Il dirigente e il provveditore

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [5RPV4QAS] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [93D5XAPE] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [FCM8LN58] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:21:string '-3' (length=2)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:22:int -3

Quarta puntata di una serie di dialoghi immaginari alla luce del DM 850/2015 tra un docente neoassunto, il suo tutor, il dirigente scolastico di entrambi. Oggi entra in scena un nuovo personaggio: il provveditore. Di Lorella Zauli. Disponibili la primala seconda e la terza puntata.

adotta2007.15b

 

DIALOGHI IMMAGINARI ALLA LUCE DEL DM 850/2015 TRA UN DOCENTE NEOASSUNTO, IL SUO TUTOR E IL DIRIGENTE SCOLASTICO DI ENTRAMBI

PERSONAGGI

N = neoassunto
T = tutor
D = dirigente scolastico
P = dirigente dell’Ufficio scolastico (qui chiamato provveditore) 

 

 

ATTO QUARTO

Il dirigente e il provveditore

A margine di una conferenza di servizio dedicata alle novità dell’anno di formazione e di prova, mentre i dirigenti salutano per tornare alle loro quotidiane occupazioni…

D. (Porgendo la mano al provveditore) Carissimo, come va?

P. (Rispondendo alla stretta di mano) Non c’è male, grazie. E lei? Tutto bene?

D. Ma sì, tutto sommato abbastanza bene, pur se travolto da un caleidoscopio di impegni, di scadenze, di occupazioni e di preoccupazioni. L’ultima, in ordine di tempo, la fase C, fra attese, speranze, incognite.

P. Credo proprio di averne sentito parlare (sorride), di avere, per così dire, avuto un lieve sentore di questo alternarsi di notizie, indicazioni e provvedimenti. Mi pare comunque che si sia riusciti a terminare e che ora abbiate il vostro organico potenziato, è corretto?

D. Sì, sì, compreso alcuni docenti neoassunti in fase C che, pur avendo differito il contratto poiché hanno scelto di conservare la supplenza annuale, potranno svolgere l’anno di formazione. E qui torniamo alla questione neoassunti, poiché questi si aggiungono ai miei dieci docenti delle fasi 0-A-B. Non sarà semplice gestire tutte le operazioni e portare a termine i compiti che il DM 850 ci affida.

P. Per esempio quali? Che cosa la preoccupa di più?

D. In sé per sé nulla. La ratio del decreto è buona e condivisibile. Viene sancita una forte interrelazione fra anno di prova e di formazione e ci si chiede di esserne più coinvolti e partecipi, cosa che nel mio piccolo ho sempre cercato di fare.

P. Quindi?

D. Il problema principale è quello del tempo. Una dozzina di visite nelle classi, per esempio. Non tanto per riuscire a ritagliarmi una dozzina di ore con questa finalità, ma per dare alla visita significatività ed efficacia, affinché non abbia un carattere estemporaneo e occasionale.

P. Posso immaginare che cosa intende. Vi si chiede di dare organicità e coerenza a un rinnovato percorso di formazione dei docenti neoassunti, ma ve lo si chiede in un anno nel quale dovete destreggiarvi anche tra RAV, piani di miglioramento, decine di avvisi pubblici per recuperare risorse… vi capisco e ci sono vicino, anche da ex collega. Per tornare a noi, credo che lo staff regionale vi predisporrà alcuni strumenti che poi potrete utilizzare, fra cui, presumo, una scheda di osservazione per quando entrerete nelle classi. Io sono dell’idea che debba prevalere l’aspetto osservativo a quello misurativo, ma questo lo sapete meglio di me. È evidente che voi avete specifici profili di responsabilità e che il vostro ruolo è particolarmente importante laddove, mi auguro quasi mai, vi si prospettano situazioni delicate o non ben definite, che richiedono vari livelli di analisi e di documentazioni, tuttavia, a parte questi rari casi particolari, condividere con il neoassunto frammenti di vita scolastica, in situazione, è sicuramente interessante, non trova?

