Ricettari segreti e insalate di fiori spontanei a scuola

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Ricettari segreti e insalate di fiori spontanei a scuola

Parlare ai bambini di “buon cibo” in termini di salute non basta. Ci vuole contatto con la natura, convivialità e un pizzico di avventura. Due attività e un nuovo libro pubblicato da Editoriale Scienza

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Cuochi segreti

I nonni di Luca amano comunicare il loro affetto al nipotino attraverso le cose buone che la natura offre, elaborate in una cucina semplice e conviviale. È così che all’arrivo di Luca, bambino di città, durante le vacanze di Pasqua, fanno trovare montato in giardino un capanno, che diventerà la base di un club segreto speciale. Coccolati dalla cucina della nonna e spinti dal nonno a esplorare il mondo oltre il giardino in cerca di ingredienti naturali, Luca e i suoi quattro cugini, si innamorano infatti del “fare” in cucina e decidono di scrivere il loro libro segreto di avventure e ricette. Inizia così un nuovo libro dal titolo Il club dei cuochi segreti, che poi si snoda come un diario segreto di sedici avventure, vissute nell’arco di quattro stagioni di crescita, amicizia, convivialità.

Il libro suggerisce ai lettori tra i 6 e i 10 anni, ai genitori e agli educatori di godere delle tante proposte della natura e della cucina, due elementi strettamente correlati, per cucire relazioni profonde, grazie alla condivisione di bellezza, emozioni, gusto. Cuciniamo allora. Anche in classe, con poche regole chiare, legate alla cura e alla pulizia, si può fare. D’altra parte questo è il modo più immediato di farle recepire e di responsabilizzare i bambini: partire da un interesse vivo e da una attività curiosa e insolita.

Assaggio e preparo

In classe o in refettorio, meglio se con alimenti procurati attraverso il servizio di ristorazione scolastica, è facile organizzare piccoli laboratori di cucina e di educazione alimentare senza bisogno di aspettare gli occasionali progetti proposti dall’esterno e spesso troppo costosi. L’assaggio è sempre un tasto delicato, ma scegliendo ingredienti a bassa carica batterica (no uova crude, no carne, no pesce) e concordando una liberatoria con i genitori, i bambini possono sicuramente fare questa l’esperienza interessante.

Che cosa preparare? Per esempio un’insalata o un pinzimonio, occasioni ideali per parlare dell’olio (quanti collegamenti con la storia delle civiltà del Mediterraneo!), del sale (quanti collegamenti con il linguaggio: il salario, il salame, la Salaria…), della terra, dell’agricoltura, della vita dal seme alla pianta…

Se la scuola non ha un giardino dove cercare fiori selvatici commestibili (che basterà poi lavare con acqua e bicarbonato), si potrà avviare una piccola coltivazione in vaso: basta un davanzale.

Insalatine facili e... bagnate!

La prima proposta che vi facciamo è raccontata nel libro. Si tratta di presentare a scuola un'insalata facilissima, che si fa anche senza una cucina. Il trucco della nonna piacerà molto ai più vivaci, che impareranno a controllare i loro gesti… per salvare l’insalata!

Ingredienti

  • Foglie miste d’insalata
  • Un finocchio
  • Una carota
  • Un peperone giallo
  • Sale
  • Olio extravergine d’oliva
  • Per decorare: petali di fiori commestibili (a scelta tra violette, malva, margheritine, non-ti-scordar-di-me, primule, calendula).

Preparazione

  • Lavare l’insalata nel lavandino e asciugarla. Tagliare le altre verdure a fette sottili usando le forbici o un coltello. Per tagliare la carota si può usare il pelapatate.
  • Prendere i fiori, staccare i petali e sciacquarli delicatamente. Lasciarli sgocciolare su un panno.
  • Condire l’insalata con olio e sale. Infine, in cima, decorare con i petali.

Il trucco della nonna: la nonna ci ha fatto vedere un trucco segreto per asciugare, che ci ha fatto ridere. Ha messo l’insalata dentro uno strofinaccio, ha preso in mano i quattro angoli, in modo che le foglioline non potessero uscire, e poi ha fatto roteare lo straccio sopra la testa. Ha schizzato anche il nonno!

Dopo questa attività sapremo: riconoscere alcune erbe e fiori commestibili; avere cura nella raccolta; mettere insieme il risultato della raccolta e i materiali occorrenti (ciotola, tagliere, pelapatate, qualche posata eccetera); decidere le fasi della ricetta; eseguire la ricetta; condividere i pareri sul gusto; offrire il piatto anche ad altri; essere autonomi nel riproporlo.

 


Un ricettario "segreto"

Ogni famiglia ha un proprio lessico affettivo, tradizioni, abitudini… Anche a scuola ogni classe ha un suo stile che la identifica tra le altre e che tiene uniti i bambini dello stesso gruppo. Un “ricettario” non è che la messa in chiaro di queste caratteristiche. Spesso i ricettari di cucina conservano segreti tramandati da generazioni all’interno dello stesso gruppo. Succede che il medesimo piatto tradizionale abbia un gusto diverso a seconda della famiglia che lo cucina, proprio perché realizzato con segreti che non vengono rivelati.

Nella convivialità è bello che ci sia spazio anche per questi segreti sorrisi. In classe, gruppo omogeneo, può essere lanciata una raccolta di ricette speciali delle famiglie, da mettere in un ricettario segreto della classe, insieme a fotografie di nonni, mamme, papà che le hanno donate.

Dopo questa attività sapremo: favorire la trasmissione dei saperi; confrontare le ricette e le tradizioni; organizzare l’indice e la sequenza delle ricette; decidere la grafica e l’estetica del ricettario per una lettura più comoda possibile; curare il gusto del cibo così come il gusto per una bella copertina e delle belle pagine; trasformare un lavoro individuale in un lavoro collettivo; restituire alla scuola e alla famiglia il risultato del lavoro, quello di un ricettario speciale.

Per saperne di più

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