DSA “ignorati” alla primaria? Il caso Emilia Romagna

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [D83ZMIGI] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [MQDN3GMN] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [T4E1DCXJ] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true

DSA “ignorati” alla primaria? Il caso Emilia Romagna

Perché tante certificazioni dopo la terza media? Che cosa non funziona nella legge 170? Di Mario Maviglia 

leggere lettura bambino classe

L’USR Emilia Romagna ha pubblicato in data 8/07/2019 un report riguardante le segnalazioni di studenti DSA nelle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado statali e paritarie della regione relativi all’a.s. 2018/19. Complessivamente risultano segnalati 29.812 alunni in base a quanto previsto dalla L. 170/2010, così distribuiti: primaria 5.280, secondaria primo grado 10.120, secondaria secondo grado 14.412. Un primo dato da segnalare è che – secondo quanto riportato dal report – in tutte le province viene superata la media standard (che va da 2,5% a 3,5%) stabilita dall’Istituto Superiore di Sanità, con una media regionale che si attesta su 4,8% (era dell’1,7% nell’a.s. 2012/13). In mancanza di dati epidemiologici empirici che possano giustificare questo scostamento rispetto ai parametri predefiniti, questo dato fa supporre che vi sia una certa tendenza a rincorrere le certificazioni di DSA. Il fenomeno potrebbe essere dovuto ad un affinamento delle metodiche diagnostiche che portano a rilevare anche le forme più blande di DSA, oppure alla più generale tendenza a medicalizzare i problemi di apprendimento.
Ancora più interessante è però il dato riguardante l’età degli studenti al momento della segnalazione. Ci si aspetterebbe di trovare il maggior numero di alunni segnalati alla fine della classe seconda primaria (è noto che una diagnosi DSA di solito viene rilasciata dopo i primi due anni di frequenza di scuola primaria) e in effetti all’età di nove anni (classe terza primaria) troviamo il 6,3% degli alunni DSA, ma le maggiori segnalazioni si registrano all’età di 13 anni (ossia all’uscita dalla scuola secondaria di primo grado, 11,8% del totale) e all’età di 14 anni (prima secondaria di secondo grado) con una percentuale leggermente inferiore.

 

Certificazioni dopo i 13 anni

Questi dati appaiono molto significativi in quanto restituiscono una realtà molto diversa da quel che ragionevolmente ci si aspetterebbe. Infatti, la certificazione DSA dovrebbe acclarare difficoltà di apprendimento in qualche modo insite nell’alunno, mentre dai dati si rileva che queste difficoltà sono legate a determinati passaggi scolastici. È plausibile che uno studente nel passaggio dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo grado possa incontrare delle difficoltà più o meno evidenti, ma com’è possibile che tali difficoltà siano rimaste latenti per ben otto anni e si disvelino solo alla fine della scuola secondaria di primo grado o all'inizio di quella di secondo grado? C’è da supporre che non vi sia stato un adeguato screening o un’attenta osservazione nella scuola primaria e in quella secondaria di primo grado, e dunque una sottovalutazione del problema (almeno fino alla classe terza media), oppure che siano state lette e interpretate come DSA i normali problemi di “accomodamento” cognitivo degli studenti nel passaggio da un grado scolastico all’altro. Anche in questo caso dovremmo parlare di medicalizzazione del problema (peraltro una forma molto tardiva di medicalizzazione). In conclusione, o ci troviamo di fronte ad ambiguità insite nella stessa L. 170, oppure il problema è da ascrivere alla formazione del personale (scolastico e sanitario).


 

  

Conosci le riviste Giunti Scuola? Apri questo collegamento e scopri le offerte dedicate a La Vita Scolastica, Scuola dell'Infanzia, Nidi d'Infanzia e Psicologia e Scuola, oltre alla nostra Webtv!

Condividi:

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola