Vicinanza e distanza nella didattica

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [5LXQNDKZ] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [9HXTCZZQ] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [5N53MM4P] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:21:string '-3' (length=2)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:22:int -3

Quando questo periodo difficile e drammatico sarà finito e si tornerà in classe occorrerà chiedersi quanta vicinanza emotiva c’è nella quotidiana relazione educativa e quale lavoro può svolgere la scuola per far sì che ogni bambino riconosca e condivida le proprie emozioni. Di Mario Maviglia

scrivere computer memo

Il recente decreto legge 22/2020 stabilisce che, in relazione alla situazione creatasi con l’epidemia e alla sospensione delle attività didattiche, i docenti assicurino comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza. Non poteva essere diversamente, anche se, nella fase iniziale di sospensione delle lezioni, qualcuno aveva avanzato dubbi sulla obbligatorietà di operare in modalità di didattica a distanza non essendo contemplata dalla norme vigenti. (Per la verità le norme non prevedono tante altre cose che comunque vengono fatte). In ogni caso, il DL fuga ogni dubbio, almeno sul piano normativo.

Ovviamente le forme attraverso cui si realizza questa modalità di erogazione della didattica vengono demandate alle singole scuole, anche se un forte condizionamento viene esercitato dalla strumentazione informatica e tecnologica domestica dei singoli docenti e, soprattutto, degli alunni, e, ancor più, dalla dimestichezza che gli insegnanti hanno nell’utilizzo di questi mezzi sia in senso tecnico che più propriamente didattico.

La vicinanza prima e dopo l'emergenza Covid-19

Vi è però un ulteriore aspetto da considerare e che è emerso in tutta evidenza nel corso di questo periodo: la mancanza di contatto diretto crea una situazione didattica del tutto nuova nel rapporto educativo e pone problemi inediti, o comunque non considerati in precedenza. Dal nostro punto di vista va però fatto un discorso più generale sulla “vicinanza” educativa: siamo proprio sicuri che nelle situazioni precedenti (normali) c’era quella vicinanza che oggi viene tanto invocata, complice l’isolamento forzato? Il vivace dibattito che si è sviluppato in rete sul tema della valutazione (“Come facciamo a dare i voti in questa situazione?”) lascia intendere che le preoccupazioni produttivistiche ed efficientistiche fossero fortemente presenti nella didattica in presenza di molti docenti e che già da prima in molte realtà il bambino come interlocutore attivo del rapporto educativo fosse, nella migliore delle ipotesi, una bella pagina scritta nei testi di pedagogia.

La DAD ha messo in luce le contraddizioni

In fondo la didattica a distanza ha messo in luce queste contraddizioni, senza con questo voler trascurare i problemi reali della sua gestione. Quando questo periodo difficile e drammatico sarà finito e si tornerà in classe occorrerà chiedersi quanta vicinanza emotiva c’è nella quotidiana relazione educativa e quale lavoro può svolgere la scuola per far sì che ogni bambino riconosca le proprie emozioni, se ne prenda cura e possa condividere con gli altri ciò che si prova.

 

C’è anche un problema di formazione sull’uso delle tecnologie, certo, ma ancor più c’è il problema di ridefinire il processo di insegnamento all’interno della relazione educativa, perché l’apprendimento avviene sempre all’interno di una relazione ed è compito dei docenti fare in modo che questa relazione sia il più possibile autentica e crei le condizioni perché vengano sprigionate le energie cognitive ed affettive degli alunni. Fuori da questo orizzonte c’è solo tecnicismo, ancorché tecnologicamente avanzato.

Condividi:

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola