La festa del papà: occasione per l’avvio alla descrizione

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La festa del papà: occasione per l’avvio alla descrizione

Sfruttando l’entusiasmo di cimentarsi in una nuova abilità come la produzione scritta, questa esperienza in due classi seconde è stata utile per aiutare i bambini a descrivere in un testo le abitudini del proprio genitore. Di Alessandra Buratto

Buratto marzo 2019 01

Prima di cominciare a far scrivere brevi testi ho proposto ai miei alunni di due classi seconde dell’istituto comprensivo “Nascimbeni” di Sanguinetto (Verona) di leggere insieme dei libri.

Abbiamo riflettuto sul significato di questo album illustrato che con pochissime parole racconta la conquista dell’autonomia da parte di un bambino, grazie alla forza del genitore che lo accompagna. Nella semplicità di questo piccolo libro c’è l’emozione di un padre che accarezza il pancione della mamma e poi culla, coccola, sostiene e indirizza il crescere del figlio. Inizia così una conversazione guidata su tutto quello che caratterizza una persona e la rende diversa dalle altre.

 

 

 

 

 

In questo secondo libro abbiamo trovato il lato divertente dei padri. Si parla dell’apprendimento pear to pear, dello scambio dei ruoli, del gioco di diventare grandi insieme.

 

 

 

 

 

 

 

 

La descrizione orale

A questo punto, dopo aver riflettuto e discusso insieme, ho chiesto ai bambini di descrivere me, guidandoli con delle semplici domande.

CHI SONO?

“Sei la maestra”, “Sei una donna”, “Sei Alessandra”.

COME SONO?

“Sei alta, hai gli occhi marroni, hai i capelli lunghi”. “Per me sei magra ma poco, infatti sei una mangiona”. “Sei profumata di ammorbidente”.

CHE CARATTERE HO?

“Sei gentile e hai tanta pazienza”. “Sei a volte seria quando facciamo confusione”. “Sei fissata con la linea gialla in palestra”.

COSA MI PIACE?

“Ti piace mangiare i kiwi”, “ti piace vederci felici”, “ti piace andare al MC DONALDS”, “ti piace insegnare matematica ma fai italiano”, “ti piace metterti la gonna e gli stivali”, “ti piace quando siamo una classe e ci aiutiamo”.

C’È UN RICORDO CHE AVETE DI ME?

“Una volta ti ho invitato al mio compleanno ma non potevi venire”. “Io mi ricordo quando ci siamo visti la prima volta e ci hai insegnato la canzone di Elmer". “Io mi ricordo quando ci hai spiegato le lettere del maiuscolo con le storie di quello della lampadina”.

Parliamo di papà

In previsione del 19 marzo, sfruttando l’entusiasmo di cimentarsi in una nuova abilità come la produzione scritta, decido di chiedere ai bambini di produrre brevissimi testi per descrivere le caratteristiche del papà.

Faccio utilizzare come schema le domande guida della descrizione che hanno fatto a voce su di me. Ne viene fuori qualcosa di ricco e straordinario che non solo mi ha stupito ma mi ha fatto sorridere e commuovere. Ecco alcuni esempi di risposte dei miei piccoli allievi.

“Il mio papà è simpatico, coraggioso, intelligente, perfetto e figo. Mi ricordo che una volta mi ha sollevato e mi ha detto che mi buttava nell’umido ma solo per scherzare”.

“Le sue mani sono forti ma soprattutto sono di aiuto ogni volta che ho paura”.

“Mi ricordo che una volta siamo andati a Cesenatico, sugli scivoli d’acqua, e poi ho mangiato vicino a lui”.

“Di solito si veste con vestiti da lavoro e indossa sempre la maglietta della sua squadra preferita”.

“Lui mi insegna sempre che, se io faccio una gara di tennis, l’importante è sentirsi vincitore nel cuore”.

“Le sue mani sono grandi e ruvide perché lui lavora ogni giorno tranne di domenica”.

“A lui pace tanto quando gli faccio il solletico”.

“Il suo carattere è molto bello perché mi aiuta sempre ad essere felice. Una volta mi ha preso in braccio e mi ha coccolato perché avevo preso uno spavento e mi sentivo tutte “palle” in testa”.

“Il suo carattere è contento e buono ma a volte si arrabbia perché mio fratello va troppo veloce in macchina”.

“Se lo guardo ha gli occhi marroni ma se lo abbraccio i suoi occhi si illuminano. Non so come ha le labbra perché ha barba, ma so che quando mi dà i bacini mi gratta”.

“A lui piace venire a vedere le mie partite di calcio perché dice che sono rispettoso”.

“Il suo carattere è generoso e molto gentile perché porta tantissima pazienza quando io e mia sorella spacchiamo tutto”.

“Lui mi insegna sempre che bisogna rispettare la natura, che non devo fare i dispetti a mia sorella e che non devo mangiare sul divano”.

“Il suo viso è buono con gli occhi marroni e le sopracciglia castane. Lui mi insegna sempre che non devo tirare la coda al gatto e non devo rompere le cose”.

“Io vorrei che lui tornasse ad essere piccolo”

“Mi piacerebbe tanto che lui stesse sempre a casa così quando torno da scuola lo trovo”.

“Quando torna a casa dal lavoro lui sa di profumo di macchina”.

“Quando siamo insieme noi due andiamo in giro a lavorare nei campi con i trattori.  Lui mi insegna sempre che non devo dire brutte parole e devo comportarmi bene. Mi piacerebbe tanto diventare un contadino come lui”.

La raccolta dei testi

Dopo avere scritto mettiamo i nostri brevi testi in un libretto con il ritratto del papà fatto con gli acquerelli e un disegno libero su una caratteristica che abbiamo descritto.

 

  

 

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Commenti

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    ashetty

    5:24, 4 Aprile 2019
    Tento článek mi navrhl mnoho nových nápadů. Pustím se do toho run 3
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    5:24, 4 Aprile 2019
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