Prove INVALSI di Italiano, classe II

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Silvana Loiero, esperta di didattica dell'Italiano, analizza per noi le prove INVALSI proposte alle classi II. 

Lepri

Storie d'erba, personaggi del mondo animale

Una bella fiaba di Roberto Piumini dal titolo L’erba che le lepri non mangiano è il testo dato ai bambini di seconda classe come prova di comprensione.

Una fiaba il cui significato globale, a cominciare dall’individuazione dei personaggi della storia, viene verificato sin dalla prima domanda, offrendo un brevissimo testo da completare (le domande si riferiscono la fascicolo 5).

La piacevolezza del testo e la sua apparente semplicità nascondono in realtà alcuni possibili scogli per i bambini. Li vediamo riportando in progressione pezzi del testo e le relative domande. Ecco l’inizio.

C’è un’erba, in Inghilterra, che ha le foglie lunghe, color verde pallido, con piccoli fiorellini dal profumo dolciastro alla base delle sue foglie, e nient’altro di speciale: ma una cosa speciale c’è, ed è il fatto che le lepri non la mangiano mai […]
Bisogna sapere che, moltissimi anni fa, una lepre se ne andava giù per il fianco di una collina, vicino al villaggio di Taydale, nell’Inghilterra centrale, rosicchiando erbe e radici.
Ogni tanto alzava il muso a guardare, annusare e ascoltare con le sue lunghe orecchie: ma quella volta, per sua sfortuna, la volpe si era fatta furba. Per nascondere il suo colore, strisciava contro un muro rossastro. Per nascondere il suo odore, si era avvoltolata a lungo nel muschio profumato, e per nascondere il rumore si era avvolta la punta delle zampe in batuffoli di ragnatela.

Dopo aver parlato di un’erba che le lepri non mangiano, il testo presenta una lepre che si muove mangiucchiando erbe e radici. Non si dice che la lepre è in allerta per possibili pericoli; i bambini lo devono inferire dal fatto che di tanto in tanto si guarda intorno, annusa e ascolta con le sue lunghe orecchie, cercando così di percepire possibili segnali relativi alla presenza di predatori.

B5. Il testo dice “ogni tanto alzava il muso a guardare, annusare e ascoltare con le sue lunghe orecchie” (righe 14-15). Questa informazione fa capire che l’animale protagonista del racconto si comporta così perché

enlightenedA. è attento ai possibili pericoli

A questo punto compare un altro personaggio: la volpe. La sua presenza non viene preannunciata da parole del tipo “A un certo punto arrivò… la lepre vide/si trovò davanti a…”. Dopo la frase relativa al comportamento di allerta della lepre, l’autore inserisce i due punti “: ma quella volta, per sua sfortuna, la volpe si era fatta furba”. I due punti servono a introdurre la volpe e a sottolinearne la furbizia, e nel contempo sono utili a chiarire quanto appena affermato a proposito del comportamento della lepre: era molto vigile perché si sentiva minacciata dalla volpe e si aspettava che potesse comparire. 

Una volpe astuta

Sappiamo che la volpe è una delle protagoniste più note delle fiabe. Di lei comunemente si parla come abile predatrice di lepri e galline, e come animale astuto per antonomasia. Ricorre infatti a strategie di diverso tipo per catturare le prede: dagli agguati all’avvicinamento furtivo e agli inseguimenti.
Non è del tutto certo, però, che i bambini della seconda classe possiedano le conoscenze di noi adulti sul comportamento della volpe.
Per aiutarli a distinguere meglio i personaggi e ad attribuire a ognuno dei due i rispettivi comportamenti, gli autori della prova inseriscono nuovamente il testo, corredato da due disegni: quello della lepre e della volpe.

Se i bambini hanno capito qual è il personaggio che nasconde il suo colore, odore e rumore, possono rispondere più facilmente alla successiva domanda.

B6. Per quale scopo qualcuno in questo racconto cerca in tutti i modi di nascondere il suo colore, il suo odore, il suo rumore?

enlightenedA. Per cogliere di sorpresa la sua preda

La domanda implica un’inferenza, possibile anche grazie alle conoscenze personali: sono molti gli animali che cercano di confondersi con l’ambiente per sfuggire ai predatori oppure, come in questo caso, per non farsi notare e cogliere di sorpresa la vittima.
Ulteriori inferenze sono necessarie per capire il significato dell’espressione “spuntare a meno di venti passi” (la volpe era a breve distanza, e quindi ormai pericolosa per la lepre) e “lanciata a bocca aperta” (la volpe era già pronta a mangiare la lepre).

Una domanda di possibile difficoltà per i bambini è la seguente:

B10. La corsa a zig zag serve alla lepre di questo racconto per

enlightenedA. mettere in difficoltà la volpe

Sappiamo che la lepre, quando è inseguita, corre a zig zag per far perdere le sue tracce; in questo modo riesce a confondere il predatore e a mettersi in salvo.
In questo caso, se l’informazione non era già in possesso dei bambini, la risposta corretta poteva comunque venire dall’esclusione delle restanti risposte, che non trovavano alcuna giustificazione nel racconto.

Una riflessione finale

La grande protagonista del racconto è l’erba, un tipo di erba che cresce in Inghilterra, con le foglie lunghe, verde pallido, e piccoli fiorellini profumati. L’erba ha salvato la lepre, e lungo tutto il racconto i bambini hanno modo di capire perché.

La funzione dell’erba può essere ben compresa dai bambini attraverso lo sviluppo progressivo delle diverse domande. E nelle ultime righe possono anche trovare esplicitato il perché del titolo della storia: “da quel giorno nessuna lepre mangiò più una foglia di quelle, per ringraziare dell’aiuto gentile”.
Ci chiediamo allora come mai la richiesta sul “ruolo” dell’erba sia stata fatta sin dalla seconda domanda del test. I bambini avevano fatto soltanto una prima lettura, e non avevano avuto modo di rileggere più volte il racconto o pezzi di esso. È pertanto possibile che abbiano sbagliato a rispondere, indicando magari le caratteristiche salienti dell’erba (come i fiorellini, ad esempio) e non quelle legate alla sua “importanza” per lo sviluppo della storia, importanza data soltanto dalla lunghezza delle foglie.

Silvana Loiero: 19 Maggio 2016 Articoli

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