"Noi stiamo a casa", creatività scaccia-paure

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"Noi stiamo a casa", creatività scaccia-paure

Viaggiare con la fantasia e creare con le mani: le piccole avventure quotidiane  per vivere e affrontare le emozioni dell'emergenza coronavirus. Di Chiara Amico

chiara amico 2

"Mamma, mamma…" Non so quante volte al giorno mio figlio ripeta la parola "mamma". In effetti un altro gioco che potremmo sperimentare in questo strano periodo è contarle.
 

Probabilmente arriveremmo al milione, anche se ancora Alessandro è troppo piccolo per contare in modo spedito oltre la decina: ci prova e spesso ci riesce. Ma non sempre.
Con le addizioni si spinge fino a ciò che possono contenere le dita delle mani e dei piedi. Ma si ferma lì. Con le sottrazioni utilizza solo quelle delle mani: le dita intendo.
Ma per avere cinque anni mi sembra un buon risultato. Né io lo spingo a fare di più.
Va bene così: avrà modo per approfondire, tempo e mi auguro insegnanti bravi e appassionati. Come li ho avuti io, come spero di essere io. 

Con fantasia

Ciò per cui invece "spingo" e quello con cui mi piace "giocare" è la sua fantasia. Che a volte è pigra e va stimolata ma che il più delle volte mi catapulta in mondi e dimensioni che avevo dimenticato o in cui non ero mai entrata. Lui mi tiene per mano e io mi lascio volentieri condurre. E in questi giorni particolari abbiamo immaginato e creato di tutto: anche quel tondo vermiciattolo dispettoso che ci costringe a stare in casa e a modificare routine e abitudini.
Abbiamo rappresentato graficamente il coronavirus come un vermetto dai denti aguzzi e sanguinari, gli occhi azzurrognoli e piccoli e delle lunghe corna arancioni.
Lo abbiamo costruito gonfiando palloncini che poi abbiamo incollato ad una cannuccia mediante la quale farli scivolare lungo fili di nylon attaccati da una parete all'altra della casa e, schivandoli lungo la loro corsa, abbiamo tentato di "scacciare" la paura.
Perché le emozioni vanno espresse ed affrontate. Ed è da piccoli che si impara a gestirle per non farsi sopraffare.

Arte mostruosa

E, fatto questo, per quanto ogni tanto occorra tornare sul tema, forse più per me che per lui, siamo stati liberi di trasformarci in galleristi di arti mostruose, realizzando con varie tecniche disegni e raffigurazioni di mostri, pipistrelli, fantasmi, vampiri, ragni, teschi e scheletri.
Tutto rigorosamente attaccato sui muri di casa, che sono diventati parte integrante dell'esposizione per via delle manate che sono rimaste come decorazione definitiva. Nuova carta da parati a costo zero, con tanta gioia del papà…

  

La magia delle mani

Abbiamo scoperto che le nostre mani possono fare magie mentre le laviamo. Basta scostare indice e medio soffiarci in mezzo e creare bellissime bolle di sapone.
E ci siamo trasformati in atleti pronti ad affrontare tantissimi percorsi. Il mio preferito è stato quello costruito con la carta igienica che, appiccicata con lo scotch alle pareti del corridoio, dall'alto in basso, in orizzontale e in obliquo, ha trasformato quel pezzo di casa un po' insignificante e vuoto in un labirinto a raggi laser.

E siamo diventati narratori che, affacciati alla finestra, fantasticavano su nomi, età e vite dei pochi passanti, legando i loro destini in modi imprevedibili e divertenti. E poi ci siamo trasformati in giocolieri: abbiamo costruito palline coi palloncini riempiti di riso. E, ancora, chef che hanno cucinato gustosissimo pan brioche, golosissime torte al cioccolato e fragranti panini da farcire con marmellata rigorosamente fatta in casa.

Non so quanto durerà l'emergenza. Mi auguro con tutto il cuore che finisca presto.
Ma intanto mi godo i miei cari e viaggio con la mente, grazie alla fantasia. Per quanto, a volte, il numero dei "mamma" superi il milione e la stanchezza faccia novanta!

  

Chiara Amico: 19 Marzo 2020 Articoli

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