Matematica tra creatività e proverbi

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I proverbi, concentrato di saggezza e creatività popolare, ci aiutano a scoprire la matematica. Un libro, due video-conferenze.

matematica

Chi cerca trova... 

Negli anni sono stato abituato a tutto da Ennio Peres, visto che è riuscito a sorprendermi più volte con libri e trovate pieni d’ingegno e di arguzia unici; ma questo da poco uscito, Matematica proverbiale. Concetti matematici nascosti tra le pieghe dei proverbi popolari, scritto insieme al collega Bersani, beh, questo ha qualcosa di magico: onestamente mai avrei pensato ad una “matematica dei proverbi”, anche se ho scritto un libro intero promettendo e dimostrando che “la matematica è dappertutto”.

Se mi avessero chiesto quale e quanta matematica c’è nei proverbi, al massimo avrei detto che “Chi fa da sé fa per tre” è un bell’esempio di moltiplicazione sensata e ragionevole, ma forse nulla più. Immaginate dunque la sorpresa, trovandomi di fronte a un libro di 276 pagine denso denso di relazioni fra la matematica, i proverbi e le massime.

Penso di poter asserire che si tratta del libro più esilarante degli ultimi anni.
E il bello è che la matematica è vera, non finta; c’è la topologia, la logica, la crittografia, la probabilità, l’aritmetica, la geometria... E quante cose s’imparano sulla lingua italiana, sugli anagrammi, sulla poesia, sulla matematica ricreativa, sulla teoria dei giochi. Tanto che verrebbe voglia di far leggere questo libro a due categorie speciali di persone:

a) quei ragazzi che asseriscono di non amare la matematica perché è noiosa e priva di fantasia;

b) quegli insegnanti che non sanno che cosa proporre ai propri allievi a fine giornata, quando tutti ma proprio tutti non ne possono più di equazioni da risolvere, o di funzioni da disegnare.

Nel caso a) ci vuol poco a rendersi conto che quella convinzione è errata, profondamente errata; se c’è una disciplina al mondo ricca di fantasia e tutt’altro che noiosa, è proprio la matematica; dovreste leggere che cosa sono capaci, Riccardo ed Ennio, di scrivere a proposito del proverbio “Chi cerca trova” o “Non c’è due senza tre” o “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”; pura lucida follia dettata da una fantasia strepitosa ma sorretta da una logica schiacciante, troppo divertente per non farti restare a bocca aperta (in più occasioni, io stesso ho riso come un matto).

Nel caso b) ci sarà solo l’imbarazzo della scelta; “Due torti non fanno una ragione” o “Ogni promessa è debito” possono riempire ore, non buchi, a fine lezione; e, e questo è il bello, senza lasciare la matematica seria, anche se il modo è faceto.

Magie per tutti

Il libro, poi, è ricco di giochi matematici, alcuni noti e altri meno; di indovinelli divertenti; di storie che conquistano; non possono lasciare indifferente il lettore, lo attraggono o lo trascinano in questo mare che si chiama “matematica ludica” che, per essere divertente, non è meno seria dell’altra (ma quale altra?). Cosicché questo libro presenta un valore aggiunto: fornisce a chi ne ha bisogno una riserva infinita di storie magiche, di quelle che affascinano la compagnia e che possono contribuire a riempire una serata.

Ogni tanto i nostri due autori ricordano di essere essi stessi matematici; e allora, eccoli alle prese con spiegazioni dotte su una quantità vastissima di questioni, nozioni, teoremi, leggi, teorie; dato il generale contesto affascinante e affabulatore del libro, sono comunque perdonati, vuol dire che l’insegnante (caso b) approfitterà di questi momenti; e semmai lo studente (caso a) salterà queste pagine. Ma sono pagine preziose, invece, perché il tono del discorso resta comunque semplice e piano, narrativo e conquistatore, anche se ci stanno raccontando cose non del tutto banali.

Finisco ("Tutto è bene quel che finisce bene"). A pagina 269 una cosa che mi ha fatto morire dal divertimento, l’indice analitico, un’idea strepitosa. Si tratta di una tabella di due colonne che dura 6 pagine; nella prima colonna il nome di un argomento matematico (Antinomia, Assi cartesiani, Astrazione, …); nella seconda il proverbio corrispondente. Bisogna ammetterlo, chi altri mai ci avrebbe pensato?

Per saperne di più

Ascolta le riflessioni di Bruno D'Amore e Martha Isabel Fandiño Pinilla su Didattica della matematica e creatività.

Gli interventi sono del 25 maggio 2008, pronunciati a San Martino in Argine, Bologna, durante una serie di conferenze sul tema “La creatività” indetta da L’Aquila Signorina.

 

 

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