Come cambia la vita da insegnante

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Maestre e maestri in tante parti d'Italia raccontano come stanno, come lavorano, cosa pensano. Di Silvana Loiero

insegnante lezione skype

Quante volte, nella nostra vita quotidiana di insegnanti, abbiamo aspettato con ansia un breve periodo di vacanza, un “ponte”, ma anche soltanto il sabato e la domenica…
E invece, in questi lunghi giorni in cui siamo stati “collocati” a riposo forzato per una situazione grave e imprevista, non riusciamo a godere in alcun modo della “vacanza” da trascorrere a casa.
Abbiamo parlato del problema con alcuni insegnanti di varie scuole e regioni italiane. Emerge l’’immagine di un docente di scuola primaria esemplare: ha a cuore gli allievi e se ne prende davvero “cura” cercando di trovare le possibili strade per affrontare con loro al meglio questo periodo.

Che cosa si prova

Le maestre e i maestri provano preoccupazione, ma anche un certo senso di rivalsa, “con una forte carica emotiva determinata dalla necessità di trovare nuovi equilibri”. Non c’è panico tra loro, ma preoccupazione sì: hanno la sensazione che i bambini perdano il filo del lavoro scolastico così bruscamente interrotto, lavoro che per andare avanti necessita del supporto del gruppo classe. Temono che al ritorno a scuola si debba rinunciare a molte attività e, di conseguenza, si perda anche il senso del proprio lavoro, che necessita di completezza, profondità, tempi distesi. “La paginetta del libro che si può assegnare non è fare scuola!”.

I bambini

Gli insegnanti sentono il bisogno di soprattutto di mantenere i contatti, di sapere come stanno i propri allievi, che cosa fanno, quali possano essere le loro preoccupazioni… Vogliono poter parlare con loro o comunicare via e mail, per rassicurarli e stare loro vicini. Ai docenti “mancano gli sguardi, i piccoli gesti, le coccole, che non possono sicuramente essere trasmessi attraverso mezzi informatici”.
Sempre più annoiati, malinconici, disorientati, i bambini raccontano in molti casi ai loro insegnanti di avere paura e dicono di non volersi ammalare. “Ho inviato un messaggio di saluto (incoraggiamento positivo). Le loro risposte sono state sorprendenti: la gioia di potersi vedere e raccontare, la felicità di ritrovare una voce, un modo di essere, dei sorrisi conquistati in questi primi mesi, la sicurezza di aver costruito qualcosa di vero, di importante, in due prime classi”.

Lavorare a distanza

La didattica a distanza costituisce certamente un elemento fondamentale in questo periodo, ma con i piccoli è più difficile. Non tutti i bambini sono abituati e non tutti i genitori hanno competenze tecnologiche. “Il problema è poter raggiungere tutti. Non c’è uniformità di attrezzature nelle varie famiglie: alcuni bambini sono raggiungibili on line con facilità; altri non sono raggiungibili, altri riescono a collegarsi a fatica, magari con il telefono”. Molti genitori lavorano e faticano ad affiancare i bambini nello svolgimento dei compiti. E non dimentichiamo le difficoltà delle famiglie non italofone, quelle dei bambini in difficoltà di apprendimento e disabili. La distanza, dunque, non sempre permette di garantire il diritto allo studio e le pari opportunità.

Le attività 

“In un periodo in cui il tempo sembra essere sospeso, cerco di utilizzarlo per approfondimenti, per la lettura o la rilettura di testi utili per la didattica e per elaborare una serie di attività da proporre ai bambini al rientro a scuola”.
A casa si studia, dunque, ma non solo. In molti stanno seguendo dei webinar: i docenti sentono la necessità di formarsi nel campo delle nuove tecnologie per la didattica.
Piattaforme e app di vario tipo sono usate da chi aveva già esperienza in questo campo. In molti casi si propongono video, risorse digitali del sussidiario dei linguaggi, giochi e attività interattivi, materiali preparati ad hoc con power point, canzoni…
Inoltre, si inviano tramite whats app e la chat di classe letture, brevi ma stimolanti, registrate dal docente (audio e/o video) per aiutare i bambini a riflettere e a scrivere.
Maestre e maestri in continuo fermento, dunque! Da ringraziare e elogiare.

Grazie a tutti i nostri interlocutori e, in particolare, a Alessandra, Daniela, Giulia, Ester, Angela, Laura, Federica

Guarda anche: l'insegnante che fa lezione via skype 

Silvana Loiero: 17 Marzo 2020 Articoli

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