“Mi piace scrivere ” – Un quaderno operativo a prezzo speciale per tutti gli abbonati alla "Vita Scolastica" 2012-2013

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“Mi piace scrivere ” – Un quaderno operativo a prezzo speciale per tutti gli abbonati alla "Vita Scolastica" 2012-2013

Gli abbonati a “La Vita Scolastica” 2012-2013 potranno avere a prezzo speciale il quaderno operativo “Mi piace scrivere!”, preparato dalla nostra collaboratrice Silvana Loiero. Eccovi un assaggio dal volume.

Leggere per scrivere

Abbiamo già intervistato Silvana Loiero per conoscere meglio i contenuti di questo volume. Ora ve ne proponiamo un assaggio, dall'introduzione. In fondo al testo, tanti materiali da scaricare gratuitamente.

Quando cominciano a frequentare la scuola primaria i bambini possiedono già numerose competenze linguistiche che usano per interagire con gli altri, coetanei e adulti, nel corso di differenti situazioni comunicative.

In particolare, per quanto riguarda la scrittura, hanno avuto modo sia alla scuola dell’infanzia sia in situazioni all’esterno della scuola di fare molte esperienze: hanno già acquisito una certa familiarità con la lingua scritta e si rendono conto che le scritte cui sono esposti (dalle insegne dei negozi alle scritte della pubblicità ai nomi dei prodotti sulle confezioni ecc.) servono per comunicare qualcosa. Hanno sfogliato giornalini e libri e hanno capito che contengono notizie, storie e racconti, filastrocche… Hanno fatto esperienza di scritture spontanee e hanno già provato a “leggere” formulando ipotesi e anticipazioni con l’aiuto di immagini e disegni.

Nel corso dei cinque anni della scuola primaria, in un ricco contesto di attività stimolanti predisposto dai docenti, i bambini hanno la possibilità di accedere a testi di vario tipo e di svolgere quel percorso lungo e complesso che li porterà a imparare a scrivere.

Imparare a scrivere non significa soltanto acquisire la competenza tecnica, ovvero la scrittura strumentale, ma vuol dire arrivare a produrre una grande varietà di testi, dapprima con la guida dell’insegnante e poi in modo autonomo, per soddisfare i propri bisogni di comunicazione. Si comincerà con la scrittura di testi brevi, funzionali, di utilità pratica, per passare gradualmente a testi maggiormente strutturati e pianificati, ma sempre significativi per se stessi e per gli altri.

Tanti tipi di testi

Quando parliamo di testi, ci riferiamo a messaggi verbali (orali, scritti o trasmessi in altro modo) che sono prodotti da un parlante o da uno scrivente in una determinata situazione. Testo è una parola che deriva dal verbo latino texere “tessere” e, più precisamente, da textum, “tessuto”; infatti si parla di intreccio, di trama di parole: in un testo le unità linguistiche si concatenano in un vero e proprio “tessuto” linguistico, che ha una specifica organizzazione interna.

Tradizionalmente siamo abituati a pensare ai testi come a racconti, a romanzi, a libri interi; in realtà anche una semplice insegna di un negozio è un testo. La linguista Maria Luisa Altieri Biagi dimostra in proposito (in La Grammatica dal testo, Mursia, 1990) che l’insegna di un negozio possiede le tre caratteristiche di un testo comprensibile ed efficace.

Infatti l’insegna:

  • comunica ciò che al proprietario del negozio interessa comunicare, e cioè quale tipo di prodotto si vende;
  • fornisce a chi legge tutte le informazioni utili a interpretare la comunicazione (chi vuole mangiare una pizza e legge PIZZERIA può per esempio decidere di entrare, oppure di non entrare se non ha voglia di pizza);
  • rispetta le regole linguistiche che si usano per scrivere le insegne: di solito una sola parola o un paio di parole (che indicano il luogo in cui si vende, o l’attività o il prodotto stesso o, infine, il nome del proprietario).

I testi, dunque, sono tanti: da quelli meno strutturati, costituiti da un solo enunciato (pensiamo ai cartelli con scritto STOP, VIETATO FUMARE, AFFITTASI ecc.) ma che comunque costituiscono un tutto organico, un’unità di significato, a quelli costituiti da frasi combinate “in enunciati più vasti e complessi, in cui ciascuna di esse trova il suo posto e assume il suo significato” (Simone, 1990). Sono proprio le frasi che compongono il “grande enunciato” a essere intessute come i fili di un tessuto, e perciò combinate tra loro secondo certe regole: i vari pezzi del testo devono essere collegati tra loro in modo logico (coerenza del testo) e devono essere tenuti insieme da tante “viti”, messe al posto giusto per tenere unite parole, frasi, periodi e quindi realizzare la coesione del testo. Ci riferiamo, per esempio, all’accordo morfologico, alla ripetizione delle parole, all’uso dei pronomi e dei connettivi.

Leggere… per scrivere

Ogni testo ha caratteristiche specifiche e viene usato in situazioni diversificate, per scopi e per diversi destinatari. Ci sono però alcuni elementi che, ricorrendo con regolarità, ne costituiscono la struttura.

Possiamo pertanto raggruppare i testi in diverse categorie:

• narrativi: presentano avvenimenti che si succedono nel tempo; i personaggi svolgono, infatti, delle azioni in un certo intervallo;

  • descrittivi: presentano persone, oggetti, luoghi, in un contesto spaziale;
  • informativo-espositivi: danno informazioni, anche attraverso una spiegazione, su un certo argomento, permettendo al lettore di acquisire conoscenze;
  • regolativi: hanno la funzione di indirizzare i comportamenti mediante ordini, regole, istruzioni ecc.;
  • argomentativi: trattano un determinato problema e presentano argomenti a sostegno di una certa tesi per convincere qualcuno di qualcosa;
  • poetici: esprimono in poesia idee, sentimenti, stati d’animo ecc. attraverso particolari scelte linguistiche compiute dall’autore sul piano lessicale, sintattico, ritmico-fonologico.

Proprio perché i testi hanno elementi che ricorrono con regolarità, la fase della produzione scritta deve essere preceduta da quella della lettura e comprensione.

È il filo conduttore di questo quaderno operativo: prima invitiamo i ragazzi a leggere testi che hanno caratteristiche comuni, cioè elementi invarianti che ne costituiscono l’“intelaiatura”; poi li guidiamo ad analizzarli e a “smontarli” per conoscere come sono fatti, e cioè per cogliere l’organizzazione interna. In una fase successiva riutilizzeranno le competenze acquisite in lettura per produrre forme diverse di scrittura, e quindi testi adeguati a situazioni specifiche e adatti di volta in volta agli scopi che ci si propone e agli interlocutori cui ci si rivolge (reali o simulati): testi brevi, come appunti, promemoria, inviti… o più lunghi, come resoconti, relazioni, racconti di esperienze, racconti di fantasia ecc.

Nell’arco dei cinque anni della scuola primaria diventa pertanto necessario predisporre occasioni in cui i ragazzi siano posti in situazioni comunicative diversificate realmente motivanti e possano sperimentare varie forme di scrittura per scopi e destinatari diversi.

Dopo l’acquisizione della competenza tecnica nei primi due anni di scuola, occorre elaborare specifici percorsi didattici finalizzati all’acquisizione della capacità di scrivere, ponendo attenzione al fatto che la scrittura è un processo complesso e comporta delle fasi:

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