Un Natale fatto di doni e di piccole cose

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Un Natale fatto di doni e di piccole cose

 Come riscoprire la gratuità? Che cosa possiamo veramente donare ai bambini? Di Silvana Loiero

natale regalo pacchetto

Donare vuol dire dare ad altri liberamente, in modo spontaneo e gratuito, senza aspettarsi ricompense. A Natale, però, a volte ci capita di sentirci “obbligati” a fare i regali o a ricambiarli. Tutto il contrario della spontaneità.
Francesca Rigotti, nel suo libro Le piccole cose di Natale, Interlinea edizioni, mette in evidenza che “caratteristica del donare è quella di essere un atto che è bene fare, ma che non è male non fare. Il donare, anche il fare regali a Natale, non è un atto obbligatorio e nemmeno richiede contraccambio o mutualità, anzi”.
E, a supporto del suo pensiero, cita il filosofo francese Jacques Derrida: “affinché ci sia dono non deve esserci reciprocità, ritorno, scambio, contro-dono, né debito. Il dono per essere tale deve abolire la figura del circolo, simbolo dello scambio economico: do ut des, ti do affinché tu mi dia”.
E allora, come comportarsi?
Facciamo nostro l’invito di Francesca Rigotti e lo trasmettiamo ai nostri lettori: per Natale facciamo sì una restituzione, ma con caratteristiche particolari. Regaliamo, nel senso di trasmettere, qualcosa che ci è stato dato, ma non direttamente a chi ce l’ha dato. Ad esempio doniamo qualcosa di nostro, come il sapere che possediamo oppure un po’ del nostro tempo, a qualcuno che forse neanche conosciamo, in una dimensione di perfetta gratuità. Si tratta di un regalo che si avvicina maggiormente allo spirito natalizio. “Consiste nel dare ai bambini la gioia che si era provata nell’infanzia nel trovare e aprire i pacchi dei doni sotto l’albero, nel restituire ai piccoli le nostre emozioni e sensazioni. Si restituisce qualcosa che si è ricevuto, il più delle volte non dalle stesse persone”. In questo modo fare il regalo diventa anche gratificante.

Silvana Loiero: 24 Dicembre 2018 Articoli

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