“Cantami ancora!” Antiche melodie e giochi per crescere con la musica

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“Cantami ancora!” Antiche melodie e giochi per crescere con la musica

Manuela Filippa, ricercatrice in psicologia e pedagogia musicale, spiega come e perché recuperare musica antica per giocare con i piccoli. Di Cecilia Pizzorno

Abbiamo chiesto a Manuela Filippa, ricercatrice in psicologia e pedagogia musicale, che si occupa da anni di progetti sperimentali sull’origine dell’esperienza musicale, di raccontarci le motivazioni che l’hanno spinta a trasformare alcune melodie antiche in canti infantili.

 

Perché è importante recuperare le melodie antiche? Quali sono le valenze?

Si tratta di melodie molto orecchiabili e semplici, che venivano trasmesse oralmente. Venivano cantate, suonate con strumenti molto diversi, qualcuno ne inventava delle variazioni che venivano poi eseguite da altri musicisti ancora.

Alcuni cantautori moderni, come De André o Branduardi, hanno scoperto il potere poetico ed evocativo di alcune di queste melodie e, con arrangiamenti nuovi, ce le hanno riproposte.

Chi non ricorda Greensleaves? E Scarborough Fair ripresa da Simon & Garfunkel?

Mi piace pensare di cantare melodie vecchie di centinaia di anni (si veda a questo link), che sono state cantate o suonate da migliaia di persone, in luoghi e contesti diversissimi. Mi piace pensare che il tempo non le abbia cancellate e che siano un po’ le mie radici, il mio legame con il passato. Oggi, purtroppo, le canzoni non durano più di una stagione…

Come si può “vestire” con parole una melodia?

Mi sono fatta molti scrupoli ad aggiungere un testo “moderno” a melodie così antiche e mi sono spesso chiesta se stessi facendo la cosa giusta. In questo caso le parole sono state ispirate dalla musica stessa e sono funzionali al gioco musicale che viene suggerito. Faccio un esempio per chiarire meglio: nel canto “Imparare a volare”, la melodia sale verso l’alto e se la dovessi disegnare nell’aria sarebbe una linea che va verso il cielo. Questo slancio di note mi ha ispirato il gioco in cui il bambino lancia verso l’alto l’oggetto che ha in mano (un foulard che vola o una farfalla di carta) e il testo che inizia così “Vola, vola in alto, lassù”. Insomma, ho cercato di mettere insieme note e parole per dire la stessa cosa.

Quali sono alcuni elementi di una musica antica che possono suggerire giochi motori?

Una caratteristica affascinante della musica antica è che spesso poggia su note, piuttosto basse, che ostinatamente si ripetono uguali. Per ritornare all’esempio di prima, il canto “Imparare a volare” è una Ciaccona, che apre con un basso continuo (il basso di Ciaccona) che abbiamo voluto affidare al grande fagotto. Con i bambini, quindi, ci si può divertire a seguire con il corpo il sentiero disegnato dal fagotto, un sentiero da seguire a grandi passi pesanti.

Queste linee semplici, che ostinatamente ritornano, danno vita a giochi corporei e simbolici molto divertenti.

Nel libro “Cantami ancora” hai dato voce e chiesto commenti a genitori, esperti di musica, pedagogia e pediatria….

Non avrei potuto fare nulla da sola. L’idea, ecco tutto. Poi altri hanno fatto il libro insieme a me. Una pedagogista, una mamma, un pediatra, un’esperta di massaggio e un musicista hanno commentato, ognuno dal proprio punto di vista, i canti e i giochi proposti. Esperienze professionali che si vivificano l’una con l’altra e che suggeriscono modi diversi di giocare con il proprio bambino, con il canto e la musica.

A ogni lettore la scelta: c’è chi preferisce il consiglio esperto e acuto del pediatra o chi si trova in sintonia con le affettuose e vitali parole della mamma. C’è chi, invece, mette immediatamente in pratica i consigli di Elena, l’esperta di massaggio, che in primo piano mette il contatto con il corpo, con la pelle. Chi, invece, vuole indagare, con curiosità le origini di questi canti e danze così antiche nel tempo, potrà leggere i consigli del musicista e scoprire tutti coloro che, affascinati da queste stesse melodie, le hanno riarrangiate e inserite fra le proprie opere musicali.

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