Ragazzi all’opera! Quando la musica è un gioco

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La pratica e l’ascolto musicale migliorano le capacità di apprendimento. E dunque: come superare l’analfabetismo musicale a scuola? L’Opera lirica può essere uno strumento utile? Secondo noi sì... 

Al canto, al ballo

Illustrazione di AntonGionata Ferrari tratta da Al canto, al ballo, Giunti Progetti Educativi/Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. 

L’educazione musicale, come sottolineato nelle linee guida 2011 del Miur, riveste un ruolo fondamentale nella formazione dei più giovani, riconosciuto da studi multidisciplinari e dalle ricerche nel campo delle neuroscienze. È infatti dimostrato che la pratica e l’ascolto musicale mettono in moto l’interazione tra i due emisferi del cervello umano, migliorando così le capacità di apprendimento e facilitando lo svolgimento di operazioni complesse di mente e corpo.

Fare e ascoltare

L’obiettivo oggi è valorizzare e potenziare la pratica musicale nelle scuole di ogni ordine e grado, creando dei percorsi di formazione centrati sia sul “fare musica” che sull’ascolto; come sostenuto dal noto musicista Nicola Piovani, infatti, per comprendere la musica è necessario non solo eseguirla ma anche ascoltarla. Solo così in ogni bambino potrà crearsi quel bagaglio culturale connesso alle altre aree del sapere, dalla storia all’arte, fino alla filosofia e alla matematica.

Italia, un paesaggio sonoro

Contrastare l’analfabetismo musicale a scuola, però, significa anche promuovere tra i più piccoli un patrimonio straordinario diffuso e vivo in tutto il nostro Paese, una ricchezza musicale, storica e artistica che nel corso del tempo si è sviluppata nei diversi contesti culturali e territoriali, dando vita a forme d’arte originali e irripetibili. E sicuramente un ruolo di primo piano in questo panorama lo riveste l’Opera, una forma in cui musica e teatro si sono fusi.

Una favola in musica

La prima particolarità dell’Opera risiede proprio nella sua origine. Di solito la genesi di un’arte si perde nei meandri della storia. L’Opera invece ha una data e un luogo di nascita ufficiali. Nell’autunno del 1600, a Firenze, fervono i preparativi di quello che oggi chiameremo “il matrimonio del secolo”, tra Maria de’ Medici ed Enrico IV re di Francia. Il matrimonio si svolge per procura – Enrico è in guerra – ma il banchetto nuziale allestito dal Buontalenti e abbellito dal Giambologna è uno dei più sontuosi che l’Europa abbia mai visto. Perfino Michelangelo Buonarroti il Giovane lo descrive ammirato. Quei giorni però passeranno alla storia per un altro avvenimento: la nascita del melodramma. Incaricati di mettere in scena la triste storia di Euridice, i musicisti e i poeti dell’Accademia dei Bardi diedero vita al "recitar cantando", unendo canto e teatro, e pensando così di far rivivere la tragedia greca. Lo spettacolo fu un successo, e da esso nacque una delle forme d’arte italiane più apprezzate al mondo: l’Opera. Una forma d’arte che, se raccontata nel modo giusto, può essere apprezzata anche dai più piccoli!

Per saperne di più

  • Un sito utile è quello dell'Opera di Firenze/Maggio Musicale Fiorentino, storica istituzione che da decenni si impegna ad avvicinare i più piccoli all’opera.
  • Da non perdere l’emozionante racconto di José Antonio Abreu, musicista e intellettuale venezuelano che ha dato vita a El Sistema, un modello di educazione musicale pubblica e gratuita per bambini di tutti i ceti sociali.
  • È da poco nata “Ragazzi all’Opera”, una collana realizzata da Giunti Progetti Educativi in collaborazione con l’Opera di Firenze/Maggio Musicale Fiorentino. La collana, che rientra tra le iniziative della prestigiosa istituzione fiorentina per avvicinare i più piccoli all’Opera, si compone di quattro titoli. Il primo è Al canto, al ballo.

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