Il potere della musica: come progettare percorsi didattici per bambini

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Il potere della musica: come progettare percorsi didattici per bambini

Intervista a Giorgio Minardi. Di Cecilia Pizzorno

 

Abbiamo chiesto a Giorgio Minardi di parlarci del suo lavoro di animatore musicale all’interno di contesti scolastici.

In un’intervista precedente ci aveva raccontato della sua esperienza nella costruzione di oggetti sonori con materiale povero qui invece ci vorremmo concentrare sul processo di progettazione di percorsi didattici, argomento che è il fulcro della sua recente pubblicazione dal titolo “Io sono come un albero - 12 percorsi di animazione musicale per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo della scuola primaria” edito dalla casa editrice Progetti Sonori.

Giorgio, il tuo materiale è prezioso, nasce da anni di lavoro sul campo. Ci puoi descrivere come da una semplice idea si delinea un percorso?

Spesso quando una scuola mi contatta per organizzare un laboratorio musicale, mi viene chiesto di inserire la mia attività all’interno di una programmazione annuale che può vertere sui più svariati argomenti: la natura, il corpo umano, l’arte...

Da questo stimolo nasce la creazione del percorso che andrò ad effettuare, in cui cerco di offrire un ventaglio di esperienze legate al suono e alla musica il più ampio possibile, sia per mantenere viva l’attenzione dei bambini che per stimolare i vari aspetti dell’homo musicus presenti in ognuno di noi. 
Altre volte invece mi piace creare un percorso partendo dalla lettura di una storia.

Che caratteristiche hanno i canti che componi per bambini?

Le mie canzoni generalmente sono corte (sottolineo che stiamo parlando di canzoni rivolte a bambini dai 3 ai 7 anni) e create appositamente per essere cantate e memorizzate facilmente dai bambini; si sviluppano all’interno di un’estensione limitata e hanno una velocità moderata. Credo che piuttosto che fare eseguire grandi sforzi mnemonici per imparare lunghe canzoni sia meglio farne imparare di più e brevi.
Su youtube è possibile ascoltarne alcune, si tratta di vecchie registrazioni effettuate con i bambini delle scuole (ad esempio Una città).

Perché pensi che sia importante, al termine dei laboratori, lasciare in dono una canzone?

Mi è sempre piaciuto, quando preparo un percorso, comporre una canzone che in qualche modo riassuma l’esperienza che i bambini andranno a vivere nelle ore di laboratorio. In modo da lasciare a loro uno strumento evocativo per ricordare e rivivere quel momento.

Condividi qualche consiglio, a genitori ed educatori, per giocare con suoni e musiche

Un consiglio che posso dare è quello di stimolare e mantenere vivo un approccio curioso e creativo con i suoni e la musica. Attraverso varie attività che possono andare dal canto, all’esplorazione di oggetti e strumenti, dall’ascolto al movimento.

Nella varietà della proposta ognuno potrà trovare la forma di espressione più consona alla propria natura e riuscire ad esprimere un lato di se stesso che attraverso altri linguaggi non sempre ha la possibilità di uscire fuori.

Questo è il grande potere della musica ed è quello che cerco di fare tutti i giorni nel mio lavoro con i bambini.

 

Per saperne di più

Guarda i video di Giorgio Minardi:

Io sono come un albero 
Una città 
Il corpo è uno strumento 
Il treno colorato 
Chi è Paul Klee? 

 


 

 

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