Il vasino, la pulizia: nuove conquiste e nuove regole

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Il vasino, la pulizia: nuove conquiste e nuove regole

Quando è il momento giusto? Quali sono gli errori da evitare? Perché è importante rispettare i tempi e il pudore dei bambini? Qualche consiglio per gli adulti che accompagnano i piccoli verso l'autonomia. Di Beatrice De Biasi. 

Verso i due anni inizia l’educazione alla pulizia e all’uso del vasino e questo rappresenta un terreno di nuove regole.
A questa età per il bambino giocare e sporcarsi sono la stessa cosa: entra in contatto con gli elementi della natura (terra, sabbia, pozzanghere) e li manipola, li trasforma, si imbratta. Prima di diventare un divieto, lo sporco per il bambino è un piacere e questa è una cosa che da adulti si tende a dimenticare a causa dell’educazione ricevuta.
Anche le feci sarebbero per il bambino un prodotto con cui giocare ma, il divieto dell’adulto, arriva immediato e talmente forte che anche per il bambino diventerà naturale provare “ribrezzo” nel manipolarle.

Educazione al vasino: quando è il monento giusto? 

Oggi si tende ad individuare l’inizio dell’educazione all’uso del vasino dai 18-24 mesi in poi, quando il bambino è in grado di controllare gli sfinteri.
In particolare in questa fase di vita del bambino osserveremo che:
- sarà finita l’eccitazione legata alla capacità di camminare acquisita da poco e sarà disposto a sedersi;
- sarà pronto a comprendere parole e concetti del tipo “questo è il tuo vasino… il mio è quello grande...”
- vogliono imitare e si identificano con l’adulto dello stesso sesso (ad esempio vogliono mettere i loro vestiti) ed è quindi possibile sfruttare l’istinto nell’uso del vasino
- finisce nel secondo anno il periodo del “negativismo” e dell’opposizione per cui è più facile trovare la collaborazione del bambino nel proporre una nuova abitudine.

Un terreno ricco di rischi...

Come il terreno dell’alimentazione anche questa funzione fisiologica può assumere per il genitore una importanza eccessiva con controlli, esortazioni o preoccupazioni che rischiano di inviare messaggi ansiogeni e determinare disturbi che interferiscono sulla regolarità intestinale come stitichezza o scariche diarroiche.
Bisogna avere quindi molta tolleranza e serenità col bambino nella fase in cui lo si educa al controllo sfinterico e alla pulizia. È necessario lasciarlo tranquillo sul suo vasino, magari con i suoi giochi, senza interferenze o esortazioni.
Non è il caso di insistere o rimproverarlo in caso di stitichezza obbligandolo a stare sul vasino o, al contrario, nel caso di incontinenza sgridarlo o farlo sentire in colpa.
Occorre infine molta attenzione e delicatezza nel trattare le feci. I bambini le considerano ancora come “una parte di sé” che viene donata al genitore per cui farle scomparire sbrigativamente nel water può essere percepito come un rifiuto o suscitare la paura di perdere qualcosa di sé.
Infine, come l’alimentazione, l’educazione al vasino diventa terreno di piccoli ricatti affettivi “fai il bravo che appena hai finito ti porto ai giardini” che possono produrre una maggiore ostinazione nel piccolo.
Da sottolineare infine è l’attenzione alle cure e al pudore dei bambini. Anche se ci si trova all’aperto o in luoghi diversi da casa è necessario trovare uno spazio appartato, protetto da sguardi esterni. Come per l’adulto è un momento estremamente delicato anche per il piccolo che ha bisogno di attenzione e riservatezza.
 

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