativi

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Come riaprire le scuole e i servizi educativi

Sono necessarie risorse economiche che possano garantire ai servizi educativi per l'infanzia pubblici, paritari, privati in convenzione, concessione o appalto, di riaprire e accogliere i bambini. Sono necessarie risorse economiche per le famiglie e attenzioni educative. Di Anna Lia Galardini

Sono molti gli appelli che vengono avanzati da più voci in questi giorni al governo centrale perché rivolga una maggiore e più esplicita attenzione alla scuola e al sistema integrato di educazione zero-sei.
Nidi d'infanzia si associa a questi appelli.

Docenti, dirigenti scolastici, genitori, comuni, associazioni chiedono che si avvii una programmazione puntuale e condivisa ai diversi livelli istituzionale e territoriali per la riapertura delle scuole e dei servizi educativi, che proceda di pari passo alla ripresa delle attività economiche e al graduale superamento dell'isolamento nel Paese.

Si attende di conoscere quali impegni verranno assunti per le modalità di riapertura sia dei servizi educativi zero sei, sia delle scuole e quale sarà la programmazione prevista.
Soprattutto si chiede una testimonianza della presa in carico dei problemi che abbiamo di fronte. L'appello è anche quello di guardare ai nostri vicini europei che hanno già stabilito provvedimenti in proposito.

Le famiglie sono ormai in grande difficoltà nel fronteggiare le esigenze di accudimento dei bambini e nel conciliarle con quelle del lavoro, anche a distanza. I bambini soffrono di una situazione che li depriva dei contatti sociali e affettivi con i loro coetanei e delle possibilità appropriate di gioco e di apprendimento.
La didattica a distanza, che peraltro con grande generosità e sforzo è stata portata avanti da educatori e insegnanti ad ogni livello scolastico, non può che rappresentare una situazione di emergenza e mostra ampiamente i suoi limiti, sia a causa del carico e delle differenze che ci sono da parte delle famiglie a gestirla, sia per la sua specificità che impoverisce le relazioni, patrimonio insostituibile di ogni forma di educazione.

L'emergenza evidenzia inoltre le distanze sociali e culturali che ci sono nelle famiglie. Non tutti i bambini vivono le medesime condizioni economiche, ambientali e abitative. Le realtà più vulnerabili sono maggiormente colpite, si apre quindi ancora di più il divario per i bambini a fronte dei loro diritti a pari opportunità.


Ci sono iniziative da prendere per l'immediato e ci sono anche da prevedere azioni di sostegno più a lungo termine verso i bisogni della scuola. In particolare verso il sistema zero-sei nell'ottica di un potenziamento e di una maggiore inclusività. Occorre lo sviluppo di azioni che da tempo vengono portate dal mondo dell'educazione all'attenzione dei decisori politici.

Sono necessarie ad oggi risorse economiche che possano garantire ai servizi educativi per l'infanzia pubblici, paritari, privati in convenzione, concessione o appalto, di riaprire e accogliere i bambini. Sono necessarie risorse economiche per le famiglie e attenzioni educative che sappiano corrispondere ai bisogni che la situazione di emergenza ha causato nei bambini.

Anna Lia Galardini: 20 Aprile 2020

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