D. Ah, messa in questi termini sì. Se non fosse una goccia nel mare di tante incombenze… in mezzo alle quali rischia di rimanere un po’ occultata. Cercheremo, come sempre, di fare le cose nel modo migliore possibile. Non c’è solo quello, però… il patto per lo sviluppo professionale, ad esempio… Forniranno un modello anche di quello?

P. Non ne sono sicuro, ma direi di sì. Sarete comunque liberi di utilizzare tali format o di crearvene altri, a vostro uso e consumo. Non c’è niente di prescrittivo, se non il rispetto per la norma e per le procedure, ma non devo insegnarvi io il mestiere…

D. Beh, no, però fa piacere condividere con lei le nostre piccole fatiche… perché alla fine l’osservazione in classe, la stesura del patto formativo, le varie fasi procedurali non sono niente di che, sa? Altre sono le vere preoccupazioni.

P. Ah, sì? Quali, per esempio?

D. Per partire dalla più semplice, anno dopo anno è sempre più faticoso individuare i tutor per i docenti neoassunti. E’ vero che questa figura viene decisamente valorizzata dal DM 850, ma per ora solo sulla carta e i docenti ne sono quasi disorientati, se non addirittura spaventati. Che cosa comporterà questo ruolo? Quali mansioni? Quali impegni? Quali responsabilità? A fronte di quali riconoscimenti o gratificazioni? Il decreto parla chiaramente di una attestazione dell’attività svolta da inserire nel curriculum professionale e di un compenso economico nell’ambito del MOF, nonché di una eventuale valorizzazione ai sensi del comma 127 della legge 107, ma poi i fondi si troveranno? Sarà possibile riconoscere loro quello che davvero meriterebbero? La conclusione è che i docenti, anche più bravi e motivati hanno iniziato a tirarsi indietro e io non posso non capirli.

P. Ah, D., quanto è vero, tuttavia bisogna sempre cercare di tenere alta la motivazione dei nostri, dei vostri docenti, specie di quelli più preparati, valorizzando, incoraggiando, sostenendo. So che lei è uno dei dirigenti che più riesce in questo…

D. Grazie, P. sarà vero? Io ci provo, anche perché così fece con me il mio dirigente quando ero insegnante… e facevo da tutor ai neoassunti…

P. Vede che le cose ben fatte non si dimenticano e hanno effetti benefici nel futuro? E quindi, tutto è bene quel che finisce bene…

D. Magari! Mi sa che alla fine mi ha portato su un terreno troppo roseo, non è sempre così, anzi… Per rimanere in tema neoassunti, come lei accennava prima, anche se poche, ci sono delicate situazioni di cui spero non dovermi occupare mai. Ne parlai qualche settimana fa con uno dei miei neoassunti (il quale, fra parentesi, mi sembra un ottimo acquisto per la scuola), del fatto cioè che l’insegnamento non sia per tutti.

P. Ah, lo so bene, anche dall’osservatorio, per nulla “privilegiato”, degli uffici che gestiscono queste situazioni dal punto di vista amministrativo e dei Dirigenti Tecnici che si fanno e si faranno carico delle opportune verifiche per l’assunzione di ogni utile elemento di valutazione dell’idoneità del docente. Ma voglio essere fiducioso e sperare che non ci sia nessuna situazione del genere.

D. Davvero, anch’io, per me, per i miei colleghi, ma soprattutto per il mondo della scuola nel suo complesso e in primis per i nostri ragazzi, che meritano nel loro percorso di studi di incontrare i veri Maestri, quelli capaci di risvegliare il fuoco del sapere e della conoscenza.

P. Concordo. E dopo una chiusa del genere, una pausa caffè prima di tornare in ufficio?

D. Molto volentieri! Breve, perché mi aspetta il Consiglio di Istituto, ma gradita.

Continua? 

Condividi:

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola