Una classe in barca a vela

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Una gita molto particolare: viaggio e pernottamento in mare, per imparare a navigare con il vento e non solo. Di Fausta Forni.

viaggio barca Forni 5

È passato esattamente un anno da quando ho accompagnato i miei alunni di quinta classe in un viaggio che resterà memorabile, per me e per loro.
L’idea era nata tempo prima grazie ad Alice, una ex alunna della scuola che in estate, all’isola d’Elba, insegna a veleggiare a gruppi di bambini dai 6 ai 15 anni per la scuola di vela Utopia di Milano.
Pensare di far "guidare" ai ragazzi una barca a vela mi ha subito attirato perché è una attività che mette alla prova le capacità relazionali, di collaborazione e di aiuto reciproco di ogni componente l’equipaggio. Si tratta di aspetti che ho cercato di sviluppare nella mia classe fin dal primo anno.
Per prima cosa ho fatto la proposta ai genitori, spiazzandoli parecchio perché non si aspettavano una “gita di fine anno” così inusuale. Poi c’è stata l’approvazione da parte del Consiglio d’Istituto. 

Il lavoro a scuola

Alice ha messo a punto il diario di bordo: un libro con brevi racconti di vita in barca, schede di lessico specifico e di attività, intitolato I viaggi della grande blu, che ha poi regalato in copia ad ogni alunno, appena imbarcati.
A scuola abbiamo cominciato a discutere insieme su cosa fosse necessario per organizzare questo viaggio d’istruzione. Abbiamo realizzato il "planning delle cose da fare" e programmato le attività. Il lavoro è stato fatto su materiali scolastici e non, con un intreccio tra diverse discipline (italiano, geografia, matematica, scienze...), con lavoro di gruppo o individuale e attività collettiva. A conclusione delle attività ogni alunno ha archiviato tutti i materiali preparati per l’organizzazione del viaggio nel proprio raccoglitore blu e poi ha completato la documentazione con un diario di viaggio personale e un testo sulle proprie aspettative. (Alla fine del viaggio è stato poi fatto un ulteriore testo di valutazione e autovalutazione dell’esperienza vissuta).
 

Il viaggio

 

Se non visualizzi correttamente il video clicca qui

Eccitatissimi ma molto infreddoliti ci siamo trovati, all’alba del 19 aprile, alla stazione ferroviaria di San Lazzaro di Savena. Tutti erano arrivati prestissimo, anche prima di me. Siamo partiti con i nostri zaini pesanti ed ingombranti ma il viaggio è stato tranquillo, il cambio a Parma piuttosto semplice e all’arrivo a La Spezia avevamo perso soltanto un paio di occhiali da sole. Alice ci aspettava fuori dalla stazione per caricare tutti i bagagli e permetterci di raggiungere la sede della scuola di vela comodamente, passeggiando lungo il corso pedonalizzato della cittadina.
Nella sala di accoglienza abbiamo incontrato gli skipper e comunicato i gruppi-barca che avevo deciso insieme ad Alice. Ogni gruppo ha seguito il proprio skipper a bordo della barca assegnata e sistemato il proprio bagaglio secondo le regole indicate. Un’ora dopo, ben attrezzati con le imbragature salvagente, eravamo pronti per prendere il largo.

  

Usciti dalla rada di Spezia, ci siamo diretti verso Portovenere mentre ogni skipper iniziava a dare le istruzioni per il timone e le vele ai bambini che dovevano svolgere le varie attività. Per il primo veloce pranzo (panini imbottiti, frutta e dolcetti) ci siamo ancorati in rada, due barche vicine, ed i bambini hanno potuto passare da una barca all’altra per salutare gli amici e curiosare. Siamo rimasti lì per alcune ore in attesa del vento "giusto" per navigare verso Lerici, dove abbiamo ormeggiato nel porticciolo e organizzato i turni di comandata (ovvero chi doveva apparecchiare, sparecchiare, lavare i piatti e aiutare lo skipper a preparare la cena). Dopo cena abbiamo festeggiato il compleanno di un compagno e inviato le foto della festa alle mamme che erano in ansiosa attesa, a casa. Infine ogni gruppo è tornato alla sua barca e si è preparato le cuccette per dormire. La notte è stata tranquilla e abbastanza riposante per tutti. Il mattino successivo, alle 8:00 tutti erano già svegli, pronti per fare colazione e impazienti di iniziare la nuova lezione di vela.
Tra operazioni in barca per la navigazione nel Golfo dei Poeti e verso le Cinque Terre, disagi da mal di mare più o meno accentuati, pranzi a bordo in rada, visite turistiche delle cittadine di Lerici e Portovenere, attività di lettura e scrittura sul libretto preparato da Alice, notti trascorse a bordo, nei porticcioli, il nostro tempo è volato e ci siamo ritrovati ormeggiata alla banchina nel pomeriggio del 21 aprile senza nessuna voglia di ritornare a casa. Infatti c’è voluto parecchio tempo per rifare i bagagli e scendere dalle barche; far fare l’ultima fotografia a ciascuno e radunare tutti per inviare la foto di gruppo ai genitori. E nel viaggio di ritorno, tutti hanno manifestato l’eccitazione e l’emozione di questa esperienza.

Un successo

Il nostro viaggio d'istruzione è stato un successo. Tra le altre cose posso rilevare che:
• la vita in barca "stretta" , ma molto divertente
• la preparazione del viaggio ha dato ad ogni alunno consapevolezza e responsabilità
• la verifica delle competenze relazioni è stata superata brillantemente da tutti
• Alice ha deciso di usare questa esperienza come argomento della sua tesi di laurea
• i genitori sono stati molto divertiti dai racconti dei loro figli
• gli adulti accompagnatori (Sandra Fantini, Deanna Mussini e Ivan Selva) hanno dato valutazioni molto positive sul comportamento dei ragazzi affidati loro
• Ivan Selva (che è laureato in regia), ha realizzato il video del viaggio, dato in copia ad ogni alunno.

  

Fausta Forni: 28 Maggio 2018 Articoli

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