Indire realizza visiere con stampa 3D: dalla ricerca didattica un aiuto agli ospedali

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Indire realizza visiere con stampa 3D: dalla ricerca didattica un aiuto agli ospedali

Un gruppo di ricercatori Indire stampa prototipi per donarli a medici e infermieri. E  condivide file e istruzioni con le scuole e chiunque voglia mettere a disposizione la stampante 3D. Di Chiara Tacconi 

indire visiere 2

Con le stampanti 3D creano e regalano ai medici visiere protettive: è l’iniziativa di questi giorni di un gruppo di ricercatori dell’Indire che hanno già donato a medici, infermieri e ospedali toscani decine di dispositivi. E adesso condividono i file e le istruzioni con le scuole e i maker che desiderano fare altrettanto. Lorenzo Guasti, Luca Bassani, Gianmarco Bei, Lorenzo Calistri, Alessandro Ferrini e Gabriele Pieraccini sono i ricercatori che stanno lavorando a questo progetto.

Come è nata l'idea di  produrre e stampare dispositivi di protezione? 

Ci siamo posti dal punto di vista della ricerca: dal confronto con alcuni medici e ascoltando le loro richieste abbiamo pensato di progettare e produrre un oggetto utile a proteggerli, ergonomico, comodo e il più possibile sicuro. 

Perché proprio le visiere? 

In molti stanno già producendo le valvole; le mascherine richiederebbero i filtri; la visiera, invece, ha una funzione protettiva importante, è lavabile, si può indossare in maniera comoda e pratica.

Come avete ideato il modello? 

Ci sono tanti modelli a disposizione: uno è già noto a livello nazionale e standardizzato, in questo caso abbiamo solo contribuito a diffonderlo per una serie di operatori come i medici di base che vanno in visita a domicilio (ne abbiamo appena spediti 60 a Follonica, priovincia di Grosseto). In parallelo, confrontandoci con alcuni medici della Piana fiorentina, abbiamo cercato di ottimizzare un modello, abbiamo fatto provare le visiere ad alcuni operatori che le hanno indossate e l’hanno trovate utili e comode.

Con quali materiali sono realizzate le visiere? 

I materiali sono due: sulla fronte il componente stampato in PLA (la plastica che usano anche nelle scuole per la stampante 3D); più difficile è trovare l’altro materiale, quello trasparente. Stiamo facendo una ricerca ma ci sono pochi materiali disponibili. Per adesso siamo orientati sul PETG, dai nostri feedback risulta valido, ne abbiamo trovate alcune lastre e in questi giorni distribuiamo dei prototipi.

E se una scuola o un gruppo di maker volesse contribuire?

Alcune scuole con stampanti 3D ci hanno già contattato: noi forniamo i file e consulenza come ricercatori, rispondiamo all’esigenza del momento. Abbiamo aperto una pagina web e un indirizzo email dedicati, dove è possibile scaricare i file. 
Ci preme sottolineare che la rete regionale toscana di maker sta contribuendo moltissimo (“Coronavirus maker toscana”); anche il gruppo Facebook 3D Print Covid 19  ha un ruolo importante. Indire ha cercato di razionalizzare le tante cose che venivano già prodotte ma non siamo soli: anche l’Isia, istituto di design, ci sta aiutando con l’esperienza e con diverse macchine, così come l’azienda Kentstrapper e tanti singoli che hanno una stampante 3D e l’hanno messa a disposizione. Per produrre il modello più leggero, una stampante 3D impiega un’ora; per la visiera più robusta, fatta di due pezzi, tre ore. 

La stampante 3D dalla scuola all’ospedale…

Quello che sta accadendo è un ottimo esempio di ciò che può fare la stampante 3D, che può essere usata nel problem solving, come dimostriamo da anni nelle scuole: è una macchina ‘elastica’, versatile, che può rispondere velocemente a un problema con una soluzione.

A che punto siete con la produzione e i dispositivi donati? 

Abbiamo cominciato a inizio di aprile: abbiamo prodotto i prototipi all’Indire e grazie alla rete toscana abbiamo consegnato più di 300 visori.
Dai prossimi giorni anche noi produrremo la visiera adatta anche a essere usata per un numero elevato di ore nei reparti più “delicati”: anche se si tratta di presidi non certificati, noi rispondiamo a una richiesta.

Per saperne di più

Maker@Scuola per l'Italia

Le scuole che posseggono delle stampanti 3D e volessero aderire a questa iniziativa possono scrivere a visori-covid19@indire.it per avere informazioni dettagliate.

 

  

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Chiara Tacconi: 9 Aprile 2020 Articoli

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