Il pane come racconto. Le storie come impasti che lievitano

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Il pane come racconto. Le storie come impasti che lievitano

Intervista a Giusi Quarenghi

Storie di cibo da leggere, scoprire e inventare in classe e in sezione. Ne parliamo con Giusi Quarenghi, scrittrice tra le più importanti della nostra letteratura per l'infanzia.

Giusi Guarenghi

Il progetto Expo scuola invita gli insegnanti a lavorare in classe e in sezione sul tema "Nutrire il pianeta", con storie di uomini e storie di cibo, riflessioni su cibo equo, confronti tra generazioni e molto altro.

Giusi Quarenghi, tra le massime autrici della letteratura per l'infanzia, ci dà qualche spunto per ragionare sul rapporto tra cibo e letteratura, su come questo tema possa essere introdotto a scuola. Ci regala infine due inediti avvii di racconto, o meglio due brevi frasi... da prendere al volo, per iniziare a viaggiare con l'immaginazione, insieme ai bambini.

C'è un rapporto tra cibo e letteratura? Se ne può parlare anche a scuola, con i più piccoli?

Sì, c'è, e strettissimo. Perché la letteratura si mangia (leggere è ben mettere dentro di sé quel che viene da fuori...) e il cibo ha molto in comune con storie, racconti, testi: si fa e si... legge. D'altra parte incominciamo a leggere, nel senso di esplorare-conoscere, le cose proprio con la bocca!

Credo sia un buon tema attorno a cui intrecciare attività, esperienze e relazioni. Potrebbero venirne conoscenza e consapevolezza e buone pratiche (curiosità, attenzione, scelta, gusto e gusti, condivisione) da cui trarrebbero giovamento cibo, letteratura, bambini e bambine, e anche chi insegna.

Hai dedicato un tuo libro a un cibo molto semplice: il pane. Come ti è venuta questa idea? E come l'hai sviluppata?

L'idea di un libro sul pane è di chi ha intelligentemente ideato la collana Slowfood per bambini dal bel titolo Per mangiarti meglio (gli altri libri sono dedicati al formaggio, al cioccolato, al miele).

Fame di pane (binomio storico, fame e pane) è un libro a quattro mani, anzi sei con quella di Daniela Villa, l'illustratrice. L'ho progettato e realizzato con Alessandra Mastrangelo (ottima bibliotecaria, grande conoscitrice e degustatrice di libri e cibi) e viene dal fatto che io il pane lo faccio davvero, da anni e so, per esperienza, che è un grande racconto che viene da lontano e si rinnova ogni volta che impasti, e cresce fino ad essere pronto e buono da magiare. Il pane come racconto, storia e storie; le storie come impasti che lievitano...

In che modo gli insegnanti e i bambini potrebbero leggere insieme e, perché no, creare insieme "storie di cibo" in sezione e in classe?

Metterei al centro proprio questo parallelo tra impastare/leggere/scrivere, tra leggere/scrivere/mangiare, sarei attenta ad estendere e a far estendere, il più liberamente possibile, il confronto, le affinità, le ibridazioni tra i due campi semantici, e d'esperienza, vedendo come l'uno spiega, fa capire, arricchisce l'altro.

Ti chiediamo un grande regalo per i nostri lettori: l'inizio di una storia in cui il cibo racconta un modo più pieno di vivere le differenze generazionali e l'inizio di una storia in cui il cibo racconta la possibilità di una maggiore giustizia sociale...

Una frase, più uno spunto che un inizio, vada dove vada, porti dove porti:

Forse il paradiso è ritrovarsi, tutti, quelli venuti prima di noi e quelli venuti dopo di noi, attorno a un grande tavolo sotto gli alberi, e scambiarsi parole, sguardi, racconti, anche di sapori...

Un'altra frase, un altro spunto, anche questa vada dove vada, porti dove porti:

'A pane e acqua' venivano messi i prigionieri.
'Pane e acqua' non si negano ma si offrono, sono il primo segno di accoglienza e ospitalità...

Per saperne di più

Redazione : 6 Settembre 2014 Articoli

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