Odio leggere!

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La storia del piccolo Tommaso e del suo odio per i libri ci dà l’opportunità di “infilarci” dentro il racconto in prima persona: andiamo a conoscere meglio le caratteristiche dei vari personaggi incontrati attraverso vere e proprie interviste-rivelazione!

Copertina "Odio leggere!"

Un assaggio dal libro

Bisogna dirlo, Tommaso Dickens era proprio un bravo bambino. Non sempre, ma quasi. Tommaso, però, soffriva della malattia “Odio leggere”. Se l’era presa, così diceva, un giorno che aveva visto Pagina sgranocchiare certi libri e seppellire i resti nei vasi da fiori. Ai tempi, lei era ancora una cucciolotta.

Tommaso prendeva “ottimo” in matematica e “distinto” in scienze. Ma con l’alfabeto erano fioccati i primi “gravemente insufficiente”. E non si può dire che i suoi genitori non si dessero da fare. La mamma gli preparava la minestra di letterine e il papà aveva speso un capitale per i cinquantasei volumi dell’Enciclopedia Britannica.
Tutti i sabato mattina, suo cugino Arturo gli leggeva le scritte sul retro delle scatole dei fiocchi d’avena. Parola dopo parola, lettera dopo lettera, cucchiaio dopo cucchiaio, la malattia di Tommaso però non migliorava.

Una bella sera, mentre Tommaso sedeva tutto solo alla scrivania e faceva finta di leggere, sbirciando di sottecchi la TV, un coccodrillo in giacca bianca uscì strisciando dalle pagine del libro.
– Se ti piace leggere, salta nella mia tasca – esclamò.
– Alle otto comincia l’ora dei racconti.
– Ma io odio leggere! – protestò Tommaso – E poi il mio programma preferito inizia proprio alle otto.
Mentre chiacchieravano, furono interrotti da una topolina di campagna che si agitava come una matta fra le pagine del libro. – Oro! Oro! – strillò con tutto il fiato che aveva in corpo. Ed era un corpo piccolo piccolo... – In questo libro troverai oro! Semina le monete e diventerai ricco. Ricco di idee e di sogni!

– Sai che cosa desidero davvero? – chiese Tommaso, arrogante.
– Che, tornando in soffitta, tu finisca nella trappola che ha messo mio padre!

Quando un pappagallo anzianotto, con la pipa e una gamba di legno, si trascinò sulla scena, Tommaso pensò, fra sé e sé: “Sono ancora Tommaso V. Dickens? Faccio proprio la terza elementare alla scuola di Salisbury? La signora Peterson è davvero la mia maestra?
Con la sua gamba di legno, il pappagallo aprì un forziere arrugginito. – Facciamoci un bel volo fino alle isole delle Spezie. Ecco qui la mappa di un tesoro nascosto!
– Neanche per sogno! – esclamò Tommaso, incrociando stizzito le braccia –Io odio leggere!

L'attività

Tommaso Dickens fa la terza elementare, se la cava bene in scienze e matematica... ma odia i libri e la lettura: nella nostra classe ci saranno sicuramente alcuni bambini che gli somigliano! Nulla riesce a fargli cambiare idea, né sua mamma che gli prepara la zuppa di alfabeto, né suo papà che gli ha comprato un'enciclopedia di 56 volumi.

Una sera, mentre Tommaso finge di leggere per poter guardare la tv, un coccodrillo con un camice bianco salta fuori improvvisamente dalle pagine e lo invita a seguirlo. Al coccodrillo seguiranno tanti buffi personaggi, che riusciranno a portare il riluttante Tommaso con loro in un mondo fantastico, facendogli scoprire che le parole di un libro possono prendere vita e trasformarsi in splendide avventure.

Odio leggere! è un libro che ci fornisce uno spunto molto importante per lavorare con i ragazzi: la visione delle cose da varie prospettive. I personaggi incontrati dal piccolo protagonista, infatti, sono simpatici, ben caratterizzati nelle illustrazioni ma descritti in modo breve nel testo: i ragazzi potranno “intervistarli” per far assumere loro caratteristiche più specifiche e poi... dare vita ad altre storie avvincenti!

Leggiamo il libro in classe e ogni volta che incontriamo un nuovo personaggio soffermiamoci sul fatto che dobbiamo “tenerlo d’occhio” perché presto organizzeremo una chiacchierata con lui.

Una volta terminata la storia, dividiamo la classe in gruppi e affidiamo ad ognuno un personaggio da intervistare. Avremo così:

  • il coccodrillo dal camice bianco
  • la topolina di campagna
  • il pappagallo con la pipa e la gamba di legno
  • il coniglio bianco con gli stivali neri
  • il rospo con la penna spezzata sul cappello

Chiediamo ai bambini di preparare le domande per il personaggio: possono essere serie, buffe, strane, banali... tutto servirà per conoscerlo meglio! Spazio alla fantasia, ai suggerimenti, alle curiosità. Il ruolo dell’intervistato che risponde alle domande sarà interpretato a turbo da ogni bambino del gruppo, così tutti parteciperanno alla costruzione del personaggio.

Annotiamo sul quaderno tutte le osservazioni: possiamo anche disegnare il personaggio e annotare le sue caratteristiche a fianco della figura, come in un vero libro divulgativo. Una volta che avremo raccolto il materiale e discusso tutti insieme sul nostro personaggio saremo pronti per inventare una nuova storia che lo veda come protagonista.

Per partire, prendiamo spunto dalle osservazioni che avremo fatto durante le nostre interviste e creiamo l’ambiente, la successione degli eventi, uno o più imprevisti, una conclusione. Ricordiamoci che la nuova storia che stiamo costruendo è “una costola” di quella che ha come protagonista Tommaso Dickens, quindi possiamo ispirarci anche a quella per cominciare, o per arricchirla di particolari.

In questo modo i ragazzi si metteranno in gioco in prima persona per vedere le cose da varie angolazioni, e scopriranno che dentro una storia possono nascere idee nuove, affascinanti, che si legano le une alle altre e che ci fanno conoscere mondi e personaggi diversi. 

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