Siamo andati a trovare Anna Frank nel rifugio

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Siamo andati a trovare Anna Frank nel rifugio

Una classe quarta ha fatto un viaggio virtuale. Per riflettere sulla vita di Anna costretta a nascondersi e per esprimere le emozioni dei bambini di oggi in quarantena. Di Maria Benincasa e Anastasia Vaccaro

anne frank e quarantena covid19

Durante questi primi quattro anni di scuola primaria gli alunni hanno imparato a conoscere la figura di Anna Frank. In occasione della Giornata della Memoria hanno fatto il tour virtuale del rifugio segreto, hanno attaccato foglie virtuali all’albero di castagno, hanno visto film e letto il diario.

Quella di Anna è stata una figura che li ha sempre affascinati e incuriositi, forse perché vicina a loro come età. Con segni di profonda e sentita emozione hanno provato, probabilmente senza riuscirci e senza comprendere a fondo la tragedia che vivevano gli ebrei, ad immedesimarsi in lei.

Anna nel rifugio

In questo periodo di forzata restrizione in casa pensare ad Anna e fare il confronto con lei è stato quasi naturale. Da questo è scaturito un compito assegnato sulla classe virtuale nel quale si chiedeva agli alunni di riflettere sulla vita di Anna nel rifugio e poi sulla loro vita in questi giorni di forzato isolamento in casa. Il compito corredato da disegni, da arcobaleni realizzati con la tecnica della pixel art, da foto mentre realizzavano a casa striscioni o cartelloni con l’arcobaleno e la scritta “andrà tutto bene”, doveva poi essere restituito nella classe virtuale.

“Come si sentiva Anna?” “Come ti senti tu?”

La prima fase, realizzata in sincrono durante una videoconferenza, è stata quella del “riportare alla memoria”. Alla domanda: “bambini vi ricordate di Anna? ...”, gli alunni hanno riferito i loro ricordi e ognuno ha aggiunto un particolare per lui importante. Siamo poi passati a raccogliere per iscritto le informazioni espresse oralmente corredate dalle domande: “Come si sentiva Anna?”, “Come ti senti tu?”. Abbiamo quindi creato il compito sulla classe virtuale e dato una scadenza lunga, in modo che non si sentissero pressati dalla necessità di consegnare velocemente il compito. Nei tempi previsti lo hanno restituito sulla classe. Contemporaneamente era stato creato anche un compito di arte e coding nel quale dovevano rappresentare questo particolare momento della storia dell’umanità.

Facciamo insieme un libro

 In sincrono abbiamo scelto la web app da utilizzare per la realizzazione del libro, la scelta è caduta su “storyjumper” che già conoscevano per precedenti lavori fatti. Hanno poi iniziato a fare proposte per il titolo e la copertina. Il compito di noi docenti è stato quello di mettere insieme tutte queste idee e materiali e consegnare agli alunni il loro “libro” della memoria.

Per esprimersi senza essere giudicati

Questa attività non è stata proposta per valutare competenze ma per permettere ai bambini di esternare sentimenti, sensazioni, ansie e paure in un periodo difficile della loro giovane vita. L’attività ha rappresentato, inoltre, un modo per permettere agli alunni di esprimere quello che provavano senza il timore di venir giudicati poiché sapevano che i loro testi non sarebbero stati corretti. Tutti gli alunni sono stati coinvolti nelle varie fasi di preparazione: hanno scritto, disegnato, creato la copertina, restituito il loro lavoro. È stato uno stimolo forte che, oltre ad avere avuto potere catartico, ha contribuito ad ampliare le loro competenze digitali

13 Maggio 2020 Articoli

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